W.A.S.P. – Estragon, Bologna – 3 Novembre 2015

(foto G. Ciccia - W.A.S.P. ROMA)

 

W.A.S.P., di nuovo in Italia a entusiasmare il pubblico di casa nostra. Uno spettacolo potente e vigoroso grazie al grande Blackie Lawless e alla sua infuocata band…

Ad aprire la serata i Lucky Bastardz, formazione alessandrina attiva fin dal 2009 e con un album di recente uscita quest’anno, che propone un heavy rock’n’roll puro e senza fronzoli  Con l’intro strumentale “Dawn of the Phoenix” propongono brani dal nuovo album e in chiusura Sin City del 2010, mostrando maggiori aperture melodiche  e accenni glam rispetto ai lavori precedenti. Buone doti vocali e interpretative del nuovo cantante Titian per una band fresca e giovane nella sua nuova formazione, con forte volontà di emergere e mostrare un live energico.

Setlist: Dawn of the Phoenix – Fuckinsnow – Liar – Circles on the Shore (Lamia) – Wolf’s Lair – New Era – Tiger Hostel – eDrugs – Sin City

Ci saremmo forse tutti aspettati una scaletta che promuovesse ‘Golgotha‘, nuovo album, per  la prima data italiana degli W.A.S.P. all’ Estragon di Bologna, e invece il concerto si rivela all’insegna di alcune fra le tappe più belle della carriera della band, e ancora ne aggiungeremmo.

Un inizio inaspettato con “On Your Knees” e “Inside the Electric Circus” scalda l’atmosfera e accontenta i fan di vecchia data, rivelando un gruppo ben affiattato ed energico. Un grandissimo Randy Black (già Annhilator, Primal Fear al posto di Dupka alla batteria) – e non sappiamo quale saranno le sorti future… Mike Duda fa sentire il suo basso martellante e Doug Blair alla chitarra patrono di assoli e riff vigorosi. E che dire di Blackie Lawless! Non si può che confermare una presenza scenica innata e imponente che va ben oltre il canto e fin dalla prima apparizione sul palco. I gesti ormai caratteristici del movimento delle mani al lato della testa, l’headbanging con la sua pettinatura cotonata, una voce ancora nel pieno del talento (tranne qualche piccola forzatura negli acuti) ce lo rendono riconoscibile in quello che abbiamo sempre conosciuto negli anni. Si diverte a infiammare la folla incitandola a cantare, e scrutando con il suo tipico sguardo finto minaccioso,  presenta i brani e annuncia che dal nuovo album suoneranno “Last Runaway”, “Miss You” e “Golgotha”. Ma si passa anche per “Crazy”, “The Titanic Overture” e “Arena of Pleasure”, che precedono il momento intenso e solenne di “Miss You”, per la quale si ha l’impressione Blackie Lawless ci tenga particolarmente.

Un piccolo intermezzo nel quale si trasmette in sottofondo “Thunderhead” e altri frammenti di “The Idol” mentre la band si riposa dietro le quinte illude il pubblico possano eseguire qualche brano di quell’album amatissimo dai fan, ma invece si riparte con “Hellion” e “I Don’t Need No Doctor”, per concludere con “Golgotha”. Atmosfera mistica per un grande brano melodico che dal vivo rivela un Blackie dalla grande forza espressiva: più volte guarda il cielo, alza il braccio destro in alto subito dopo la conclusione della canzone. Il pubblico apprezza sia i brani di vecchia data che la “nuova veste” di questi W.A.S.P. rinnovati nelle  sonorità e nei contenuti , e accompagna la band in tutti i brani.

Il concerto sarebbe infatti finito se a gran voce non si richiedesse loro di continuare a suonare, e a quel punto il solo Blackie rientrato sul palco, tornato per un  attimo “Wild Child” si burla del pubblico provocandolo con  l’accenno all’arpeggio iniziale dell’omonima canzone… ma rientrati velocemente gli altri sul palco alla fine la suonano davvero!

Ma la vera conclusione della serata “I Wanna Be Somebody” (“volete essere qualcuno?” chiede Blackie al pubblico…), che Blackie fa cantare quasi del tutto al pubblico!

Una bella energia per una band che ha dato tanto all’heavy e al glam e che nonostante i cambiamenti è tornata con un grande album nel 2015, per il quale forse avremmo avuto un po’ più di curiosità nel sentire qualche traccia dal vivo. Un grande frontman e musicista, che dimostra inventiva, forza e maestria ancora in auge a dispetto dell’età , e speriamo ancora ancora per tanti anni

Setlist:
Intro (mix of various W.A.S.P. songs) – On Your Knees / Inside the Electric Circus – The Real Me (The Who cover) –  L.O.V.E. Machine – Last Runaway – Crazy – The Titanic Overture – Arena of Pleasure – Miss You – Thunderhead – Hellion / I Don’t Need No Doctor – Golgotha – Wild Child – I Wanna Be Somebody

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