Angel of Mercy – The Avatar

Autoprodotto – 1987

(Rullio di tamburi in sottofondo…) Signore e signori ecco a voi, nientepopodimeno che gli Angel of Mercy!!! So che a voi non diranno nulla ma questo disco è uno dei cinque più cari nel panorama metal mondiale anni ’80 ed averlo rappresenta un assegno circolare dal discreto valore. Io, da buon collezionista imbecille, ho acquistato questo ‘lingottino’ senza averlo mai ascoltato. Lo ascolto con voi in presa diretta, o quasi. Dunque sulla cover sono segnati cinque pezzi sul primo lato, vedo solo tre spazi per quattro canzoni totali… iniziamo bene. “In the Beginning”, una specie di ballad con chiaccherato / narrato ed in sottofondo una batteria impostata su un ritmo simil jazz, è in realtà un’intro per “Angel of Mercy” che la prosegue senza stacco alcuno (ecco spiegato l’arcano mistero). Quando finalmente inizia a potersi considerare una canzone alcune lacrime iniziano a bagnarmi il viso. Si sente da schifo. La voce, peraltro intonata, bisogna dirlo, ha un’estensione risibile, monocorde è un eufemismo bello e buono. Il pezzo è asciutto e triste con un intermezzo molto retrò, da rock primi anni ’70. “Chained to a World” inizia come una canzonetta blues/country e, anche se il nostro vocalist cerca di coinvolgerci in tutti i modi, il pezzo è assolutamente inadatto ad essere incluso in qualsivoglia LP metal o dintorni. “Soul Searcher” è abbastanza accettabile, un metallino floscio floscio dove nel solito ‘stacco’ rimangono solo il basso e la chitarra creando un senso di vuoto e solitudine totale. Non riesco a trovare paragoni credibili per questo trio che è considerato facente parte della big family stelle e strisce dell’epic metal, mi dispiace ma nessun nome regge il confronto, anche i più beceri Cirith Ungol erano anni luce migliori di questa band originaria di Las Vegas, Nevada.

“Break Away” con un mesto inizio ha un momento in cui riesco a pensare “… dai adesso sbaragliano tutto e mi sorprendono…” Vana speranza, song minimale e risibile. Giro con le mani tremule il caro vinil sul lato opposto ed inizio a sorbirmi le successive perle di saggezza musicale. “Metemorphasis” (è scritto così!) è uno strumentale in cui basso e batteria ci mostrano il loro “valore”, solo sul finire giunge l’insperato aiuto della sei corde per un brano senza un senso compiuto. Nota a margine è il suono del charleston incredibilmente assurdo, forse ad essere percossi sono state le tapparelle della vicina di casa… lasciamo stare, pieni di ottimismo volteggiamo verso la tanto sospirata titletrack “The Avatar”. Wow, a parte il cantato ‘sillabico’ che è deprimente, la canzonetta sta in piedi e sfiora la sufficienza. “Victim of the Change” è una (mezza) cavalcata preceduta da un’arpeggio da oratorio. In questo pezzo, più che mai ci si rende conto come due chitarre siano necessarie, perlomeno in fase di registrazione. I vuoti sonori albergano ovunque e, in riferimento al songwriting, io alle elementari avrei potuto fare sicuramente meglio. Con immane fatica si giunge a “Journey to the Master” song nella quale il nostro frontman se la parla e chiacchiera allegramente quando poi, con tutta calma, si decidono a suonare si rimpiange il silenzio tra un brano e l’altro. Paurosamente banali e dozzinali con un suono che definisco borderline, ma siamo molto vicini al limite massimo consentito dall’umana decenza. Come si mi avessero ascoltato su “The Last Encounter” la batteria è registrata in un pozzo, inudibile. Altro pezzo insulso. “The Succubus”, e finalmente siamo all’epilogo, è musicalmente allucinante, il brano proprio non sta in piedi. L’unica novità è il cantato in (proto) scream. Non ho parole, solo lacrime ed il portafoglio che grida vendetta.

Mi sembra di vedere la faccia di Roman (uno dei miei pusher tedeschi) che se la ghigna mentre mi prepara il ‘pacco’. Questo capolavoro non vale neppure i soldi necessari per comprarsi, di seconda mano, il cd pirata editato nelle collane ‘metal gems’ o similia. Come direbbe Fantozzi “… è una cagata pazzesca…”!!!

Quotazione: Angel of Mercy – The Avater: € 800/1200

Tracklist:
1. In The Beginning
2. Angel Of Mercy
3. Chained To A World
4. Soul Searcher
5. Break Away
6. Metamorphosis
7. The Avatar
8. Victim Of The Change
9. Journey To The Master
10. The Last Encounter
11. The Succubuss

Band:
Kaign Sevenson – basso
Deniz Derya Gallegos – batteria, tastiere
David St.James – voce, chitarra

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