W.A.S.P. – Le 25 Candeline di ‘The Crimson Idol’ dal Batschkapp di Francoforte – 20 Novembre 2017

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a cura di Gabriele Solieri

Il Batschkapp di Francoforte sul Meno, prossimo a celebrare i 40 di attività e sempre molto attivo nel proporre al suo pubblico interessanti esibizioni rock, ha rappresentato una tappa obbligata dell’attuale tour europeo di Blackie Lawless e dei suoi W.A.S.P.

Come si sa, il pretesto di questo tour, che ha visto anche alcune date italiane a inizio novembre, è il 25° anniversario della pubblicazione di “The Crimson Idol”, concept album non soltanto considerato da molti il migliore prodotto della band di Los Angeles, ma anche la prova che i W.A.S.P. erano in grado di proporre musica tecnicamente valida e testi con un significato, oltre che performance scabrose in stile Alice Cooper e messaggi ad esplicite tinte sessuali.

Nella prima parte dello show, la scaletta segue inevitabilmente l’ordine di “The Crimson Idol”. Una dopo l’altra, le canzoni dell’album vengono eseguite intensamente e senza interruzioni per la gioia di un pubblico che, per oltre vent’anni, ha imparato ad apprezzarne l’alternanza di ritmi ballad e veloci, la potenza dei riff, i meravigliosi giri di batteria. Le sequenze proiettate sugli schermi alle spalle della band accompagnano la storia raccontata dai testi: quella di un ragazzo che, privo di amici e persino dell’amore dei suoi genitori, diviene una rockstar ma, attraverso anni di eccessi e tour, arriva a scoprire tutta la falsità del mondo che lo circonda e l’angoscia della propria solitudine. Impossibile non notare come l’esecuzione – semplicemente perfetta, come se il tempo si fosse fermato – di brani come “Chainsaw Charlie”, “I am One” e “The Idol” coinvolga emotivamente un pubblico per lo più non giovane, che evidentemente aspettava questo concerto da anni, o addirittura da decenni.

La seconda parte dello show vede i W.A.S.P. snocciolare una sorta di “Greatest hits”. Vengono eseguiti quei brani che persino i non fans hanno imparato a riconoscere: i testi – urlati a squarciagola da cantante e pubblico, come nella migliore tradizione del glam / trash metal anni ’80 – di “Wild Child” e “I Wanna Be Somebody” riescono sicuramente a rievocare gli eccessi degli esordi della band e, in generale, di questa “selvaggia” corrente del rock USA. Eppure, in questa parte dello show si ha come l’impressione di vedere un’esecuzione meccanica, distante da parte di Lawless, il quale, forse a causa della recente (e per certi versi sorprendente) conversione alla fede cristiana, pare quasi voler prendere le distanze da quelle canzoni a luci rosse e dal carattere ribelle che pure lo hanno reso famoso. Del resto, la celebre e scandalosa “F*ck like a Beast” è stata da tempo bandita dai concerti dei W.A.S.P. per volontà del suo stesso cantante.

La band, dal canto suo, riesce molto bene nel compito di riportare in vita un sound vecchio di oltre 20 anni. Ma recensire una performance dei W.A.S.P. si riduce inevitabilmente a recensire Blackie Lawless, indiscussa anima del gruppo e unico superstite della formazione iniziale. E c’è poco da dire, la sua performance è sicuramente strabiliante: la sua voce non si incrina per un momento e anzi, a guardare certi video d’annata disponibili in rete, viene addirittura da pensare che questo “Wild Child” classe ’56 sia migliorato negli anni, invece che deteriorarsi. Si dice che fu un medico di Los Angeles a salvargli la carriera quando le sue corde vocali stavano per guastarsi a causa di vizi e concerti sregolati. Sarà. Sta di fatto che un concerto dei W.A.S.P., nonostante le strane evoluzioni spirituali del suo leader, resta un evento da non perdere. E che “The Crimson Idol”, come recita lo slogan del tour tuttora in corso, vive ancora.

SETLIST:

The Crimson Idol
The Titanic Overture – The Invisible Boy – Arena of Pleasure – Chainsaw Charlie (Murders in the New Morgue) – The Gypsy Meets the Boy – Doctor Rockter – I Am One – The Idol – Hold on to My Heart – The Great Misconceptions of Me

L.O.V.E. Machine – Wild Child – Golgotha – I Wanna Be Somebody

 

 

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