Self-Released – 2020

Cd numero 5 per il cantautore varesino, Ale Ruspini. Una carriera cominciata nel 1994 con gli Illeciti Musicali e che ha saputo regalargli numerose soddisfazioni professionali con dischi assai apprezzati dal suo fedele seguito di amici e fans e dalla critica musicale.

Questo lavoro – pronto da diverso tempo – esce in tempi assai difficili per tutti e sa regalare in ogni canzone uno spunto di riflessione. Otto canzoni, tutte gradevoli e prodotte davvero bene, con testi davvero profondi e che fanno riflettere.

Ale è un assoluto intrattenitore nato sul palco e purtroppo in questo periodo duro per tutti gli artisti(specie quelli senza un’etichetta alle spalle) si è dovuto reinventare con un ottimo successo, anche in un podcast live in onda ogni mercoledì e sabato, chiamato “Alle cozze“, in onda sul suo profilo Facebook.

Ma torniamo al disco e vediamo cosa ha saputo trasmettermi. E’ un disco -secondo me- assai diverso dal suo cd di debutto (“Alevation” il n .4 della sua carriera, visto che gli altri 3 erano con gli Illeciti Musicali). Diverso, perché l’ho trovato molto più cantautoriale e con ogni canzone che sa colpirti per il suo messaggio.

Si inizia subito con le ritmiche rock di “Dimenticarti di me“, canzone che strizza decisamente gli occhi alle sonorità rock anni 80 di bands quali “The Cult” e primi U2. Una canzone che descrive le sofferenze che un amore complicato puo’ arrecare al proprio animo. Chi non ha mai avuto una delusione amorosa od è stato illuso/a che il partner del momento potesse diventare il proprio centro dell’universo?

“L’amore scotta, ti brucia, ti scotta e non resta che cenere.”

Questi versi sono davvero evocativi e descrivono perfettamente le sensazioni.

Mai più azzeccata per questo periodo è la traccia n.2 del disco, “Lo stivale”. Orgogliosi di essere italiani, orgogliosi delle sue numerose città storiche e dell’incanto che deriva nell’ammirare ogni volta i nostri monumenti storici o le nostre ineguagliabili montagne o il nostro splendido mare. La canzone è un mid-tempo, dove ogni strumento marcia compatto, diretto dalla bella voce di Ale.

“Firenze, San Marco, Genova, Napoli, Roma, le storie d’amore durate pochi giorni a Rimini e Riccione”

Un tributo alla nostra bistrattata a volte Patria.

Rose per te” è invece una canzone che esiste da diversi anni ed è accompagnata anche da un bel video girato alcuni anni fa nei vigneti piemontesi. Una splendida dedica d’amore ad un’amica che si sposa, con Ale che compra rose rosse per omaggiarla nel suo giorno più bello e che si ritrova pure rapito ad un certo punto, ma riesce a liberarsi e a raggiungerla. Anche questa canzone fa centro con versi quali

“Qui la vita non è in rima, perde il tempo, senza senso ,senza sé”

 Se dovessi scegliere quale sia la canzone maggiormente adatta alla programmazione radiofonica, voterei sicuramente per questa.

Purtroppo al giorno d’oggi, la qualità delle proposte musicali di ogni artista che rimane un outsider di alto livello, non viene recepito dalle major che decidono chi mandare nei reality shows, chi possa essere spinto nelle classifiche ed è un vero peccato, perché Ale Ruspini meriterebbe un successo ancora maggiore di quello che comunque ha già.

In questo disco sono evidenti anche le influenze di band che rientrano nei gusti musicali di Ruspini.
E’ il caso della ritmata “Sparami” che richiama da vicino le sonorità dei migliori U2, dei Negrita di Pau e degli Stereophonics. Le chitarre di Marco Filippini suonano molto “The Edge” e sottolineo che in questo pezzo c’è anche il verso più bello del disco(secondo me)

“Cuore che spera, cuore che ti frega, l’amore prende la mira, punta e spara, sparami.”

Insensibile ” invece è un pezzo sicuramente influenzato da band in stile Skunk Anansie e The Cranberries, che viene cantata con una tonalità più abbassata rispetto alle precedenti da Ale. Il ritornello sembra essere fatto apposta per essere cantato (si spera in tempi ragionevolmente umani) dal vivo.

Il pezzo che è diverso da tutto il disco arriva con la traccia n. 6, “La voglia“. Già dal titolo, si può immaginare che sia una voglia di tipo sessuale,

“Per fare sesso ci vuole un colpo di vertigine, per fare l’amore bisogna amare.”

Pezzo che paga sicuramente pegno ai Blink 182 di “Enema of the State”, ma anche a band italianissime quali Matrioska, Derozer e Punkreas.

Il ritmo cala decisamente con la semiballad “Baciami e giudica“, un pezzo che si basa tutto sulla chitarra acustica di Filippini e con gli ottimi Vittore Savoini, Ivano Tubia ed Antonello Caravano ad accompagnare Ale nel proseguo del brano. Un pezzo che vuole comunicare alla propria donna di fidarsi e di lasciarsi andare

“Sei parte di me, sei tutto quello che c’è, baciami e giudica”.

Chiude il lavoro, una canzone che ogni volta che l’ho ascoltata(non poche volte) mi procura la pelle d’oca, “Come stai“. Un pezzo toccante, che alterna parti cantate e parti semplicemente narrate come una poesia e molto soffusa, che inizia alla grande con una bella parte del tastierista Antonello Caravano. Pezzo lento e mai banale, con alcuni passaggi che mi hanno ricordato le migliori canzoni di un genio assoluto della musica italiana che risponde al nome di Max Gazzé. Una domanda “Come stai”, che in questo periodo è stata fin troppo abusata nel nostro linguaggio quotidiano ma che è la migliore dimostrazione d’affetto che si possa rivolgere alle persone che si hanno nel cuore.

“Come stai? Io bene e forse fingo per un po’. Togli il forse, troppo che non ti vedo”.

Il disco è stato dedicato da Ale al padre recentemente scomparso ed ha come copertina la foto stilizzata di un gobbino, tipico pesce dei laghi varesotti. A breve l’intervista con Ale.

Recensione: Mauro Brebbia

Tracklist
Dimenticarmi di te
Lo stivale
Rose per te
Sparami
Insensibile
La voglia
Baciami e giudica
Come stai?

Band
Ale Ruspini (voce)
Vittore Savoini (basso)
Marco Filippini(chitarre)
Antonello Caravano (tastiere)
Ivano Tubia (batteria)

Sito: http://www.aleruspini.it
Facebook: https://www.facebook.com/aleruspiniband/

Mauro Brebbia
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