The Beatles e ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’… il tempo senza fine

 

‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’ dei Beatles, pubblicato il 1 giugno 1967, 50 anni fa tondi tondi, è considerato il più importante rock’n’roll album di tutti i tempi creato dalla più grande band rock’n’roll di sempre. Mezzo secolo… Un album unico per la sua innovativa freschezza, per il suo songwriting evoluto e per una vena creativa dirompente, per i suoni così moderni e unici, per la sua regalità e maestosità e anche per l’idea che legava il tema centrale di tutti i brani.

‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’ è un album intriso di psichedelia, spiritualità, ottimismo, amore e passione e tanta musica come giusto che sia.

Facciamo un passo indietro di qualche mese. Precisamente agosto 1966, 29 agosto 1966. I Beatles terminano il loro concerto di San Francisco, solito bagno di folla urlante, chiassosa e in delirio. I quattro di Liverpool, come sempre accade dopo i loro concerti, abbandonano lo stadio della città della west coast degli Stati Uniti nascosti, questa volta rinchiusi in un’ambulanza per non essere raggiunti dalla folla impazzita. Sbattuti e strapazzati in quell’ambiente austero, George Harrison confida con veemenza agli altri che non ne vuole sapere più di esibirsi in quelle condizioni, basta così, è necessaria una riflessione e un cambiamento per il bene della band. Quello di San Francisco sarà l’ultimo concerto di sempre dei quattro favolosi scarafaggi. E’ la svolta, è davvero necessario un cambiamento.

Dopo un periodo di vacanza, Paul McCartney porta agli altri l’idea di “mettere da parte” i Beatles, creare un alter ego, una nuova band che potesse prendere il loro posto. La Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. La magnifica copertina racconta tutto questo; la conosciamo bene poichè è davvero superba nei suoi dettagli. Quattro statue di cera con le sembianze dei Beatles sulla sinistra dei quattro Beatles in primo piano, simboleggiano il passaggio da un prima a un dopo. I nuovi Beatles sollevati dal fardello della loro immagine classica, abbandonate le spoglie dei quattro ragazzini dai visi simpatici e rassicuranti, dai capelli a caschetto e dalle giacche col colletto di velluto, si sono trasformati in uomini, in artisti, creatori e pensatori musicali, non più mero fenomeno da baraccone, coscienti intrattenitori per ragazzine isteriche. Eppure dall’inizio della loro carriera sono passati solo poco più di quattro anni dall’uscita del primo singolo ‘Love Me Do / P.S. I Love You’ (5 ottobre 1962, ndr).

I primi segnali del cambiamento sonoro, creativo, musicale erano già stati offerti dai quattro baronetti nel febbraio del 1967 quando viene pubblicato il singolo ‘Strawberry Fields Forever / Penny Lane’, wow… che brano, che introduzione, che dirompenza psichedelica, che meravigliosa sonorità. ‘Strawberry Fields Forever’ e ‘Penny Lane’ sono il biglietto da visita che i nuovi Beatles tendono con infinita classe al mondo che aspetta sempre impaziente un nuovo prodotto della band. Se avessero inserito questi due ‘side a singles’ in ‘Sgt. Pepper’s’ l’album sarebbe stato strepitoso…

Eppure non è semplice la stesura di ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’. Servono più di 700 ore per comporre e completare l’album, settimane di prove e mesi di tentativi e incisioni ripetute. Quando i Beatles si ritorvano in studio a dicembre del 1966, le idee ci sono ma nulla è stato preparato o composto prima di entrare nei famosi Abbey Road Studios; nessuno ha fatto i compiti, ma nonostante questa piccola mancanza di volontà, forse ancora residuo di una sorta di ricordo adolescenziale o più semplicemente una pausa per avere una forza maggiore una volta ripresi in mano gli ‘strumenti di lavoro’, il risultato finale è davvero straordinario. Paul McCartney è sempre presente con idee innovative e nuove soluzioni. Tredici brani pubblicati sull’album (dei sedici composti in totale), tutti scritti dall’accoppiata Lennon-McCartney ad eccezione di ‘Within You Without You’ scritta da George Harrison ad aprire il lato B dell’album e ‘Only a Northern Song’ sempre di Harrison ma inserita nella colonna sonora di ‘Yellow Submarine’ del 1969. Gli altri due che avanzano vengono pubblicati qualche mese prima dell’uscita dell’album, appunto ‘Strawberry Fields Forever’ e ‘Penny Lane’.

Il primo brano ad essere impresso su nastro è ‘When I’m Sixty-Four’, le parole sono di Paul McCartney, le ha scritte all’età di 16 anni, molto tempo prima, l’amore di un giovane per la sua ragazza che rimarrà immutato nel tempo. L’ultimo ad essere inciso ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (reprise)’ e nel mezzo delle tracce che sono decisamente intrise di colore indelebile nel cuore della musica rock. La title track forse, e sottolineo forse, è quella più complessa, con il suo sdoppiamento, nella reprise conclusiva, con suoni di sottofondo, i sontuosi fiati che accompagnano l’incedere di questo gioiellino e gli strumenti accordati dall’orchestra ed ecco il tema centrale di cui parlavo all’inizio, il filo conduttore, il concept, l’orchestra, la Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band che si augura che lo show sia di gradimento per l’ascoltatore. Il giusto inizio di un album che lascia ancora oggi a bocca aperta per gentilezza compositiva. Come non rimanere stupiti dal testo di ‘With a Little Help from My Friends’, un sincero affettuoso dialogo fra amici, domande e risposte che si spostano verso la sentita replica contenuta nel testo. Un album colorato, pieno di suoni brillanti e immagini altrettanto luminose che accompagnano il mondo verso la fine degli anni sessanta, un periodo in cui l’esperienza psichedelica e lisergica conduce verso l’eccessiva passione per la vita, l’amore, la pace e la libertà di espressione e di sentimento, nonchè una forza creativa strabordante. ‘Lucy in the Sky with Diamonds’, che riprende la concezione stilistica di ‘Strawberry Fields Forever’, ne è testimonianza. E l’orchestra che amplia i propri confini con sonorità provenienti da concezioni più profonde intrise di fervore spirituale, tendenze che erano ormai parte dei quattro.

Questo magnifico album rinvigorisce l’idea di unità della band, sottolinea l’unione del gruppo non solo come insieme di musicisti ma anche come coesione nella vita reale.

Innovazione e centinaia di idee confluiscono in ‘Sgt Pepper’s’, ma siamo a metà anni sessanta e i mezzi a disposizione non sono quelli dei nostri giorni, eppure le novità del lavoro di cui sto parlando sono tante e interessanti. Ad esempio l’accordo finale di pianoforte del conclusivo ‘A Day in a Life’. Per far sì che il suono dell’accordo avesse una intensità più profonda sono stati utilizzati tre pianoforti su cui si sono appoggiate dieci mani, quelle di Lennon, McCartney, Ringo Starr, il produttore George Martin e un roadie della band, Mal Evans, le voci successivamente accantonate e quell’accordo di pianoforte sostenuto con il graduale innalzamento del volume. E poi le richieste di McCartney di poter utilizzare un’orchestra di 90 elementi per realizzare una super traccia… E cosa dire di ‘A Day in a Life’? Un momento di alto livello compositivo che conferma l’evoluzione e la maturazione di questo quattro musicisti che sono ormai storia… e poi, e poi…

Ma ‘Sgt Pepper’s’ non è solo suoni ma anche immagini. La copertine, di cui avevo accennato in precedenza, è davvero innovativa con gli 87 personaggi che sono impressi su questa meravigliosa opera d’arte. Attori, personaggi di spettacolo, scrittori, sportivi, politici. Parlo di 87 personaggi tra cui gli oggetti, umanizzandoli dando loro una dignità vivente, e tra essi inserisco volutamente la grancassa in primo piano, la tuba, la statuetta e tutti gli oggetti che non possono soltanto essere considerati ‘oggetti’ privi di importanza, ma reale momento artistico di alta levatura.

Ma poi, sarà il vero Paul? Perchè nel retro di copertina Paul è girato di spalle? Quale simbolo potrebbe farci comprendere sulla vita o sulla morte di Paul?… anche questo tema misterioso o legato da una questione esoterica amplifica la bellezza di questo (capo)lavoro.

‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’ è l’album che sancisce la maturazione artistica dei Beatles, la crescita musicale e personale. Il rock’n’roll di un tempo, scanzonato, divertente, spensierato, viene affiancato da ciò che verrà semplicemente definito ‘rock’, in cui problematiche, dubbi, scetticismo diventano importanti e meritano una colonna sonora più efficace, matura e ribelle.

E adesso… sono passati 50 anni da ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’. Siamo diventati un po’ più grandi ma, per fortuna, continuiamo a provare le stesse emozioni di un tempo, perchè sono note, suoni, sentimenti che condividiamo e sono parte della nostra anima.

Dischi, doppi, mono, stereo, cofanetti, ristampe, cd, box, album fotografici, film, DVD… sta uscendo di tutto per celebrare questo mezzo secolo di gloria… comprerei tutto…

Buon Compleanno!!!!

 

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