Ieri è uscito il nuovo bellissimo album degli AC/DC, ‘Power Up’. Un album importante perchè c’era bisogno degli AC/DC, perchè si sente ancora la mancanza di Malcom Young e perchè Brian Johnson è ancora dietro il microfono ad infettare con la sua voce. Proprio il cantante ha rivelato durante un’intervista a Zane Lowe su Apple Music.

 “La perdita dell’udito è stata improvvisa. Beh, è stata graduale, ma è arrivata improvvisamente. Sapevo che andava sempre peggio. E poi all’improvviso sono arrivato al punto in cui ho dovuto smettere di esibirmi, o meglio, mi è stato detto di smettere. Ed è stato orribile, ed è stato crudele. E all’improvviso mi sono trovato da solo. Mi sono sentito solo. Hai una famiglia, ma la tua famiglia non c’è più. Ma allo stesso tempo, ho dovuto essere realista. Ho detto: “Ascolta, non è niente di terminale. Ho ancora la mia salute. E sono stato molto fortunato ad essere arrivato così lontano nella vita”. 68 anni all’epoca, una bella età. E mi sono guardato intorno, e molte persone, miei amici, erano già passate. E proprio quella settimana che mi ho avuto il problema con l’udito, il mio migliore amico è morto di cancro a 59 anni. Ed è stato come un doppio colpo. Ed era tutto piuttosto marcio.

Ho pensato di farmi coraggio e di affrontarlo. È stato doloroso e orribile, ma, come ho detto prima, mi sono solo sepolto la testa in una bottiglia di whisky per un paio di mesi. E l’ho fatto. Ed è stato indolore. E non ho preso droghe o non sono andata da uno psichiatra – fare tutto quel rock’n’roll, quello che si dovrebbe fare…

E poi è passato molto tempo e io ero ancora un po’ assente e mi sono chiesto cosa fare dopo. Sono come Angus – devo fare qualcosa. Sono un tipo che poi affronta il problema. Ho ricevuto la chiamata da Angus e dall’ufficio, dalla direzione, che mi chiedeva se volevo fare un album. E, naturalmente, ho pensato che sicuramente non ci poteva essere un’altra grande occasione nella vita per fare quello che ami fare. E certamente lo è stata. Ed è per questo che apprezzo tanto i ragazzi e tutti quanti che ti danno la possibilità di entrare lì dentro e mostrare che puoi provare le tue cose in studio”.

“Devo dirtelo, l’incontro con il dottore è stata solo fortuna. Quando questo meraviglioso signore è venuto a cercarmi, era un professore di audiometria. Su di me voleva provare questa nuova tecnologia. E mi ha detto: “Senti, potremmo farlo insieme, se potessi veni re a trovarti”. E ho pensato che poteva essere tutto fumo negli occhi, che qualcuno l’avesse provata, ma lui era il vero, una persona genuina, ed è volato giù da Denver, Colorado, fino a Denver. E siamo rimasti seduti lì per due giorni, e non riuscivo a credere ai risultati.

“Quando abbiamo fatto l’album e abbiamo girato un video ad Amsterdam, Angus ha detto: “Vuoi fare una prova?” Perché non volevo di nuovo passare di nuovo quello che ho passato. Dissi: “Sì”. E poi Angus ha messo tutta la retroilluminazione. Poi ci hanno detto che avremmo iniziato in silenzio e noi non siamo stati d’accordo poichè volevamo le condizioni di un ‘campo di battaglia’. E abbiamo realizzato il video. Ci aspettavano almeno due giorni, forse due giorni di cazzeggio, ma cavolo, oh cavolo, ha funzionato subito… Non ho le parole. Non ho davvero le parole per dirvi come mi sentivo. Ma so che “felice” era una di quelle. È stato davvero bello”.

 

Redazione
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