Sabaton – The Last Stand

Nuclear Blast – Agosto 2016

Nuovo album per il “metal bellico” dei protetti per eccellenza della Nuclear Blast, ossia gli svedesi Sabaton. La band, guidata dal carismatico vocalist Joakim Brodén, con questo nuovo “The Last Stand” sembra essere sempre più in rampa di lancio, grazie soprattutto ad un enorme campagna pubblicitaria messa in piedi dalla label tedesca, che gli ha addirittura organizzato per i primi mesi del prossimo anno un tour europeo nel quale avranno come special guest niente meno che gli Accept (!).

Dopo gli stravolgimenti di line up di qualche anno fa (quando della band originale rimasero solo Joakim ed il bassista Pär Sundström), la formazione sembrerebbe ora essersi ben assestata, nonostante poco dopo l’uscita dell’album sia arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della dipartita del chitarrista Thobbe Englund, sostituito dal giovane Tommy Johansson.

Ma veniamo all’album, che inizia in maniera che più epica non si potrebbe col brano “Sparta”, nel quale, sulle solenni tastiere poste in apertura, si stagliano possenti urla di guerra che ci conducono con la mente ai guerrieri lacedemoni guidati da Leonida nell’eroica battaglia delle Termopili, riportata in auge qualche anno fa dal film hollywoodiano “300”. La stentorea e, per la verità, un po’ monocorde voce di Joakim ci accompagna lungo un brano caratterizzato da atmosfere cinematografiche, evidenti soprattutto nell’efficace intermezzo strumentale. La seguente “Last Dying Breath”, con un salto temporale di quasi 2500 anni, ci porta dritti dritti ad un episodio poco conosciuto della Prima Guerra Mondiale, ossia la coraggiosa resistenza della capitale serba Belgrado assediata dagli austro-tedeschi: come sempre, i testi della band sono interessantissimi per ogni appassionato di storia, in particolare di quella militare, mentre il brano è un sostenuto heavy metal, in cui la presenza delle tastiere è in grado di dare ulteriore vigore ad un episodio dal sicuro impatto live.

Blood Of Bannockburn” è un episodio abbastanza anomalo per la band, introdotto dal suono delle cornamuse (il testo parla di Robert the Bruce e della sconfitta che egli inflisse all’esercito inglese) ed arricchito della presenza dell’organo hammond: questo è però l’unico motivo di interesse per un brano che scivola via senza lasciare il segno, anche per via di un ritornello piuttosto banale. Si torna alla Prima Guerra Mondiale (Argonne, 1918) con la tragica narrazione di “Diary Of An Unknown Soldier”, che introduce uno dei vertici qualitativi dell’album, ossia “The Lost Battalion”, incisivo mid-tempo che pare una vera e propria sinfonia di guerra, caratterizzata da cori solennemente drammatici. La successiva e veloce “Rorke’s Drift”, aperta da un serratissimo riff di chitarra, riesce a farci identificare in maniera efficace nel terrore provato dai soldati inglesi circondati dagli indigeni nell’omonima celebre battaglia della guerra Anglo-Zulu del XIX secolo, mentre gli epici cori del brano che dà il titolo all’album “The Last Stand” evocano il coraggio dei soldati della Guardia Svizzera durante il Sacco di Roma.

Hill 3234” (ispirata dai paracadutisti sovietici assediati dai mujaheddin nella guerra russo-afgana del 1988) accelera nuovamente il ritmo e ricorda parecchio i brani degli ultimi Accept, mentre le chitarre aggressive ed il ritornello di grande impatto di “Shiroyama” celebrano la gloriosa fine dell’epoca dei Samurai. “Winged Hussars” (che narra la storia degli Ussari polacchi protagonisti della liberazione di Vienna dagli Ottomani nel 1683) è uno dei brani più azzeccati dell’intero album: un metal cadenzato e teatrale, caratterizzato da tastiere prepotenti e da un bell’assolo di chitarra.

La conclusiva “The Last Battle”, che si rifà ad un episodio avvenuto al termine della Seconda Guerra Mondiale in cui l’esercito tedesco si ritrovò al fianco dei soldati americani a combattere contro le SS, musicalmente si fa notare solamente per il riff introduttivo di chitarra clamorosamente rubato alla celebre “Night Of The Demon” dei Demon e conduce l’album verso la sua conclusione senza lasciare particolare traccia di sé.

Da segnalare, sulle varie edizioni limitate immesse sul mercato (fra le quali una comprendente anche la riproduzione in scala ridotta di un carrarmato: cosa non ci si inventa oramai per riuscire a vendere qualche cd in più…), la presenza di alcune interessanti cover tra cui “All Guns Blazing” dei Judas Priest e “Afraid To Shoot Strangers” degli Iron Maiden, oltre che di un intero cd/dvd live registrato a Nantes all’inizio dell’anno.

In definitiva, questo nuovo album dei Sabaton, oltre ad essere il solito interessante compendio di storia militare, vede la band svedese confermarsi come uno dei nomi di punta della nuova scena heavy metal europea. Non ci resta che attenderli nuovamente dal vivo in Italia il prossimo 25 gennaio al Live di Trezzo sull’Adda.

http://www.sabaton.net

Tracklist:

  1. Sparta
  2. Last Dying Breath
  3. Blood Of Bannockburn
  4. Diary Of An Unknown Soldier
  5. The Lost Battalion
  6. Rorke’s Drift
  7. The Last Stand
  8. Hill 3234
  9. Shiroyama
  10. Winged Hussars
  11. The Last Battle

Band:

Joakim Brodén – voce, cori, tastiere

Thobbe Englund – chitarra, cori

Chris Rörland – chitarra, cori

Pär Sundström – basso, cori

Hannes van Dahl – batteria

sabaton-band-1

 

Articoli Correlati

About Andrea Donati 93 Articoli
All you need to know about me is that I was born and raised on Rock 'n' Roll. We'd better let the music do the talking, as Joe Perry used to say...
Contact: Facebook

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com