Twitching Toungues – Gaining Purpose Through Passionate Hatred

 

Metal Blade Records – Marzo 2018

Creare una forma d’arte, cercando di smarcarsi da predecessori ma al contempo provando ad unire elementi tali da far tornare alla memoria del fruitore qualcosa di già apprezzato in passato, non è esercizio semplice. La musica, in quanto tale, porta con sé tutte le difficoltà del caso: dal creare un prodotto moderno vendibile, al tentativo di coniare un qualcosa definibile come “novità”, fino alla volontà di apparire vintage abbastanza da risultare innovatori in un periodo di ricchezza contenutistica su ogni genere musicale.

Anche il cosiddetto underground, ormai entità sempre meno circoscrivibile ai soli derivati della musica “estrema”, ha subito (volente o nolente) le influenze di un mercato che si costruisce prima su Internet e poi ai banchetti del merchandise in sede live.

Proprio in questo ambito in perenne evoluzione pulsa anche il cuore di tutto ciò che arriva in Europa, quantomeno a livello di metal, hardcore e affini: gli Stati Uniti continuano a sfornare esempi di musica di primissimo piano che ora come ora potrebbero insediare grandi nomi del passato, per quanto concerne tecnica, innovazione e presenza scenica.

I californiani Twitching Tongues si inseriscono di prepotenza nel gran calderone metal-hardcore U.S.A. con il loro nuovo lavoro, “Gaining Purpose Through Passionate Hatred”, capitolo quinto e vero punto massimo della storia di questa band, che da diversi anni rappresenta una delle migliori proposte “alternative” made in California. 

Guidati dai fratelli Young, i Twitching Tongues si pongono a metà strada tra un pubblico capellone e metallaro di stampo thrash e Pantera-oriented e la frangia hardcore più oltranzista, cresciuta a Code Orange, Hatebreed, Crowbar.

Il lavoro, composto da nove tracce, si apre con il classico intro capace di gettare subito scompiglio tra il pubblico, con un riff che ricorda quanto la nuova scuola metallic hardcore sia già salita in cattedra in quanto a influenze su band più o meno similari. La cavalcata a seguire strizza l’occhio al power metal, con la voce di Colin Young a creare una perfetta ambientazione noir.

Harakiri, brano dal quale la band ha estratto un video scanzonato e metal allo stesso tempo, rimette al centro l’importanza del ritornello come momento in cui andare sotto palco a cantare e menar le mani.

L’operazione si ripete su Kill for You, vera punta di diamante dell’album, nella quale si sprecano i riferimenti a tutto ciò che sono stati gli ultimi trent’anni di musica heavy: a farla da padrone sono sempre le capacità canore di Young, unite a una solidità della sezione ritmica a tratti imbarazzante in quanto a concretezza, immediatezza e voglia di pungere l’ascoltatore nei punti giusti.

Le influenze hardcore arrivano principalmente con T.F.R., traccia che parte sparata come un pezzo punk d’altri tempi, senza remore e con il solo intento di colpire duro; il 2step finale taglia il traguardo dello stage diving impazzito classificandosi al primo posto per sopracciglia spaccate e nasi fratturati.

Menzione speciale va a The Sound of Pain e Gaining Purpose, canzoni che danno il peso specifico al lavoro, composto da montagne russe che portano l’ascoltatore tra momenti di cupa quiete e rabbia cieca.

“Gaining Purpose Through Passionate Hatred” pone l’accento su una sperimentazione rétro che conduce agli anni ’90, strizzando l’occhio a quella modernità che fortunatamente non si pone più limiti stilistici e che sa perfettamente quale parti del corpo colpire per far male. 

www.facebook.com/twitchingtongues

Tracklist:
1. AWOL (State of the Union)
2. Harakiri
3. Kill for You
4. T.F.R.
5. Forgive & Remember
6. Gaining Purpose
7. Long Gone
8. The Sound of Pain
9. Defection (Union of the State)

Band:
Colin Young – voce
Taylor Young – chitarra
Sean Martin – chitarra
Alec Faber – basso
Cayle Sain – batteria

 

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