Valdur – Divine Cessation

 

Bloody Mountains Records – Dicembre 2017

Valdur, Mammoth Lakes, California.
Nati nel 1999, con all’attivo quattro studio album più svariati demo e split lp, con il nuovo ‘Divine Cessation’ confermano il loro valore in ambito death/black.
Ormai i prodotti più interessanti in questo genere bisogna ricercarli nell’underground, sempre in fermento, fabbrica inesauribile che mantiene volutamente le distanze dal mainstream.

Il quartetto americano unisce la brutalità del death metal statunitense a certe atmosfere tipiche del black metal del nord Europa.
Sette brani piuttosto lunghi, mai banali che faranno felici gli amanti di queste sonorità, quelle putride e infime sonorità che trasudano passione da ogni singola nota.
Intendiamoci, ‘Divine Cessation’ non è il nuovo capolavoro della musica estrema, ma bensì un prodotto fatto col cuore e la passione di chi ama questa musica, senza velleità di diventare una rockstar, ma con l’intento di riuscire a suonare senza condizionamenti da parte di case discografiche mangiatalenti.

Breath Of The Beast’, la title track, ‘Plague Born Of A Dying Star’ e la conclusiva ‘Potent Black Orb’ sono un biglietto da visita niente male, come detto prima in bilico tra death e black.

Brani dalla struttura complessa, che non puntano solo sulla ferocia e le velocità disumane, ma denotano una certa padronanza del songwriting, ormai maturo dopo cinque album.
Come specificato nelle note promozionali, la band ci tiene (giustamente) a sottolineare come ‘Divine Cessation’ sia privo di trigger, click tracks e pro-tools.

I Valdur suonano così, non hanno bisogno di finzioni e trucchi, quelli li lasciano ad altri.

www.valdur.bandcamp.com

Tracklist:

1.Breath Of The Beast
2.Divine Cessation
3.The Tail
4.Seething Disgust
5.Doomed
6.Plague Born Of A Dying Star
7.Potent Black Orb

Band:

JF – voce
Vuke – chitarra
William – basso
Matthew – batteria

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