Trevor e i suoi lupi, la sua passione per il rock’n’roll e i suoi boschi

 

Ebbene, Trevor è un vecchio amico che ogni tanto ho il piacere di incontrare di persona e riabbracciare (…), ma sempre più spesso lo sento, tra band che ci propone e musica creata da lui, dai Sadist e da altri progetti in cui si diverte a partecipare o a esserne l’artefice principale. ‘Road to Nowhere’ è il suo piccolo passo da solista come Trevor and the Wolves… ed eccoci di nuovo a chiacchierare insieme… oserei parafrasare un noto film…  Trevor suona coi Lupi…

 

Allora Trevor… una nuova sfida… come ti senti in vesti diverse, ovvero al di fuori dei Sadist?

Intanto un saluto a te amico mio e a tutti i lettori di Long Live Rock’n’Roll…

Era da tempo che coltivavo l’idea di mettere in piedi un progetto tutto mio, certo Sadist è buona parte della mia vita, sono troppo legato a quel nome, devo molto se non tutto a quella band. Sono attratto dalle sfide, inutile dire che a livello vocale le cose sono molto diverse, musicalmente tutti noi siamo cresciuti prima con l’Hard Rock poi con l’Heavy Metal per questo motivo certe cose sono venute fuori in maniera del tutto naturale, voglio aggiungere però a chi mi chiede se ci dovremmo abituare a questa versione di Trevor, no signori miei io canto Death Metal e sarà così per sempre!

Come definiresti Trevor and the Wolves… un momento di relax, un ritorno al rock’n’roll, un progetto, rimettersi in gioco, oppure… e ovviamente perchè…

Trevor and the Wolves è un momento di riflessione, significa portare in musica il mio amore per la mia terra e le sue tradizioni, è qualcosa di genuino, rudimentale. Parlando di musica è un omaggio agli anni passati, tutti noi siamo portati a raccontare le nostre gesta in età adolescenziale, ho avuto la fortuna di vivere da primattore gli anni ottanta, l’esplosione della musica Heavy, credo fosse doveroso fare un riassunto. Una cosa è certa “Road to Nowhere” avrà di sicuro un seguito.

Ma come nasce l’idea di Trevor and the Wolves e chi sono gli altri lupi che collaborano con te in questa avventura? ci parli di loro?

Quando ho pensato a quest’album in primis la mia intenzione era quella di fare il percorso con musicisti che prima di essere preparati tecnicamente fossero amici, la scelta dei “Miei Wolves” è infatti ricaduta su grandi amici, con cui condivido buona parte del mio tempo libero. Francesco Martini è un giovane chitarrista, tecnicamente molto preparato, entusiasta di natura, sono certo che farà una gran carriera, le stesse parole valgono per Emanuele Peccorini, la prima volta che lo vidi dietro le pelli ho pensato “lui sarà il mio batterista”, per Alberto Laiolo e Antonio Aluigi, rispettivamente chitarra e basso, fare questo cammino insieme era doveroso, sono amici di vecchia data, musicisti che non si risparmiano, sia sopra che sotto il palco, questo era quello che cercavo e posso ritenermi più che soddisfatto. Trevor and the Wolves è il mio progetto che ho voluto condividere con le persone a me care. Le registrazioni il mixing e il mastering sono stati curati da Tommy Talamanca, il rapporto tra me e Tommy va ben oltre l’amicizia. Le sessioni di foto da Ennio Parodi, mentre il videoclip di “Burn at Sunrise” da Matteo Siri, si tratta di grandi amici professionalmente ineccepibili, entrambi hanno fatto un grandissimo lavoro. La grafica invece è stata realizzata da Eloisa Parodi e Manuel Del Bono, due giovani talenti. 

Hai avuto difficoltà a toglierti di dosso (passami quest’espressione) i Sadist per calarti in questo nuovo personaggio che va a passeggio in scenari davvero belli?

Come detto Sadist rappresenta la mia vita, è con me ogni giorno, non potrei mai pensare a Trevor senza quel monicker. Certo per una volta ho dovuto cercare di fare il “bravo”, mettere nel cassetto l’orco che c’è in me. Trevor and the Wolves è un progetto che vorrei fosse analizzato non solo musicalmente, artisticamente si tratta di qualcosa a due volti, da una parte la musica: diretta, genuina, dannatamente rock’n’roll, dall’altra la natura selvaggia che da sempre riesce a farmi affrontare la vita nel migliore dei modi anche quando mi sono trovato in momenti davvero brutti.

10 brani diretti è schietti… il senso del rock’n’roll?

Questo è Rock’n’Roll, questo è Hard’n’Heavy, volevo qualcosa che fosse di forte impatto, senza troppi fronzoli, qualcosa che in sede live risultasse esplosivo come una miccia accesa. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro, devo ringraziarli mi hanno reso felice leggendo tra le righe quelle che erano le mie diaboliche intenzioni. Quando ci troviamo in sala prove mentre canto mi viene da pensare a quanta adrenalina è capace di fornire la musica, è incredibile, questa è pura magia.

Quale brano ti piace di più, oggettivamente ascoltandolo ora e cosa provi quando ascolti l’album? a me piace molto ‘Bath Number 666‘…

In generale sono molto soddisfatto del disco nella sua interezza, i brani sono come i figli è difficile fare preferenze. Ogni canzone ha qualcosa che mi lega tremendamente, ora per il sound ora per la lirica. Bath Number 666 è un brano horror, e con tutta probabilità quello che si discosta maggiormente dagli altri, vuoi per il riff iniziale, vuoi per la presenza di un malinconico violoncello, a proposito di questo, Stefano Cabrera dei Gnu Quartet ha fatto un lavoro incredibile, si tratta di uno dei musicisti migliori nel nostro paese, quando mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere partecipare al mio album per me si è avverato un sogno.

Ho visto una foto con un lupo che ti sta leccando un orecchio (e tu ne sei compiaciuto a quanto pare…) ma allora si tratta di lupi veri, non lupi che suonano con te o qualche lupo / sciacallo che in questo periodo di fervore politico / elettorale ci sta rompendo le scatole…

Non me ne voglia nessuno ma temo che ultimamente l’uomo sia troppo stressato, acido, probabilmente è molto meglio rapportarsi con gli animali. Essere leccato da un lupo non è così male anzi, loro parlano con gli occhi, non hanno secondi fini, né cattiveria, in tutte le loro azioni anche quelle più brutali parlano attraverso l’istinto. Quanto alla politica mi metti in seria difficoltà, non prendersene cura non è assolutamente giusto, tuttavia da troppi anni regna l’incertezza, è difficile avere fiducia in qualche singolo personaggio, o in qualche partito e questi sono brutti segnali, assolutamente!

Ti ho visto molto contemplativo nel video ‘Burn at Sunrise’, molto pensieroso… ma mi spieghi il finale del video con il taglio dell’albero? c’è un significato? non è che il sindacato dei boscaioli locali si è arrabbiato a causa del taglio con sega elettrica?

Burn at Sunrise’ video diretto magistralmente da Matteo Siri, rappresenta una delle mie giornate tipo, lontano dalla musica. Devi sapere che la mia vita, famiglia a parte si divide tra musica e bosco. Ormai da anni lavoro per Nadir Music S.R.L. all’interno della società mi occupo di tutto quello che è promozione, ufficio stampa e direzione artistica, questa è una grande fortuna, alzarti il mattino e avere voglia di iniziare a lavorare vuol dire tanto. La mia grande passione invece è curare il bosco, ho una piccola casa sui monti dell’Appennino Ligure dove taglio alberi, spacco legna, un modo per stare a contatto con la natura. L’albero che vedi nel video era un vecchio castagno ho voluto rendere omaggio a quella pianta. Sindacato dei boscaioli? Non preoccuparti non sono un fuorilegge mi piace fare le cose in regola, sono molto attento, c’è un periodo preciso in cui puoi abbattere gli alberi e questi regolamenti vanno assolutamente rispettati.

Appassionato di montagna… ma se di Genova se non erro, mare quindi…

Più che appassionato credo di essere “malato” i monti hanno un’importanza basilare nella mia vita. Abito in Liguria ma sull’Appenino, la mia Vallestura non ha nulla a che fare con il mare, asciugamani stesi sulla sabbia, ombrelloni e gente che urla ve li lascio volentieri, se volete venirmi a salutare mi trovate in mezzo al bosco con la motosega in mano.

Tommy Talamanca ha contribuito alla produzione, quindi gli amici sono sempre tali.. che ne pensa di questo tuo progetto?

Tommy è un fratello, siamo legati da troppi anni, abbiamo e condividiamo troppe cose, lavoro, palco, momenti bellissimi, momenti meno belli. Era scontato che sarebbe stato lui a prendersi cura della produzione, come sempre ha fatto un lavoro impeccabile, ormai Tommy e i Nadir Studios rappresentano un punto fermo nel nostro paese, Tommy è un grande professionista, una persona che stimo profondamente e non solo per le sue doti tecniche, si tratta di un ragazzo onesto, deciso e soprattutto instancabile. Gli addetti ai lavori stanno elogiando il lavoro di produzione, sono felice, il grande lavoro fatto gli è stato riconosciuto.

E poi tanti amici hanno collaborato con te… questo mi dimostra stima e considerazione tua nei loro confronti e reciprocità nei tuoi…

Riguardo ai guests, ho avuto la fortuna di avere con me grandi musicisti che hanno arricchito il disco con la loro indiscutibile arte. Christian Meyer, drummer di Elio e le Storie Tese non lo scopriamo di certo oggi, rappresenta uno dei migliori batteristi in circolazione, ci conosciamo da diverso tempo siamo buoni amici, giudicare Christian per la sua tecnica è superfluo, quello che posso confermare è che i grandi musicisti si distinguono soprattutto per la grande umiltà e disponibilità. Le stesse parole valgono per Stefano Cabrera dei Gnu Quartet, si tratta di uno dei migliori compositori contemporanei, un vero talento, ha stravolto positivamente il brano che ha firmato. Che dire di Paolo Bonfanti se il blues vive ancor oggi nel nostro paese lo si deve a persone come Paolo, eclettico chitarrista che fa del suo entusiasmo il marchio di fabbrica. V’invito poi ad ascoltare quello che ha fatto Grazia Quaranta, sempre per rimanere in tema di blues voci come quella di Grazia non si trovano tutti i giorni, anzi sono certo che cantanti di tale levatura ce ne siano poche in giro. Avevo poi bisogno di qualche strumento tipico per il brano “Red Beer” incentrato su una rissa all’interno di un pub sito nel porto di Glasgow, volevo una cornamusa e una ghironda, Daniele Barbarossa dei Winterage e Francesco Chinchella si sono messi a disposizione, facendo un grande lavoro. Credetemi ognuno degli ospiti mi ha impressionato, sono tutti musicisti incredibili, è stato bellissimo lavorare fianco a loro, professionali, geniali, semplicemente unici.

In questo periodo molte band e molti artisti hanno pensato di smettere di suonare e di appendere gli strumenti al chiodo, chi per raggiunti limiti di età e chi per stanchezza… E adesso che succederà? tu che sei nell’ambiente in quanto musicista, ma anche talent scout, produttore (se non sbaglio) e hai l’occhio nella musica da così tanto tempo che ne pensi? ci saranno band capaci di dare una scossa al rock’n’roll?

Parto dal fondo, dare oggi scossa al rock’n’roll è davvero difficile, non perché non ci siano band in grado di farlo ma perché il mondo è cambiato, mi spiego, oggi il modo in cui si fruisce della musica senza fare dietrologia è assolutamente diverso, anni fa si aspettava un disco per mesi e quando finalmente era fuori per lungo periodo si ascoltava solo quello, i dischi venivano consumati, oggi l’ascoltatore è disattento, ascolta una canzone sull’autobus o sul treno mentre sta inviando messaggi con il cellulare e attraverso la scarsa qualità degli mp3. La musica ha perso prestigio, siamo tutti molto meno attenti, del resto il mondo cambia è sempre cambiato, certo è difficile farsi trovare pronti a questi passaggi generazionali. Se fossero nati oggi i Led Zeppelin o gli AC/DC non avrebbero vita facile. Quanto alle band che danno forfait, devo essere sincero godono di tutta la mia stima, farsi da parte dimostra grande saggezza, anche se la musica quando si appropria di te diventa come una bellissima malattia incurabile, dire basta non credo sia semplice.

E poi in Italia in particolare il rock’n’roll non ha mai avuto una grossissima esplosione nonostante un lavoro immenso da parte di musicisti e relative band. le generazioni stanno cambiando, ci sono altri fenomeni musicali e spesso le nuove generazioni vedono il rock’n’roll come roba da vecchi. c’è qualcosa che si può fare per risollevare le sorti della nostra amata musica?

Il rock’n’roll deve ritornare a essere la musica dei ribelli, dai contenuti di protesta, forse nel corso degli anni siamo diventati troppo buonisti e patinati, il rock il metal lo devi sentire e avere dentro. Tuttavia i problemi che avvertiamo noi sono purtroppo male comune pensare che il vicino di casa stia meglio di te è un tipico fenomeno nostrano smentito dal momento che si mette il naso fuori casa. Per migliorarci dobbiamo solamente rimboccarci le maniche tutti insieme, sono anni che il rock, il metal sono dati per spacciati, alla fine siamo ancora qui, vecchi ma con tanta voglia di vivere!

Pensi di continuare con Trevor and the Wolves, concerti, lavori o hai altri idee e progetti in mente?

Non posso pensare a un progetto con regolare scadenza, dal momento che metto in piedi un qualcosa per me rappresenta molto, sono una persona che si cala nelle realtà con tutto me stesso. Proprio per questo motivo faccio fatica a considerare una tua creazione come uno studio project. Una volta avuto garanzie da parte di Nadir Music e Audioglobe sulla data d’uscita ho iniziato a pensare alle date live, ad oggi sono stati confermati i primi dieci concerti e altri sono in fase di definizione; faremo un bel giro: Viareggio, Milano, Firenze, Padova, Genova, Savona, Alessandria, Mantova, Pisa, Torino, anche se per ovvi motivi la data che attendo con più emozione e trasporto è la presentazione dell’album al “Cinema Comunale” nella mia Rossiglione. Al momento sono dietro alla promozione dell’album, ma quando il lavoro mi lascerà un po’ di spazio è mia intenzione ragionare su un prossimo album.

Grazie come sempre per la tua disponibilità ovviamente apprezzata da tutto lo staff di longliverocknroll.it. Vorresti chiudere tu con un saluto i tuoi fan e i lettori di longliverocknroll.it

Grazie a te e a tutto lo staff di Long Live RNR, un saluto a tutti voi, a tutti i lettori e un invito a seguire tutte le novità in casa Trevor and the Wolves, attraverso il sito internet www.trevorandthewolves.com e le nostre pagine social. Vi aspetto ai prossimi show, come dico sempre il concerto lo si fa in due, sopra e sotto il palco, se fate conto di venire portate con voi tanta energia riprendiamoci quello che è nostro. Un abbraccio e come sempre… In alto il nostro saluto!!

Trevor

in bocca ai lupi di Trevor…

 

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