A Cura di FRANCESCO BIANCHINI

50 mila possibili punti di vista per raccontare questa storia: in tanti eravamo… io posso raccontare il mio. Giornata calda di piena estate, ma quando cala il sole arriva il fresco e si alza la brezza, si sta davvero bene.

Intorno a me un pubblico “tranquillo”: ragazzi, uomini, donne, anche qualche bambino… gente da tutta Italia grosso modo dai venti ai sessant’anni e più. Aspettiamo gli Aerosmith, la leggendaria rock band americana che saluta il mondo intero con questo colossale tour: l’“Aero-Vederci Baby!”.

Gli Aerosmith sono tutti nati tra il 1948 ed il 1952: saranno ancora capaci di infiammare una serata con trascinante energia rock? Intanto per fortuna la location sembra perfetta, i megaschermi, il palco, le imponenti casse, siamo in tanti ma si sta comodi… aspettiamo solo loro. Non tardano. Prima delle 21 e 30 attaccano… sì: sono ancora loro. In forma, di buon umore, davvero simpatici: e molto potenti. Ancora capaci di “dare la paga” a tanti molto più giovani.

Il tempo sembra fermarsi per un ora e 45 minuti: credo accada così quando si accende qualcosa che sa di mito. Sei fuori dal tempo: né passato, né presente. Un’altra dimensione. Per una persona che era poco più che un ragazzino a metà tra gli anni ’80 ed i ’90 è un grande regalo che la scaletta sia prevalentemente tratta dai tre album che conosce ed ama di più, quelli realizzati esattamente in quel periodo con la casa discografica Geffen: “Permanent Vacation”, “Pump” e “Get a Grip”. “Young Lust” in particolare, il secondo brano, mi carica in un modo che non riesco a descrivere… è un treno barocco e strabordante di suoni e chitarre e acuti lanciato a una velocità inarrestabile. Fantastici Aerosmith. Dai megaschermi vedo bene il loro aspetto: studiato al minimo dettaglio certo, ma accidenti per dei quasi settantenni!

Dal punto di vista tecnico tutto funziona a meraviglia: suoni bellissimi, tutti, perfettamente amalgamati. La voce di Steven Tyler regge bene fino alla fine… e accidenti come suona bene anche l’armonica a bocca! Noi del pubblico intoniamo con lui i ritornelli di “Love in an Elevator”, “Rag Doll”, “Dude (Looks Like a Lady)” e molte altre… poi ci propongono un po’ di pezzi blues, anche qualche cover… e, verso la fine, ecco le super classiche più antiche: “Sweet Emotion”, “Dream On” e “Walk This Way”.

Aero-Vederci Aerosmith: siete un pezzo bello e spensierato della mia vita. Grazie.

 

Setlist:
Let the Music Do the Talking – Young Lust – Rag Doll – Livin’ on the Edge – Love in an Elevator – Janie’s Got a Gun – Nine Lives – Stop Messin’ Around (Fleetwood Mac cover) – Oh Well (Fleetwood Mac cover) – Sweet Emotion – I Don’t Want to Miss a Thing – Come Together (The Beatles cover) – Chip Away the Stone – Cryin’ – Dude (Looks Like a Lady) – Encore: – Dream On (With “If I Fell” by The Beatles) – Mother Popcorn – (James Brown cover) – Walk This Way

 

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