Yngwie Malmsteen’s Rising Force – Spellbound

Rising Force – Dicembre 2012

Album numero 19 per il chitarrista svedese, e formazione numero… ormai abbiamo perso il conto. “Spellbound” non aggiunge molto alla carriera di Yngwie Malmsteen.

Le iniziali “Spellbound” e “High Compression Figure” sono le classiche strumentali neoclassiche, che sinceramente dopo un po’, soprattutto dal vivo stancano. “Repent” è il primo di tre brani cantati da Malmsteen (non c’è più il buon Ripper Owens e si sente). Brano veloce in doppia cassa costante, tastiere evocative e ritmiche serrate. Purtroppo manca tutto il resto, soprattutto una melodia degna di nota e una voce incisiva, cosa che Yngwie non ha proprio. Il difetto dei dischi di Malmsteem da almeno 15 anni a questa parte, è sempre lo stesso. Interminabili assoli neoclassici, sempre uguali e sempre suonati a folle velocità, migliaia di note che non emozionano più. Purtroppo il chitarrista svedese sembra non rendersene conto.

Certo titoli come “Majestic Suite 1, 2 & 3”, “Iron Blues”, “Turbo Amadeus” e “Requiem for the Lost Souls” affascinano per la loro imponenza, ma poi a conti fatti si tratta sempre e solo della solita stanca riproposizione di assoli neoclassici. In mezzo troviamo “Poisoned Mind” che vorrebbe essere simile ad “I’ll See the Light, Tonight”, ma siamo lontani anni luce da quel piccolo capolavoro, il polpettone blues di “Iron Blues”, rivisitazione alla Malmsteen di scale blues.

Io penso che il buon Yngwie sia arrivato ad un punto morto della sua carriera, un punto in cui a mio avviso non ha più nulla da dire sia a livello stilistico che compositivo. “Spellbound” ne è una spietata conferma.

Brano top: nessuno
Brano flop: Iron Blues

www.yngwiemalmsteen.com

Tracklist:

1. Spellbound
2. High Compression Figure
3. Let’s Sleeping Dog Lie
4. Repent
5. Majestic 12 Suite 1,2 & 3
6. Electric Duet
7. Nasca Lines
8. Poisoned Mind
9. God Of War
10. Iron Blues
11. Turbo Amadeus
12. From A Thousand Cuts
13. Requiem For The Lost

Band:

Yngwie J. Malmsteen – voce, chitarra
Ralph Ciavolino – basso
Nick Marino – tastiere
Patrick Johansson – batteria

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