Disabuse – Sorrow and Perdition

Autoprodotto – 1989

Gli olandesi Disabuse sono, nelle pochissime righe che il web gli concede, definiti come una band crossover. Benissimo, è sbagliato! Senza timore di smentite  (ma dovete ascoltare per benino il loro Ep in questione) posso dirvi che sono assolutamente una band dai connotati thrash al 100%, almeno su queste 6 tracce che compongono “Sorrow and Perdition”. Da notizie in mio possesso il suddetto vinile è stato stampato in 300 copie, con inserto in bianco e nero allegato, nel 1989. Ristampato dalla band su cd in 1000 copie nel 1998. Le due versioni differiscono solo nella copertina, nella seconda edizione, quella su cd, il monicker è stato spostato dal lato sinistro al centro del fungo atomico disegnato sulla bella cover in bianco e nero le canzoni rimangono le sei originariamente inserite nell’adorato vinile. Le due edizioni sono, attualmente, difficiline da recuperare ma, tasteggiando con arguzia ed illuminazione divina, sono sicuro che riuscirete quantomeno ad ascoltarli e, credetemi, ne vale veramente la pena.

Questi cinque baldi ragazzotti, provenienti da Winterswijh in Olanda, mi hanno fatto sobbalzare dalla sedia sin dal primo ascolto. Si parte con “Monastery of Malice” una intro parlata fa da apripista ad un riff taglientissimo supportato dalla base ritmica che pesta di brutto per poi eseguire lo stacco che da il via al diabolico cantato di Arch Wamelink. Ecco che mi incaglio nella prima difficoltà: far capire come canti questo nero crinito singer. Vi confesso che la descrizione più vicina alla realtà è la seguente: prendete Mille Petrozza (Kreator se mai ce ne fosse bisogno…), stringetegli con tutta la forza che avete i “gioielli di famiglia” e forse potreste ottenere il timbro di “Archy”. Definirla una voce vetriolica è troppo riduttivo, mai udito nulla di simile, basta sentire come scandisce “… DIE…” all’interno di questa prima song. La seguente “Fast but not First” è un’altra pugnalata con un ritornello che vi accompagnerà anche sotto la doccia. La seguente “Electric Death” inizia con una chitarra acustica accompagnata da un temporale in sottofondo creando un’atmosfera surreale ma poi (avevate dubbi in merito?) iniziano a darci dentro con il solito vigore ma una velocità più morigerata, in ogni caso è la canzone meno diretta dell’album.

Un’altra intro in stile Accept di “Fast as a Shark” (con tanto di coretto di chiesa eseguito da bambini) ci porta alla mia preferita “Master of Prayer”, una mazzata, impossibile trattenere la testa dall’headbanging di rito (occhio al monitor del pc, in questi casi è sempre maledettamente vicino alla testa…) in questa canzone è anche presente uno dei rarissimi assoli che ricorda un po gli Assassin tedeschi. Giusto pochi istanti e “Just for the Kick” inizia con i suoi stacchi e e le sue parti melodiche mettendo in evidenza anche il sapiente drumming che cambia ritmo ogni dieci secondi senza preavviso alcuno. La conclusiva “Cry for the Child” parte con un riff sornione e traditore perchè dopo un istante ci si trova piroettati ad una velocità ipersonica su un altro pianeta e solo li, solo soletto ti chiedi come sia potuto accadere che gruppi come questo, negli anni ’80, non se li sia filati nessuna casa discografica. Sicuramente è difficilissimo definirli cloni di qualsivoglia altro gruppo del loro periodo. Originali, cattivi, tecnicamente preparati e sorretti da una voce riconoscibilissima e personale come poche altre in ambito thrash. La registrazione, nonostante l’autoproduzione, è degna e non scoraggia l’ascolto. Unica nota che ad alcuni magari potrà non far impazzire, il suono secco del rullante sul modello di “…And Justice for All”.

A me piace come piace senza riserve questo Ep. Ascoltatelo e non lasciatelo ammuffire in qualche negozio di vinili usati, sempre che abbiate la fortuna di trovarlo. Bello, bello, bello.

Quotazione: Disabuse – Sorrow and Perdition: 50/100 Euro

Tracklist:
1. Monastry Of Malice
2. Fast But Not First
3. Electric Death
4. Master Of Prayer
5. Just For The Kick
6. Cry Of The Child

Band:
Arch Wamelink – voce
Brian – chitarra
Wouter Marse – chitarra
Patrick Van Der Beek – basso
Jergen Keetels – batteria

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