The Unclean – The Eagle

DIY – Febbraio 2013

Mi scuso per l’inconsueta recensione, ma la vita va così… non sono un professionista quindi vado a modo mio…

E’ un po’ di tempo che sono stufo di ascoltare sempre le stesse band che mi vengono consigliate da amici, colleghi, addetti ai lavori, da spacciatori di dischi e da tecnici spietati ed insipidi e quindi, dicevo che è un po’ di tempo che ho deciso di sbrigarmela a modo mio… ricerca in rete, non politica o partitica, un indagine in cerca di suggestioni dettate da facce nuove, immagini significative per la mia visione musicale mai doma. Starò invecchiando? A me non importa… chi se ne frega… in vita mia ho quasi sempre fatto quello che ho voluto saltando qua e là fra canoni e imposizioni e non mi sono trovato male nonostante le tranvate… chi se ne frega…

E allora cercano qua e là in modo piuttosto affannato e senza un filo, mi imbatto nella copertina di “The Eagle” di una band sconosciuta alla mia memoria: The UncleanUnclean? Non pulito? Quindi sporco… ma cosa sporco… il suono, la voce il significato, la musica, l’anima? Troppa curiosità… sì devo capire di più e lo saprò ascoltando…  faccio partire l’album… e dico yeah!!! Mi alzo in piedi dal mio comodo giaciglio di pelle umana e comincio a seguire il ritmo e chi se ne frega… yeah!!!!

Rock’n’Roll, duro, puro, acido, cattivo, intriso di una oscura matrice blues e di tanto, tanto sudore. Nell’aria si diffonde immediato il tanfo di rock’n’roll, come quando senti lo zolfo che ti entra nelle narici… Ragazzi “The Eagle” è rock’n’roll!!!! Difficile pestare sui tasti della mia nera tastiera del pc stando in piedi, sculettando e lasciandosi prendere dal ritmo o dal groove (faccio il figo anch’io con questi termini scopiazzoni).

The Unclean trio potente di Akron, Ohio (ragazzi l’Ohio è importante, si decide tutto con l’Ohio). Cerco ulteriori informazioni e sulla loro pagina di FB trovo una frase, non proprio originale, che mi colpisce e mi fa capire che ho fatto centro, ovvero: “…We Play Rock N Roll…”. Mi spingo oltre e leggo che seguono le orme di ZZ Top, Humble Pie e Motörhead (ma davvero non me ne ero reso conto)… e allora sarà miele per le mie orecchie… e giungo al punto di cui parlavo prima. Schiaccio il tasto play e vengo preso a schiaffi dalla tripletta iniziale: “On We Go”, “Live for the Day” e “Million Dollar Jezabel”. Caspita… i tre ragazzotti tirano dei gran colpi. Wow… vengo rapito dall’acidità del rock’n’roll con quel blues sporco e mi blocco per più di mezz’ora ad ascoltare e ascoltare, again and again, le tre song e in particolare “Million Dollar Jezabel”, fin quando entra in studio la mia compagna e mi vede saltellare con le cuffie in testa come quando avevo 15 anni… arrossisco, estraggo lo spinotto delle cuffie e le dico: “finalmente”… e lei replica: “belloooo…”. Sì un sound cattivo una dose di energia che in questo momento di pile scariche e influenze devastanti è meglio di un qualsiasi antibiotico. Grandi! E allora riprendo a cantare… “I’m losing my mind…

Poi i toni si abbassano per passare a “Away to Long”, un blues rock o un rock blues da capogiro. Un mid tempo, si dice così, una cadenza che se fossi fisicamente in forma perderei la testa dal collo a furia di sbatterla. Un tuffo nell’hard rock più classico e selvaggio di un tempo è racchiuso nella semi ballad “Not so Bad”, sempre con la voce sporca di Bremmy che è anche il chitarrista della band. “Strange Kind of Living” altra mazzata lenta a charlie aperto e il solito refrain sapientemente e armonicamente acido.

Mi alzo compiaciuto e riascolto tutto fino a questo punto, rileggendo le varie parole messe insieme fino a questo momento cercando di cogliere qualche esagerazione o eccesiva suggestione nello scrittura… No, giuro di dire la verità solo la verità la nuda e cruda verità!!!! L’anima blues strappacuore esce tutta fuori in “Been Gone”, voce sempre rauca e strumenti più limpidi e puliti ad eccezione dell’inciso bello tosto e seriamente nervoso… Il ritmo torna leggermente su con “Nothing Left to Say”, brano dolce nel suo trasporto ma cattivo nel senso più profondo… e poi la ovvia conclusiva “The End”… solo una chitarra con altre sovraincise che arpeggiano verso la conclusione…

Ebbene. Come concludere? Se potessi dare un voto darei un otto pieno, otto su dieci, a questo disco, poiché non diamo voti allora non darò alcun voto, chiaro il concetto vero? Bravi Bremmy, Burns e Frank. “The Eagle” è un disco che trascina via nel più profondo rock’n’roll sporcato da tanto e tanto blues. Potente, graffiante e spregiudicato, altrimenti che rock’n’roll sarebbe? Poiché siamo al cospetto di tre giovani ceffi… sono certo che l’originalità verrà affrontata e di certo trovata nel roseo futuro che attende loro. Poi essendo un trio qualche sovraincisione qua e là ci sta, ma dal vivo poi è un’altra cosa… ma chi se ne frega!!!!

Rock’n’Roll… The Unclean… mi piacciono le cose sporche… e ora, birra a fiumi o fiumi di birra!!!

 

BRANO TOP: tutti
BRANO FLOP: non pervenuto

www.facebook.com/theuncleanakron

Tracklsit:
1. On We Go
2. Live for the Day
3. Million Dollar Jezabel
4. Away to Long
5. Not so Bad
6. Strange Kind of Living
7. Been Gone
8. Nothing Left to Say
9. The End

Band:
Bremmy – voce, chitarra
Burns – basso
Frank – batteria

 

 

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