Amorphis – Milano, Magazzini Generali – 4 Novembre 2010

 

Calcisticamente parlando, se partissi dalla conclusione degli eventi, direi che la data meneghina del Forging Europe Tour è finita con un pareggio, un 3-3 che sta decisamente stretto agli ospiti… da un lato hanno vinto performance, impatto musicale e scelta della scaletta, mentre a pareggiare ci hanno pensato un’inspiegabile anticipo sugli orari (il sottoscritto alle ore 22:25 era già in autostrada sulla via di casa) che ha penalizzato notevolmente sia band che fan (gente che si è vista soltanto le ultime quattro song degli Amophis, pazzesco!), dei suoni veramente schifosi e impastati (già i Magazzini Generali non sono il massimo della qualità, se poi ci si aggiunge pure un fonico distratto) e la ridotta affluenza di pubblico, visto che la location era popolata per metà. Nonostante tutto questo, la serata è stata animata e il pubblico a risposto a dovere alla triade finlandese scesa dalle nostre parti a portar in auge il proprio verbo.

AMORAL
Purtroppo mi godo solo una song di questo gruppo misconosciuto(visto che l’orario di inizio è stato anticipato di ben 25minuti)…posso solo dire che i pochi presenti hanno risposto meritatamente alla proposta della giovane band made in Finland. Una strana miscela di heavy metal con radici thrash \ death, valorizzate comunque da un singing piuttosto brillante e arioso. Peccato che 5 minuti dopo il mio arrivo scendano dal palco salutando gli ancor pochi presenti.

BEFORE THE DAWN
Già apprezzati al sol leone del Summer Breeze, dopo un veloce cambio palco, salgono i ben più scafati Before The Dawn… forti dell’uscita del loro quinto album e con una formazione che si spera possa perdurare maggiormente rispetto al passato, i nostri si lanciano nel loro death metal dai toni leggermente goticheggianti… pur penalizzati da un sound osceno (qualche disattenzione del fonico) e dal pubblico non numeroso, i nostri ci mettono anima e corpo e nei circa quarantacinque minuti a loro disposizione evidenziano la caratura e le palle fumanti di cui sono fatti. Il nuovo lavoro viene preso d’assalto, anche se non mancano un paio di songs un po’ più retrò… sicuramente da rivedere con suoni migliori e in una location più piccola, dove possano esprimere ancora meglio il proprio stile e le proprie idee. Promossi.

AMORPHIS
Incredibile… ho fatto veramente fatica a crederci. Ore 20:36, si spengono le luci, parte l’intro e le figure di Holopainen, Kallio e soci compaiono sul palco. Pazzesco. E più pazzesco ancora è stato uscire alle 22:10 avendo la sensazione di aver solamente assaggiato la performance di una delle realtà più magiche e esoteriche che la Terra dei Mille Laghi abbia mai partorito. Ma tant’è… si parte con la mitologica “Silver Bride” unita a “Sampo”, capolavori dell’ultimo lavoro. Nonostante una resa sonora ancor peggiore rispetto ai Before The Dawn, i nostri ci sanno proprio fare. Carichi di groove, taglienti ma al tempo stesso melodici, forti di una compattezza a livello interpersonale ormai maturata nel corso degli anni, gli Amorphis regalano una performance indimenticabile. Holopainen disegna melodie e soli dal sapore mistico, mentre Santeri Kallio (per quel poco che si è riuscito a sentire) dona sfumature intense e profumi di altre terre, impeccabile nell’incastrare le arie ‘folkeggianti’ sulla base metal creata dal trio Koivusaari \ Etelavuori \ Rechberger. Ma chi merita la palma del così detto ‘uomo sky’ è Tomi Joutsen… nonostante la voce si trovasse sommersa da chitarre e batteria, il dred vocalist ha dato il meglio di se stesso, evocando le epiche armonie di “Skyforger” ma dimostrandosi pienamente a suo agio anche nel materiale storico datato. A brani storici come “The Castaway” e “The Smoke” si alternano pezzi come “Silent Waters”, “Majestic Beast” e la inaspettata “Alone”… grande sorpresa per il mini medley tratto da “Elegy”, con “Against Widows” e “On Rich And Poor” a far scuotere la testa in headbanging un buon numero di persone. Il finale è affidato al duo “From The Heaven Of My Heart” e “Sky Is Mine”, tratte dall’ultimo disco, seguite dall’inno “Black Winter Day”, capolavoro di quel indimenticabile platter che porta il nome di “Tales From The Thousand Lakes”… la band saluta, tra sorrisi e applausi, ma solo per pochi minuti. Il rientro viene addirittura dal primo mitico disco “The Karelian Ishtmus”, una “Sign From The North Side” che scuote il pubblico vistosamente, mettendo in mostra lo splendido growl di mr. Joutsen, seguita dalla più recente “House Of Sleep” e dalla hit conclusiva e cantata a piena voce dal pubblico presente “My Kantelee”… Applausi meritati per una performance sopra le righe, raffinata e precisa. Se posso azzardare una lamentela, beh, un’ora e mezza è un po’ pochino per una band del genere, dato che dischi come “Tuonela” e “Far From The Sun” sono stati completamente trascurati…ma diamo atto al six-piece di aver comunque dato in pasto ai fans un assaggio della loro immensa carriera, dalle origini fino a al platter uscito a maggio. Nel loro momento migliore, come songwriting e come musicisti.

Setlist:

Silver Bride – Sampo – Towards And Against –  The Castaway – The Smoke – Majestic Beast – Alone –  Silent Waters –  Medley – From The Heaven Of My Heart –  Sky Is Mine –  Black Winter Day – encore:  Sign From The North Side –  House Of Sleep –  My Kantele

 

 

 

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X