Symphony X – Paradise Lost

Inside Out Music – Giugno 2007

Di solito storco il naso quando mi imbatto in dischi e band che sono ricchi di espressioni power metal farciti di tecnica assoluta. Ma a dire il vero per i Symphony X è un’altra cosa. Questo ottavo album in studio della band del New Jersey ha qualcosa di veramente clamoroso. Non amo fare paragoni con i lavori precedenti e non mi avventuro in futuristiche previsioni e nemmeno questa volta lo farò. Mi piace prendere un album per quello che è, per le sensazione che mi suscita e per le reazioni che mi provoca. Questo “Paradise Lost” è un gioiello e lo dico davvero senza voler esagerare o esercitare il mio stile lezioso.

“Paradise Lost” è il risultato del lavoro di una vera e propria band. Si sente l’insieme e l’amalgama che fanno dell’unione e dell’unità un assoluto dominante. E’ un piacere ascoltare i Symphony X, visti e incontrati di recente durante la seconda giornata del Gods of Metal 2007 part 1. L’album si apre con “Oculus Ex Inferni” gotico medievale (si dice cosi?), con delle aperture da colonna sonora da film fantasy di alto livello, per poi buttarsi in “Set The World On Fire (The Lie Of Lies)” in cui tutti compongono e completano il tutto. Ma il brano che mi ha veramente solcato l’anima è “Domination” con un breve intro di basso da capogiro, un pezzo vorticoso, con un loop di tastiere di sottofondo veramente splendido, un piano da incubo, la voce di Russell Allen forte e decisa e il solito Micheal Romeo che comunica con la sua chitarra come se fosse la sua amante; di un’originalità disarmante. Quasi sei minuti e mezzo che scorrono via lisci senza essere noiosi o faticosi da incamerare. E allora mi viene una domanda: si può essere originali, tecnici e allo stesso tempo digeribili senza diventare faticosi e lasciarsi andare ad inutili fronzoli? La risposta è chiaramente sì. I gusti sono sempre gusti e sfido ad essere oggettivi nelle sensazioni e con “The Serpent’s Kiss” potrei aprire un’altra lunga disquisizione, ma vi risparmierò!!! Il brano che dà il nome all’album dei Symphony X forse è quello che più di tutti si lascia andare all’eccesso melodico, ma ci sta anche questo. Seguono “Eve Of Seduction”, “The Walls Of Babylon” e “Seven”, tre brani con una struttura classicamente power, ma, appunto per quanto detto in precedenza, si sviluppano intorno ai riff di chitarra, a ritmiche veloci, a giochi tra basso, chitarra e tastiera veramente perfetti. “The Sacrifice” rallenta abbastanza rispetto ai precedenti, ma la sopportabile melodia lo rendono veramente unico, con la conclusione di un sognante arpeggio acustico. “Pardise Lost” si conclude con “Revelation (Divus Pennae Ex Tragoedia)”, ritmi spezzati fin dall’inizio, chitarra infiammata e pesanti cori che si abbandonano, quasi a ripercorrere lo stile tragico, la rincorsa e l’alternarsi del bene e del male come nel Pardise Lost di John Milton…

Esagerato? Può essere… ai posteri l’ardua sentenza…

www.symphonyx.com

Tracklist:
1. Oculus Ex Inferni
2. Set The World On Fire (The Lie Of Lies)
3. Domination
4. The Serpent’s Kiss
5. Paradise Lost
6. Eve Of Seduction
7. The Walls Of Babylon
8. Seven
9. The Sacrifice
10. Revelation (Divus Pennae Ex Tragoedia)

Band:
Russell Allen – voce
Michael Romeo – chitarra
Michael Lepond – basso
Jason Rullo – batteria
Michael Pinnella – tastiere

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