Nuclear Blast – 2020

Gli Amaranthe pubblicano il loro sesto album intitolato Manifest a due anni di distanza dall’ultimo disco, Helix. È il secondo album con la formazione attuale della band svedese dopo l’arrivo di Nils Molin (Dynazty) come voce maschile in clean vocals, sostituendo quindi Joacim “Jake E” Lundberg che fu uno dei membri fondatori della band. Come noto, gli Amaranthe si distinguono per un genere che si può letteralmente affermare creato da loro, con un suono metal estremamente moderno ed accattivante, capace di combinare molti elementi musicali alle tre voci della band composte da Elize Ryd, Henrik Englund Wilhelmsson e appunto Nils Molin. Possiamo infatti affidarci alle parole di Elize riguardo la descrizione del genere musicale della band, affermando anche lei le difficoltà nell’associare gli Amaranthe ad un singolo genere musicale descrivendo quindi il loro sound come “dance-rock con un’atmosfera death e modern/melodic metal”. Qual’è il risultato di tale miscela? Dei pezzi che sono allo stesso tempo estremamente heavy ed incredibilmente catchy, con delle melodie che rimangono totalmente impresse e dei ritornelli assolutamente seducenti, il tutto senza perdere un’identità metal molto profonda. Ed è proprio questo il capolavoro degli Amaranthe: riuscire ad apportare un tocco moderno al metal senza perderne le radici, ma arricchendolo con delle melodie di synth molto efficaci e la possibilità di poter combinare tre voci di grandissimo talento.

Manifest rappresenta infatti la punta di diamante della carriera degli Amaranthe. Un album sensazionale la cui produzione è stata curata nei minimi dettagli con una masterizzazione fenomenale che ci permette di apprezzare in pieno la grandissima quantità di tracce di cui sono composti tutti i pezzi. Olof Mörck, chitarrista/tastierista e principale compositore della band riesce a mettere insieme tutte le grandi cose fatte nei precedenti album degli Amaranthe ed a migliorarle ulteriormente, con dei pezzi dal carattere estremamente ricercato ed esplosivo. Impossibile non immaginarsi quanto questi pezzi saranno una vera goduria dal vivo, appena sarà finalmente possibile riassaporare la musica live che ci manca tanto… C’è da sottolineare inoltre che in questo album risalta particolarmente il talento di Henrik, che con il suo growl si dimostra tra i migliori interpreti degli harsh vocals della scena metal, raggiungendo delle velocità di esecuzione letteralmente sbalorditive. Aggiungiamo a questo la dolcissima e sempre bellissima voce della fantastica Elize combinata all’energia del canto di Nils e viene fuori un mix esplosivo che entusiasma moltissimo.

Gli Amaranthe ci dimostrano fin da subito con la opening track “Fearless” quale carattere avranno i pezzi di questo album: una composizione di riff potentissimi ed accattivanti accompagnati da bpm di batteria estremamente veloci e ritornelli seducenti che rimangono impressi nella mente. La voce di Elize appare in primissimo piano e conduce quello che secondo me è uno dei pezzi più convincenti dell’album e senza dubbio la scelta più azzeccata per iniziare l’album. Ci sono infatti dei passaggi cantati in alternato da Elize e Nils con unicamente una base di beat elettronico che creano un effetto di suspense molto efficace, essendo intercalati ai pezzi cantati in growl da Henrik su invece una base di chitarra molto heavy. Dettagli che fanno la differenza e che danno gran merito a Olof che dimostra una grandissima capacità di compositore.

Make It Better” e “Scream My Name” non sono da meno e ci deliziano con riff & assoli degni dei gruppi di melodic death metal più validi, sempre combinati alla corposa presenza del basso suonato da Johan Andreassen ed a passaggi di synth molto potenti che vanno ad arricchire ritornelli di cui è impossibile non farsi sedurre. Aggiungiamo un Henrik letteralmente indemoniato e troviamo altri due pezzi validissimi che assicurano una transizione pressoché perfetta a quello che fu il primo singolo di Manifest pubblicato a fine giugno, ovvero “Viral”.

Viral” è uno dei pezzi con maggiore groove di Manifest, accentuato da una spinta delle sonorità verso un suono futuristico. La band aveva curiosamente intitolato questo pezzo prima dell’attuale situazione mondiale ma ha dichiarato di aver completato il brano durante la fase di registrazione in studio avvenuta durante il lockdown e quindi il testo ed il video sono poi stati successivamente influenzati da questo aspetto, rendendo quindi questa traccia molto di attualità. La band stessa è rimasta bloccata nello studio di registrazione in Danimarca per tre mesi durante il lockdown, perché anche se il governo svedese avrebbe autorizzato la band a tornare a casa in quel periodo, le misure più ferree del governo danese non avrebbero autorizzato la band a tornare indietro.

Si prosegue con un altro cavallo di battaglia come “Adrenaline” a dare, come da titolo, una carica di energia pazzesca, arricchita da un grande assolo suonato da Olof, prima di arrivare alla particolarissima “Strong”. Questo pezzo è una traccia leggermente più dolce dei pezzi ascoltati fino ad ora che presenta una collaborazione d’eccezione con la cantante dei Battle Beast, Noora Louhimo. Le potenti voci di Elize e Noora formano un duetto molto ben riuscito e di gran classe, con due delle migliori interpreti delle voci femminili nell’ambito metal.

The Game” conferma il fatto che questo album non ha un singolo pezzo debole. Questa traccia ha un drum beat particolarmente articolato e rapido, suonato egregiamente da Morten Løwe Sørensen che contribuisce ancor di più a dare un gran carattere ad un altro prezzo marcato da un’esplosività singolare.

Segue “Crystalline”, unica ballad di Manifest che inizia con un intro d’archi molto dolce ed emozionante ad introdurre la bellissima voce di Elize accompagnata unicamente da un pianoforte. Il pezzo diventa quindi un duetto con Nils molto coinvolgente, che conferma quanto gli Amaranthe siano bravi a costruire dei pezzi anche più lenti, cosa che avevano fatto egregiamente anche in passato con brani come la simbolica “Amaranthine” o l’intensa “Burn With Me”.

Si arriva a quello che è il pezzo più dark dell’intero album, una traccia davvero sensazionale dal titolo “Archangel“. L’atmosfera cupa combinata ai cori tetri dell’intro, a loro volta accompagnati da un riff di synth psichedelico, precedono un riff pesantissimo su cui Henrik può associare il suo growl aggressivo ed entusiasmante in modo impeccabile. Il ritornello è ancora una volta gestito maestosamente da Elize che si cimenta in note molto alte che vanno a creare una linea melodica davvero epica ed estremamente d’impatto. Un pezzo straordinario che si distingue con un importante impronta gotica rappresentata egregiamente in un fantastico videoclip; che per location, effetti speciali, trucco e costumi è tra i più ben riusciti di tutte le release metal del 2020.

Boom!” è allo stesso tempo il pezzo più strano e geniale dell’album. Basato su un riff basso/chitarra molto semplice ma di un’intensità assolutamente singolare, troviamo una performance vocale di Henrik letteralmente fenomenale! Il suo growl ha una velocità di esecuzione impressionante e ci fa rimanere letteralmente a bocca aperta! Se ascoltate tra il minuto 1:50 e 2:05, se può esistere una tale classifica, si può parlare semplicemente del record del mondo di velocità di esecuzione di harsh vocals! Sensazionale! Da sottolineare il contrasto molto ben riuscito con il ritornello cantato in clean vocals da Nils che dà ancora più originalità ad un pezzo che è allo stesso tempo folle e straordinario.

Die and Wake Up” non accenna neanche un po’ ad essere di livello inferiore agli altri pezzi, con la consueta combinazione perfetta delle tre voci e con un Nils che si cimenta anche in tonalità vocali più aggressive. Quello che sorprende davvero degli Amaranthe è la capacità di avere nei loro pezzi tantissimi elementi, tantissime tracce, tantissime sonorità e di riuscire ad equilibrarli in maniera impeccabile costruendo delle melodie che sono veramente trascinanti!

Arriviamo all’ultimo pezzo dell’album, “Do or Die”. Quello che c’è da sapere su questo brano è che la versione che troviamo nell’album è un’altra interpretazione fantastica di Henrik e Nils che chiudono un album capolavoro con il botto! Ma che con la prima versione di questo pezzo, uscita a Febbraio, gli Amaranthe ci avevano deliziato con una sorpresa che aveva creato un entusiasmo assoluto in tutto il mondo metal: il ritorno dietro ad un microfono di Angela Gossow, cantante originale degli Arch Enemy ed attuale manager della band! Angela aveva infatti annunciato il ritiro dai palchi come cantante nel 2014, dichiarando di voler avere più tempo da poter passare con la famiglia. Da allora, Angela è sempre rimasta nel giro della musica metal, ma solo come manager. E rivederla esibirsi dopo tanti anni è stato davvero entusiasmante! Detto questo, le due versioni di “Do or Die” sono sensazionali, ma per romanticismo la prima versione con Elize e Angela per me è davvero da considerare tra i brani metal dell’anno! Un’altra chicca da aggiungere a questo pezzo è che nelle due versioni possiamo godere di un assolo di chitarra suonato da Jeff Loomis, attuale chitarrista degli Arch Enemy ed ex Nevermore. La versione di “Do or Die” con Angela così come due versioni in acustico di “Crystalline” & “Adrenaline” e la cover di “82nd All The Way” dei Sabaton sono tutti disponibili nella versione in edizione limitata Mediabook di Manifest.

Anche se in molti pensano che gli Amaranthe continuino ad esibirsi in un genere metal troppo modernizzato, troppo elettronico o troppo gioioso, la realtà dei fatti è che i loro pezzi funzionano in maniera straordinaria e che c’è un vero e proprio talento nel riuscire ad andare a creare un genere unico, facendo evolvere il metal senza stravolgerlo completamente, ma dandogli una visione futuristica facendolo evolvere e mantenendo gli elementi chiave del suono heavy. Sono persuaso dal fatto che anche l’amante del metal più estremo e puro, se fosse veramente onesto con sé stesso, possa ammettere che gli Amaranthe hanno creato un capolavoro con il loro concetto di musica metal. Basta pensare che Angela Gossow, icona storica di una delle migliori band di melodic death metal della storia, gestisca ad oggi come manager oltre che gli Arch Enemy, Obscura e Spiritual Beggars, proprio gli Amaranthe. E che abbia scelto appunto proprio gli Amaranthe per riesibirsi dopo tanti anni di assenza dai palchi.

Manifest è un album stratosferico che simboleggia la costante crescita artistica di una band che ha ormai raggiunto un livello di eccellenza assoluta nel loro genere. Con una composizione strumentale fenomenale e dei pezzi estremamente accattivanti, la band svedese sforna un album che migliora ancora una volta quanto di eccellente già fatto con i dischi precedenti. Senza ombra di dubbio tra i migliori dischi metal del 2020.

Tracklist

Fearless
Make It Better
Scream My Name
Viral
Adrenaline
Strong (Feat. Noora Louhimo)
The Game
Crystalline
Archangel
Boom!
Die and Wake Up
Do or Die

Band

Elize Ryd – Vocals
Henrik “GG6” Englund Wilhelmsson – Vocals
Nils Molin – Vocals
Olof Mörck – Guitars & Keys
Morten Løwe Sørensen – Drums
Johan Andreassen – Bass

Sito Ufficiale: https://www.amaranthe.se/

 

Metal Dan
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