Saint Vitus + Mos Generator – Traffic Club, Roma – 11 ottobre 2017

 

Le leggende del doom fanno tappa nella capitale, questa e’ la prima delle due date programmate nel nostro paese dopo circa tre anni di assenza, appena arriviamo notiamo una buona presenza di pubblico fuori al botteghino. A riscaldare gli animi dei presenti ci pensano i Mos Generator, band americana che ormai ha alle spalle diversi lavori, il loro e’ una miscela esplosiva di Sabbath sound condito con lo stoner. La scaletta prevede alcuni brani tratti dal loro ultimo ottimo lavoro Abyssinia uscito lo scoroso anno. La band si fa apprezzare anche se la stragrande maggioranza dei presenti non li conosce, il loro sound massiccio e potente e’ ben costruito e mai noiso. La formazione a tre elementi conferisce quel fascino particolare, notevole la prestazione del chitarrista cantante Tony Reed che tiene ottimamente il palco nel doppio ruolo. Promossi a pieni voti.

La sala del Traffic va riempendosi sempre di piu’, tutti in attesa di vedere i Saint Vitus con il primissimo cantante Scott Reagers. La band sale sul palco e gli occhi sono puntati sullo zoppicante Dave Chandler, chitarrista storico, che causa problemi al tendine lo abbiamo visto aggirarsi nel locale accompagnato da due stampelle, al basso troviamo Pat Bruders, che sostituisce Mark Adams ormai alle prese con problemi fisici dovuti al troppo abuso di alcool e droghe varie. Dark World da inizio alle danze con un grende Reagers alla voce, che a differenza di Wino, che apprezzo tantissimo, risulta essere piu’ professionale e di classe, anche se la voce e’ molto penalizzata dal sistema di amplificazione. Il coinvolgimento e’ totale nella successiva One Mind, il pubblico si scatena sotto il muro sonoro creato dalla band. E’ un tripudio di ulrla e cori nelle seguenti War Is Our Destiny e White Magic /Black Magic, dove il buon Scott ringraziera’ piu’ volte il pubblico ammassato sotto le transenne. Si va avanti con la sabbatthiana H.A.A.G. dai ritmi lugubri ed infernali, per poi esplodere di nuovo con White Stallions dall’Ep The Walking Dead del 1985. A sorpresa viene eseguito anche un nuovo brano, l’inedito Bloodshed, con un grande assolo di Dave Chandler, se il buon giorno si vede dal mattino…ci sono tutte le premesse per un grande nuovo disco che speriamo uscira’ presto. La chiusura e’ affidata ai due classici ovvero Saint Vitus e Born Too Late, due pietre miliari che suggellano un grande concerto di altissimo livello. Unica nota stonata il volume troppo basso della voce che ha penalizzato un grandissimo cantante quale e’ Scott Reagers il quale si e’ dimostrato un professionista serio, andando avanti senza batter ciglio dando tutto se stesso. Serata indimenticabile e ad altissimo tasso emotivo, un solo aggettivo per descrivere i Saint Vitus: LEGGENDARI!

SETLIST: Dark World, One Mind, War Is Our destiny, White Magic/Black Magic, The Sadist, HAAG, White Stallions, Bloodshed, Burial At Sea, Saint Vitus, Born Too Late.

 

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*