Sonata Arctica + Triosphere + Striker – Orion Club, Roma – 25 Febbraio 2017

 

Malgrado l’orario davvero insolito, l’Orion presenta un discerto numero di presenti per assistere alla seconda data del mini tour in Italia dei Sonata Arctica, accompagnati per l’occasione dai canadesi Striker e dai norvegesi Triosphere. E’ l’ora della merenda quando puntuali alle 17:30 attaccano gli Striker e’ subito si capisce di che pasta sono fatti questi giovani canadesi, Crossroads e’ una mazzata metallica in pieno volto. Il secondo pezzo e’ tratto dal freschissimo omonimo album, Former Glory e’ un inno agli anni ottanta, un riff ed un chorus che si stampano in mente. Il pubblico sembra gradire e partecipa allo show. La performance  dei canadesi e’ fantastica, nel loro poco tempo a disposizione ci danno un saggio delle loro capacita’, davvero ottimo il cantante Dan Cleary, e la coppia d’asce produce riffs taglienti come la lama, la sezione ritmica crea un muro sonoro efficacissimo. Li avevo ascoltati nei loro lavori in studio e mi avevano fatto un grande impressione, ma dal vivo cari miei sono davvero micidiali. Li aspettiamo in un tour da headliner.

Setlist Striker: Crossroads, Former Glory, Locked In, Lethal Force, Phoenix Lights, Out For Blood, Born To Lose, Full Speed Or No Speed, Fight For Your Life.

 

Veloce cambio palco ed ecco salire i norvegesi Triosphere, capitanati dalla carismatica e bellissima Ida Haukland, la quale si cimenta sia alla voce che al basso con ottimi risultati. La band ci propone un bella miscela di power prog ottimamente suonato sicuramente meno dinamici degli Striker ma non per questo meno potenti. La scaletta attinge dai tre lavori fin qui pubblicati, riscaldando a dovere il pubblico.

Setlist Triosphere: My Fortress, Driven, As I Call, Breathless, Ralentless, Heart’s Dominion.

 

Alle 19:30 spaccate salgono sul palco i Sonata Arctica, bella la scenografia, i finnici ci presentano la loro ultima fatica The Ninth Hour, e con We Are What We Are aprono lo show. Altro pezzo dal nuovissimo lavoro e’ Closet To An Animal, dove i nostri cercano di ritornare alla radici power. Con Fullmoon veniamo catapultati nel primo lavoro Ecliptica, dove la splendida voce di Toni Kakko impressiona ancora a distanza di quasi due decenni dal debutto. Il set prosegue con la power ballad Among The Shooting Stars per poi ritornare infuocato con Abandoned, Pleased, Brainwashed, Exploited. Numerosa la presenza di brani tratti dall’ultimo The Ninth Hour, scelta coerente vista la fresca uscita del lavoro in questione. Sempre sugli scudi Toni Kakko con la sua voce ed anche molto intimo con il pubblico presente, anche gli altri membri del gruppo si dimostrano molto coinvolti con le prime file. Il concerto volge al termine, le facce dei fans sembrano soddisfatte e si dirigono verso l’uscita consapevoli di aver assistito ad un ottimo concerto.

Setlist Sonata Arctica: Closer To An Animal, Life, The Wolves Die Young, In Black And White, Tellulah, Fairytale, Fullmoon, Among Pleased Brainwashed Exploited, We Are What We Are, The Power Of One, Misplaced, I Have A Right, Don’t Say A Word, Vodka.

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