Tygers Of Pan Tang – Tygers Of Pan Tang

Mighty Music – Ottobre 2016

Solo i coraggiosi. In questo modo, parafrasando il titolo del brano posto in apertura, potrebbe iniziare la recensione del nuovo omonimo album dei Tygers Of Pan Tang: nome storico del movimento della NWOBHM nei primi anni ‘80, la band, proveniente dal nord dell’Inghilterra (Whitley Bay, per la precisione), è ancora oggi in attività, grazie alla perseveranza del chitarrista fondatore (nonché unico elemento originario ancora presente in line up) Robb Weir. La crisi della scena hard rock britannica, il momentaneo scioglimento della band ed i ripetuti cambi di formazione non hanno minimamente scalfito l’entusiasmo e la caparbietà dei Tygers, i quali, a seguito dell’avvento dietro al microfono del fiorentino Jacopo Meille nell’ormai lontano 2004, stanno oggi vivendo una seconda giovinezza, certificata dalla qualità assoluta di questo lavoro, emblematicamente intitolato col solo nome del gruppo.

Only The Brave”, posta in apertura e scelta come primo singolo (qui il video), suona quindi come una vera e propria dichiarazione d’intenti: le tigri fortunatamente sono ben lontane dall’estinguersi! Il riff di chitarra serratissimo è una zampata assassina che non dà scampo, confluendo in una cavalcata metal che si apre gloriosamente nell’azzeccato chorus da cui si viene conquistati sin dal primo ascolto: siamo sui binari del sound NWOBHM ben riadattato in chiave attuale, senza inutili modernismi. Da sottolineare l’ottimo assolo del giovane Micky Crystal, una delle asce più promettenti del panorama odierno, perfettamente integrata con l’altra chitarra del leader storico Weir.

Se con le ottime “Dust” e “Never Give In” (il cui riff sembra provenire direttamente dai solchi di “Spellbound”) rimaniamo sulle stesse coordinate sonore, a dimostrazione che le atmosfere NWOBHM -in presenza della giusta ispirazione- tengono ancora botta nel 2016, con “Glad Rags” la band si avventura su territori tipici dell’hard rock britannico degli anni ‘70 (qualcuno ha detto Mott The Hoople?), grazie ad un brano caratterizzato da un contagioso ritornello in versione quasi “gospel”.

The Reason Why” merita un capitolo a parte: si tratta di un’emozionante canzone d’amore, nella quale la strepitosa prova vocale del bravissimo Jacopo Meille ed i deliziosi arrangiamenti melodici regalati dall’intrecciarsi delle chitarre acustiche ed elettriche danno vita a uno di quei pezzi che ti entrano immediatamente sotto pelle, regalandoti quei brividi che solo la grande musica sa suscitare. Top ballad dell’anno.

Con “Do It Again” si torna a rockeggiare alla grande: la traccia si accompagna ad un testo “nostalgico”, anche se nel ritornello (irresistibile nella sua semplicità) traspare tutta la voglia di non fermarsi a rimpiangere il passato ma di vivere alla grande il proprio presente; la solidità della collaudata sezione ritmica ad opera di Craig Ellis e Gav Gray ed i vocalizzi di Jacopo, che a tratti ci ricorda un certo Robert Plant, sono i punti di forza del brano in questione. Dopo la riuscita cover di un classico della musica pop come “I Got The Music In Me” di Kiki Dee, rivisitato in chiave rock senza perdere un’oncia del suo appeal originale, è il momento di “Praying For A Miracle”, una semi-ballad che ha l’unica pecca di essere presente sullo stesso album di quel gioiello assoluto rappresentato da “The Reason Why”: spettacolare l’assolo di chitarra ad introdurre l’intenso finale di un brano affascinante come raramente ci è capitato di ascoltare di recente.

Atmosfere oniriche fanno da preludio alla successiva “Blood Red Sky”, un roccioso heavy metal caratterizzato da ritmiche telluriche e da un gustoso intermezzo zeppeliniano, mentre “Angel In Disguise” è un breve ma riuscitissimo episodio per sole chitarre acustiche e voce: una voce, quella di Jacopo, capace di sorprenderci ancora una volta con la sua interpretazione ricca di pathos.

Il pulsante basso di Gav Gray dà il La alla conclusiva ”The Devil You Know”, un altro episodio di hard rock grintoso e allo stesso tempo “catchy”, al termine del quale il poderoso ruggito della tigre sembra certificare l’ottimo stato di salute della band: dopo l’apprezzato “Ambush” di qualche anno fa, i Tygers Of Pan Tang hanno infatti ulteriormente alzato l’asticella ed oggi ci troviamo senza dubbio di fronte al loro miglior platter dai tempi del capolavoro “Spellbound”: non c’è un solo brano sotto tono e l’attenzione resta alta dall’inizio alla fine del disco, anzi è da supporre (e da sperare) che parecchie di queste canzoni possano presto trovare la giusta collocazione nelle set list dei prossimi concerti del gruppo.

Tygers Of Pan Tang” è un disco che non potrà che essere apprezzato non solo da chi ama ed è cresciuto con queste sonorità oramai divenute classiche, ma anche da chi ama il buon rock in generale. Preparatevi a vederlo spiccare nelle liste dei migliori album di fine anno.

http://www.tygersofpantang.com

Tracklist:

  1. Only The Brave
  2. Dust
  3. Glad Rags
  4. Never Give In
  5. The Reason Why
  6. Do It Again
  7. I Got The Music In Me
  8. Praying For A Miracle
  9. Blood Red Sky
  10. Angel In Disguise
  11. The Devil You Know

Band:

Robb Weir – chitarra

Jacopo Meille – voce

Micky Crystal – chitarra

Gav Gray – basso

Craig Ellis – batteria

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