Alice Cooper – Dirty Diamonds

New West – Agosto 2005

Se non ci fosse Alice Cooper, bisognerebbe inventarlo! Uno dei personaggi fondamentali del glam rock, ritorna con un nuovo lavoro, a due anni di distanza da “The Eyes of Alice Cooper”. Negli ultimi anni, il buon Alice, dopo la lunga pausa intercorsa tra “The Last Temptation” e “Brutal Planet”, ha sfornato un cd dietro l’altro, e cosa tutt’altro che trascurabile, tutti di ottima fattura. Dopo la svolta modernista di “Brutal Planet” e “Dragontown”, c’è stato un ritorno a sonorità più classiche e prettamente Rock’n’Roll già con il penultimo album. Con questo nuovo “Dirty Diamonds”, si ritorna decisamente agli anni settanta e a capolavori quali “Million Dollar Babies”, “Welcome to my Nightmare” e “School’s Out”.

Già dall’opener “Woman of Mass Distraction”, si intuisce che ci si trova davanti ad un disco entusiasmante, da sparare a tutto volume ad un party con gli amici. Pochi accordi e un attitudine fottutamente punk/glam/rock’n’roll. “Perfect” ci riporta quasi agli sessanta col suo irresistibile ritornello che subito vi ritroverete a cantare sotto la doccia, sotto un albero, sotto la pioggia, insomma dovunque. Si continua sulle stesse coordinate con “You Make me Wanna” (dal vago sapore kissiano), e la title track, brano che come dimostrato in sede live è davvero coinvolgente. In un disco di Alice Cooper non possono mancare le ballad, infatti puntualmente ecco “The Saga of Jesse Jane”, brano tra il country e i Doors. “Sunset Babies” non avrebbe sfigurato in un film come the Rocky Horror “Picture Show”, con il suo ritornello semplice e da high school. “Run Down the Devil” è ancorata al periodo di “Brutal Planet” e “Dragontown” anche se i suoni di chitarra non sono cos moderni e a tratti saturi come nei due dischi menzionati sopra. Ma è solo un episodio, infatti il Rock’n’Roll ritorna prepotentemente con “Steal that Car” uno dei brani migliori dell’album. Non si può dire di “Six Hours”, sicuramente il brano peggiore e unico episodio negativo di un disco che non ha praticamente punti deboli. C’e’ ancora tempo per divertirsi con “Your Own Worst Enemy”, altro pezzo dalla struttura volutamente semplice, e zombie dance dall’incedere cadenzato, accompagnato da un’armonica che da quel sapore di whisky al pezzo. In chiusura viene posta la bonus track “Stand”, dall’inizio rappato che poi sfocia in un bel rock moderno in cui lo zio Alice si trova notevolmente a proprio agio. Questo è uno dei maggiori pregi dell’artista americano, infatti sia che si tratti di dischi come “Trash” e “Hey Stoopid”, oppure “Brutal Planet” o “School’s Out”, Alice Cooper dimostra di essere camaleontico nell’appropriarsi con estrema facilità di sonorità a volte retrò e catchy a volte futuriste e decadenti.

L’anagrafe lo conduce verso i 60 anni, ma il grande Alice ha ancora il coraggio e soprattutto lo spirito giusto per continuare la sua avventura nel mondo della musica, senza la quale sia noi che lui non riusciremmo a vivere!!!

www.alicecooper.com

Tracklist:
1. Woman of Mass Distraction
2. Perfect
3. You Make Me Wanna
4. Dirty Diamonds
5. The Saga of Jesse Jane
6. Sunset Babies (All Got Rabies)
7. Pretty Ballerina
8. Run Down the Devil
9. Steal That Car
10. Six Hours
11. Your Own Worst Enemy
12. Zombie Dance
13. Stand (bonus track)

Band:
Alice Cooper – voce, armonica
Ryan Roxie – chitarra
Damon Johnson – chitarra
Chuck Garric – basso
Tommy Cufetos – batteria

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