Tankard – One foot in the grave

 

Nuclear Blast – Giugno 2017

Prima di tutto,non mettetevi alla guida, perchè l’argomento in questione è altamente alcolico…

A tre anni dall’ultimo lavoro in studio, i Tankard sono, infatti, nuovamente in pista col nuovissimo album ONE FOOT IN THE GRAVE uscito per Nuclear Blast che vede anche il ritorno, in copertina, dopo 13 anni, dell’alieno sbronzo apparso l’ultima volta nell’album ‘Best of Bourbon’.

E poi sono 35 anni di alcolica carriera… bisognerà pur festeggiare come si deve…

Che la spillatura abbia inizio. Ullallà, apertura di classe questa PAY TO PRAY, Metal possente, scanzonato, sempre unico e griffato, come il buon Gerre. Si stappa. Una pinta è già andata mentre risuona ARENA OF THE TRUE LIES, storia dei nostri giorni, internet, i social, le fake news e i leoni da tastiera. Cavalcata heavy che racchiude tutto il marcio che fagocitiamo quotidianamente.

“arena of the true lies, addiction guaranteed”

Nuovo giro verso il frigorifero. 
DON’T BULLSHIT US! è potenza, rabbia, doppia cassa prepotente. Veloce e incazzosa, vibra nei coni delle casse spolverandomele. Trademark. Ed eccola qua ONE FOOT IN THE GRAVE. Thrash! Thrash! Thrash! Della vecchia scuola. Tutto è veloce, frenetico, con una breve distrazione,intorno a metà brano, verso lidi che rasentano un heavy western molto interessante per poi tornare tra i giusti binari, a concludere una titletrack dura e pura. Oh come l’apprezzo. SYRIAN NIGHTMARE, quanto mai attuale, è un heavy drammatico, crudo. I Nostri posano la pinta per un attimo e si fanno seri. Rasente il doom nell’intro, NORTHERN CROWN (LAMENT OF THE UNDEAD KING) non molla invece,nella costruzione, l’attitudine finora sfoggiata di Metal dirompente e dissacrante. Continua la distruzione LOCK’EM UP, pezzo di ottimi riff,veloci, semplici ed efficaci. Tipico brano che finisci per canticchiarti anche dopo che è finito l’ascolto. THE EVIL THAT MEN DISPLAY, sobrietà e visione attenta o tasso alcolico alto e disinibizione? Non è dato sapersi ma la sensibilità di questi Tankard d’annata pare spaventarmi. Un’ intro degna di un thriller apre SECRET ORDER 1516, traccia che parrebbe una chissà quale denuncia di tal ordine segreto ma che in realtà non è. Il buon Gerre e soci tornano infatti a brindare su questo pezzo, inno alla birra tedesca e alla sua “purezza” di elementi, registrata per legge, proprio nel 1516,nella città bavarese di Ingolstadt. Alziamo ormai,direttamente le bottiglie, mentre gli occhi si fanno a fessura. Gettiamo via l’ultimo vuoto mentre risuona SOLE GRINDER, capitolo finale massiccio e degna conclusione di quest’opera heavy decisamente trascinante.

Ed eccoci a trarre le conclusioni. L’album? Ennesimo centro. Ennesimo marchio di fabbrica. Full lenght davvero godibile, adrenalinico, fresco e aggressivo, spesso nei suoni come lo è il thrash teutonico. Uno sguardo vigile al livello della birra ma anche un’occhio attento e severo verso la società che ci circonda. E non mi interessa se possono sembrare ripetitivi nelle musiche o nei testi (che poi così non è vista la varietà degli argomenti, sacri e profani,trattati proprio in questo nuovo lavoro), perchè i Tankard sono così, riconoscibili sin dalle prime ritmiche, sin dalle prime parole pronunciate dal poderoso Andreas Geremia, grandi musicisti e raffinati bevitori. Ma sopratutto sono puri…veri. Non fatevi scrupoli, supportateli, se lo meritano.

Prost.

www.tankard.info/start.html

Tracklist :
1. Pay to Pray
2. Arena of the True Lies
3. Don’t Bullshit Us!
4. One Foot in the Grave
5. Syrian Nightmare
6. Northern Crown (Lament of the Undead King)
7. Lock ‘Em Up
8. The Evil That Men Display
9. Secret Order 1516
10. Sole Grinder

Band :

Andreas “Gerre” Geremia – voce
Andreas Gutjahr – chitarra
Frank Thorwarth – basso
Olaf Zissel – batteria

 

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