Andre Matos – Intervista all’ex voce degli Angra

Di occasioni musicali nella vita non ne ho avute molte, lo ammetto… e magari quelle poche rapportate ad altri “giornalisti” o “musicisti” sono bazzecole, ma per me hanno un valore decisamente inestimabile… e avere la possibilità di intervistare Andre Matos, ex leader massimo di Angra e Shaman e ora alle prese con la sua carriera solista, era un sogno dal lontano 1993.

 

Sentimentalismi a parte, Andre è una persona disponibile e riflessiva, una di quelle che amano dedicare tempo alle interviste, parlando con molta calma e accuratezza nella scelta delle parole per spiegare i propri pensieri e le proprie convinzioni. Traspare una personalità sensibile e complessa, che però sembra aver trovato un equilibrio interno che gli permette di essere un “musicista felice”… mi aspetta fuori dal Thunder Road, in canotta e indossando degli occhialini, mi conduce vicino all’entrata del locale, dove si trovano una sedia e una panca e mi propone di accomodarmi, mentre lui si concentra su un gatto che si è avvicinato, parlando dei suoi mici a San Paolo e a quanto verde si trova in questa zona dell’Italia. Con il cuore in gola gli porgo la prima domanda, un pochino provocatoria se vogliamo…

Long Live Rock n Roll:
Allora Andre… parlando della tua carriera, se Ritual degli Shaman era un prosequio del bellissimo Holy Land targato Angra, possiamo considerare Time To Be Free il figlio di Angel’s Cry?

Andre Matos:
Io penso che l’intera carriera di un musicista sia come una costante arrampicata, di conseguenza non provo interesse per le cose statiche o per le persone che preferiscono ripetere se stesse nel tempo…per cui, sicuramente è importante avere un passato e una storia dietro di se, con tutte le influenze che queste possono dare, ma devi imparare il modo di usarle per continuare a progredire, per cui, forse, la parola più giusta da usare è ‘continuazione’… devi tenere a mente che hai le tue radici che sono assolutamente intoccabili, ma devi sempre cercare di creare qualcosa di fresco… sai, è difficile nell’attuale scena metal creare qualcosa di nuovo; tutto sembra già esplorato e già fatto, ma io credo che se tu hai l’apertura mentale come musicista, cioè che non rimane chiuso unicamente in questo universo, e che si apre ad ascoltare altri generi, che li inserisce nel mondo metal, è possibile che ci sia la possibilità di innovarsi… quindi non creerai qualcosa di nuovo ma sicuramente sarà qualcosa di interessante…

Long Live Rock n Roll:
Da Soldiers Of Sunrise dei Viper al tuo ultimo cd, qual è il tuo modo di procedere nello scrivere le songs?

Andre Matos:
Dipende… non tutte le canzoni nascono nello stesso modo; normalmente nasce prima l’idea della struttura musicale e solo dopo si procede a dargli delle parole, ma questo processo avviene molto dopo…molti compositori non agiscono in questo modo, ma per me la musica è anche la fonte d’ispirazione per le parole che la andranno a completare.

Long Live Rock n Roll:
Quanti strumenti hai imparato a suonare?

Andre Matos:
…solamente pianoforte e tastiere!! Ho studiato musica al conservatorio certamente, ma è solo una leggenda che il direttore d’orchestra sappia suonare tutti gli strumenti che la compongono; non è così assolutamente… si seguono delle lezioni basilari sugli strumenti, come per i violini o i fiati ad esempio, per conoscerli, ma non è necessario saperli suonare; è sufficiente sapere suonare bene il pianoforte. Ed infatti io ho iniziato con il pianoforte…la mia intenzione era diventare un pianista classico, ma durante il mio percorso di crescita ho cambiato idea e obiettivi perché ho pensato che era più importante avere il dono della creatività; per cui, quando guardavo o ascoltavo un pianista classico suonare, un genio ovviamente, pensavo che ci volesse una grande abilità nel portare fisicamente questo trasporto esecutivo nella musica, nel senso che sapeva usare le proprie mani nel modo in cui molta gente vorrebbe, ma ho capito che in fondo questa non era una forma di creatività…i pianisti hanno bisogno di una preparazione eccezionale per produrre quello che fanno, ma sono arrivato alla concezione che volevo qualcosa di diverso… ecco perché sono arrivato ad avere un tipo di carriera diverso, prima di tutto facendo i corsi di conduzione d’orchestra e di composizione classica, e poi ho decidendo di passare la mia vita nella musica rock…so che espresso adesso questo tipo di concetto può sembrare pretenzioso o da musicista arrivato, ma gli anni di studio dedicati a qualcosa che ti piace ti aiutano a capire meglio quale potrebbe essere la strada da seguire nella vita…

Long Live Rock n Roll:
Molti dei lettori di di Long Live Rock’n’Roll.it suonano o sono musicisti… da professionista, quali consigli ti sentiresti di dare perché possano sviluppare meglio questa loro passione?

Andre Matos:
(diventa serio per un attimo e poi fissa l’obiettivo della telecamera) TECNICA E VIRTUOSISMO NON SONO TUTTO NELLA MUSICA… ricordatevelo, ricordatevelo, ricordatevelo!!! Spesso mi capita di ascoltare cd o band dal vivo in cui si fa un abuso eccessivo del virtuosismo, sia singolo che di ogni elemento! Studiare la tecnica è basilare e necessario ma più di tutto inviterei ogni singolo musicista a liberare la propria passione per lo strumento e per la musica stessa…è importantissimo! Non serve a nulla essere un chitarrista o un tastierista che fa numeri da circo se questo non trasmette nulla…e la passione ognuno la deve far uscire da dentro e metterla in tutto quello che fa. Il secondo punto, che ormai è diventato il cruccio per tutti è l’eterna pazienza che ci vuole nello studio…mi ricordo quando studiavo al conservatorio e, magari dopo 7 o 8 ore di studio giornaliero, non notavo miglioramenti perdendo la pazienza furiosamente, l’insegnante continuava a ripetermi “Non ti è riuscito oggi di eseguire questo brano… pazienza, domani ci riproverai e vedrai che prima o poi verrà”. Costanza e pazienza viaggiano sullo stesso treno nel mondo della musica, perché l’una da sostegno all’altra… e ultima cosa, godersi il percorso musicale che si compie, essere fieri di se stessi anche se si fanno minuscoli passi, perché questo aiuta a proseguire.

Long Live Rock n Roll:
Cambiando totalmente discorso… abbiamo visto all’opera dal vivo a gennaio il tuo nuovo batterista, un giovane prodigio…

Andre Matos:
…(sospira)… e pensa che ha solo 17 anni, compierà i 18 a breve… non nascondo che quando l’ho visto suonare la prima volta mi ha fatto ricordare quando vidi dal vivo Ian Paice… le stesse emozioni. Non un tocco sbavato ne un eccesso di egocentrismo. Lo vedevo concentrato e quello che usciva dalle sue mani e dai suoi piedi era pura magia… riallacciandomi a quello che ho detto prima, è il giusto connubio tra tecnica e passione… penso che il segreto del mio batterista sia che lui vive per il suo strumento, tutto il resto è un contorno, e quello che davvero conta per lui è sedersi dietro ai suoi tamburi e suonarli…a volte penso che si parlino utilizzando le bacchette e i pedali come interpreti. Intendiamoci, non è il ragazzino egoista dedito unicamente a una sola cosa nella vita; è simpatico e divertente, specie on the road, è molto bello anche interloquire di svariati argomenti con lui, ma quando entra nel suo mondo, beh, non esiste nient’altro.

Long Live Rock n Roll:
Di tutti i componenti con cui hai suonato, Luis Mariutti è sempre rimasto con te…

Andre Matos:
Luis, o meglio entrambi i fratelli Mariutti, sono assolutamente spassosi! Oltre ad essere dei musicisti incredibilmente dotati, quello che maggiormente li fa apprezzare è la loro simpatia e vitalità…e quando si è in tour e ci si sposta da un posto a un altro per suonare, è un dono del cielo avere due persone che combinano scherzi o ti fanno ridere per ogni cosa che dicono…tante persone mi dicono che dalle foto, specie Luis che è sempre serissimo, sembrano piuttosto incazzosi e tirosi, ma ti assicuro che è l’esatto contrario. E poi se non creassero armonia nella band ma al contrario fossero un peso, da molto tempo non suoneremmo più assieme.

Long Live Rock n Roll:
Andre Matos solista, Andre Matos nel musical, Andre Matos nei Virgo e Andre Matos negli Avantasia… porti avanti mille progetti…

Andre Matos:
Ah, il musical… è stata un’esperienza incredibile per me. Per la prima volta ho potuto unire due mie grandi passioni, recitazione e canto. E’ stato tutto molto istruttivo, ho appreso certe nozioni di espressione del corpo e del volto che mi aiuteranno senz’altro a essere un miglior frontman. Ho partecipato a un tour di rappresentazioni della rock opera “Tommy” degli Who e quando riuscirò a liberarmi dai miei impegni sicuramente ripeterò questa esperienza, totalmente diversa da ciò che rappresentava per me la musica dal vivo ma non per questo meno interessante… per il progetto Virgo, c’è molto materiale in cantiere pronto per essere registrato e per finire sul secondo capitolo della band, ma sia io che Sacha siamo sempre impegnatissimi e quello è un qualcosa che intendiamo fare nei momenti di calma e tranquillità, come nella foto all’interno del booklet del primo cd; è un progetto musicale che si estranea completamente da tutto ciò che abbiamo fatto entrambi, ma è un filone musicale che abbiamo capito essere un nostro pilastro di base…partecipare al tour dello scorso anno degli Avantasia è stato eccezionale!! Abbiamo potuto portare il meglio della trilogia sul palco, con una scenografia imponente e un set di luci unico; oltre a cantare le mie parti mi sono trovato a sostenere quelle di Michael Kiske e non è stata proprio una passeggiata. E poi, oltre a ritrovare quell’estroversa figura di Tobias Sammet, ho potuto incontrare Jorn Lande e Bob Catley, che sono persone che davvero stimo e con le quali stare in tour è stato incredibilmente piacevole e rilassante; non nascondo che, nonostante non vi fosse un gran afflusso di pubblico, la data di Milano al Rocking Field festival è stata una delle migliori…per quel che riguarda la mia band, siamo in pre-produzione avanzata, quindi registreremo tutto il materiale adesso e contiamo di uscire con il nuovo cd a settembre o ottobre. Si tratta di un disco molto ispirato e grintoso, ma non anticipo nulla ancora…e entro fine anno arriveremo pure con un tour da headliner pure in Europa! Quindi alla fine, giornate come oggi o come domani, dove devo cantare dal vivo ma senza lo stress del tour e di tutto quello che ne consegue è rilassante; andare a trovare amici come i Clairvoyants ti assicuro che, anche se sono dall’altra parte del mondo, per me è come rigenerarsi. E poi adoro l’Italia… (ride)…

Long Live Rock n Roll:
Grazie Andre del tuo tempo, ti lascio andare a cena…da parte dei lettori di Long Live Rock’r’Roll.it un saluto e speriamo di rivederti presto, magari dal vivo.

Andre Matos:
Grazie a voi ragazzi!!!

Grande..

 

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