The Damned – ‘Damned, Damned, Damnend’: 40 anni di follia punk

 

La storia del punk britannico e, probabilmente, del punk suonato e vissuto in ogni angolo della terra passa anche per il nome dei Damned. Anzi ‘Damned, Damned, Damned’, album di debutto della band di Londra uscito 40 anni fa, il 18 febbraio del 1977, molti mesi prima del più famoso e conosciuto ‘Never Mind the Bollocks’ dei Sex Pistols di Rotten e soci.

Primo album punk britannico in assoluto, preceduto dal singolo ‘New Rose’ dell’ottobre del ’76 (i giovanissimi ricorderanno la cover dei Guns n’Roses in The Spaghetti Incident), album che, alla data di pubblicazione, viene distribuito nei negozi ed immediatamente ritirato poichè la foto del retrocopertina riporta un’altra band, ‘Eddie and the Hot Rods’. Si dice che la Stiff Records, etichetta discografica, abbia appositamente pubblicato la copia con la foto sbagliata per rendere punk e clamorosa quell’uscita e far sì che il prezzo dell’album potesse immediatamente salire alle stelle e rendere così il long playing pezzo da collezione proprio a causa della copertina fake. Infatti lo è. Se avete una copia in vinile del ’77, sarete già al corrente di avere un gioiellino nel vostro scaffale, speriamo non in una cantina polverosa. Negli anni ’90 l’album è stato ristampato in versione cd con retrocopertina ‘sbagliata’, ma il valore è decisamente di poco conto…

Anyway… Il punk è una musica devastante per il periodo storico in cui esplode, specialmente nella stucchevole Gran Bretagna di quell’epoca. Bombette e ombrelli, vestiti gessati, il tè delle cinque di pomeriggio, il classico aplomb, il solito atteggiamento snob e nella musica un’incredibile presenza narcisista. Il prog riempie le scene, il rock espande i propri confini, le sperimentazioni non si fermano mai, i brani cominciano a protrarsi all’infinito diventando suite ipnotiche di magnifica fattura. Ma la brezza che soffia dall’altra parte dell’oceano porta semplicità, velocità e compressione in quel che è il senso della musica e probabilmente anche il senso della vita. Ed ecco il cambiamento britannico nello stile musicale e sociale assorbito e rivisitato che prende spunto da quello stelle e strisce dei Ramones e dei New York Dolls, ma che si dimostra diverso da quello made in U.S.A. poichè più irriverente, violento, più rivolto alla vita reale, un groviglio anarchico, oltraggioso, maleducato, grezzo, sporco, stravagante.

‘Damned, Damned, Damned’ si presenta proprio così, irriverente con le torte tirate in faccia ai quattro loschi figuri della copertina (Dave Vanian tetro e pallido inceronato simil vampiro vocalist con le occchiaie avvolte da trucco nero, Brian James l’enigmatico chitarrista con gli occhi sbarrati penetranti e strampalati, Captain Sensible il più fuori della band, l’uomo della montatura bianca dei suoi occhiali al basso e Rat Scabies il folle rosso crinuto batterista pestoduro). Album sporco e ruvido nei suoni, nei testi, nelle maniere e nei gesti, negli accordi e nelle accordature e sarcastio si dall’inizio (‘Is she really going out with him?’… ricordate l’intro di’ New Rose’?). Duro fino al midollo, veloce e rock’n’roll. Una ventata potente di freschezza, un soffio che porta un po’ di gioia ed energia alla musica rock che all’epoca comincia a contorcersi su se stessa. Un ventata di potente freschezza dicevo, uno schiaffo alla società benpensante, anche alla società musicale dell’epoca, alle note, alle accordature e alle melodie.

The Damned

Ed ecco che i rocker britanni, grazie a ‘Damned, Damned, Damned’, si riscoprono sporchi e cattivi e cominciano ad imbracciare la chitarra vomitando volutamente voci e suoni ruvidi, acidi, caotici a rappresentare la rabbia, la frustazione di una generezione che vuole appositamente mancare di rispetto a tutto e a tutti, compresi regole e principi imposti. Libertà di pensiero e libertà di espressione, volontà di confondere e shockare il mondo intero…

‘Damned, Damned, Damned’ è un album ricordato perchè primo della storia europea del punk rock, ma spesso messo in secondo piano rispetto a ‘Never Mind the Bollocks’ perchè più pubblicizzato, osannato e maggiormente seguito dalla critica dell’epoca grazie ad azioni mediatiche di manager dal fiuto eccezionale. Eppure ‘Damned, Damned, Damned’ è il primo album a spalancare le porte ad una nuova cultura, forse più controcultura, e a dare ai giovani la possibilità di sentirsi tali, nel sentimento e nell’espressione.

Peccato perchè quando il punk diventerà fenomeno di massa e di tendenza perderà quel suo fascino selvaggio e la sua energia devastante, la sua impudenza, ma resta e resterà per sempre uno dei fenomeni fondamentali e rivoluzionari del rock’n’roll…

 

 

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Cofondatore e Caporedattore di www.longliverocknroll.it - Lunga Vita al Rock'n'Roll

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