White lion – ‘Pride’, il ruggito del leone bianco

 

Non so perché ma i White Lion mi provocano una certa nostalgia, li ho amati alla follia e ancora oggi non digerisco il loro prematuro scioglimento.
I White Lion non erano come gli altri gruppi di hard rock melodico tanto in voga in quegli anni, avevano qualcosa di speciale e unico.
La voce particolare e malinconica di Mike Tramp, il gusto chitarristico di Vito Bratta e una sezione ritmica di alto livello con James Lomenzo al basso e Greg D’Angelo alla batteria.

I White Lion sapevano suonare e anche bene, sapevano scrivere belle canzoni e bei testi. Sono stati di parola (purtroppo). Ricordo un’intervista del 1991 nella quale Mike Tramp aveva detto che se ‘Mane Attraction’ (grande disco, forse il migliore della loro carriera) non avesse venduto bene, la band si sarebbe sciolta. E così è stato. Di Vito Bratta si sono perse le tracce, sparito probabilmente dal music business, Mike Tramp invece ha continuato prima con Freak Of Nature, poi ha tentato di riesumare i White Lion con scarso successo e infine si è dedicato alla carriera solista con buoni risultati.

Oggi Mike appare lontanissimo dall’immagine di uomo e cantante da copertina che aveva all’epoca. Oggi è un uomo che ha passato i cinquanta e che si dedica a quello che più gli piace, la sua musica., senza troppe pressioni, senza dover per forza piacere alle ragazzine.

Pride’ è l’album della consacrazione e del successo planetario dei White Lion, i classici della band sono tutti o quasi contenuti qui.
Siamo nel 1987 e il leone bianco si riaffaccia sul mercato discografico (dopo tre anni di assenza) con questo discone.
Sembra ieri, ma sono passati già trent’anni dalla sua pubblicazione, nonostante ciò ‘Pride’ mantiene inalterato il suo splendore e la sua freschezza, merito anche della produzione di Michael Wagener.

A leggere i titoli mi vengono i brividi, tanti sono i gioielli di hard rock melodico contenuti in questo forziere.
Parto dall’ultima traccia e forse la canzone più famosa dei White Lion, ‘When The Children Cry’, capace di farmi venire la pelle d’oca ancora oggi (eh si, non ho ancora smesso di ascoltarla).
Tralasciamo il termine ballad, andiamo oltre e consideriamola come un piccolo grande capolavoro da custodire gelosamente.
Quando sentite dire che la musica ha il potere di far scendere qualche lacrima, beh credeteci e andate ad ascoltarvi la song numero dieci di ‘Pride’.

Il mondo per fortuna se ne rese conto, e il disco, trainato da questo singolo riuscì a vendere più di due milioni di copie.
Gli altri classici sono la hit spensierata ‘Wait’, dal ritornello appiccicoso come una salamandra, l’epica ‘Lady Of The Valley’ dal testo bellissimo e dimostrazione del valore di questa band, ‘All You Need Is Rock’n’Roll’ e ‘Tell Me’ altri due esempi di composizioni sopra la media.

Insomma tanta carne al fuoco, un disco dove non ci sono riempitivi (ho citato i brani più rappresentativi per evitare il solito track by track), un sound maturo, originale e inimitabile.
I White Lion partono da questo enorme successo alla conquista del mondo, un mondo che però troppo velocemente sembra dimenticarsi di loro come di tante altre band, sembra dimenticarsi dell’importanza delle composizioni, del saper suonare e di altre cose.

Peccato perché il ruggito dei White Lion era di quelli che difficilmente si dimenticavano, talmente unico e piacevole.

Oggi continuo a seguire Mike Tramp, un’artista serio e sincero, ma ogni volta quella malinconia che non riesco a togliermi dalla mente mi assale, e la mano senza che me ne accorga si dirige verso la collezione di dischi e cerca una copertina bianca con un leone…

Atlantic Records – 21 giugno 1987

Tracklist:

1.Hungry
2.Lonely Nights
3.Don’t Give Up
4.Sweet Little Loving
5.Lady Of The Valley
6.Wait
7.All You Need Is Rock’n’Roll
8.Tell Me
9.All Join Our Hands
10.When The Children Cry

Band:

Mike Tramp – voce
Vito Bratta – chitarra
James Lomenzo – basso
Greg D’Angelo – batteria

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