Anthrax – Zona Roveri, Bologna – 6 Novembre 2015

Anthrax, the Sound of New York Steel!!!

(from the web)

L’immarcescibile band newyorkese, autentica bandiera del thrash metal, ‘bissa’ in grande stile dopo la data sold-out all’Alcatraz di Milano in compagnia degli Slayer, prendendosi anche Bologna, e con le maniere molto forti…

90 minuti di pure e calibrate ferocia ed intensità. 90 minuti in cui, per ribadire ‘chi comanda’ nel thrash, con Metallica (soprattutto), Megadeth e Slayer ultimamente intenti a confezionare dischi non esattamente all’altezza del loro illustre passato, i 5 thrashers newyorkesi innalzano uno spaventoso ‘muro del suonò per la gioia di tutti i presenti stasera allo Zona Roveri di Bologna.

Con mia grande sorpresa, soprattutto per chi suona un genere così fisicamente impegnativo e non ha più vent’anni, devo dire che gli Anthrax di questo insolitamente caldo venerdì di inizio novembre si presentano davvero in grande spolvero. Momentaneamente orfani di un indifesso percuotitore di pelli nonché ‘velocista’ assoluto della doppia cassa quale Charlie Benante, alle prese con non meglio specificati problemi alla schiena, i nostri , per questo tour, si accaparrano i servigi di un batterista altrettanto rinomato nell’ex-Testament e Slayer, Jon Dette.

E che dire di Jonathan Donais? non sarà forse il ‘figlioccio’ o ‘erede legittimo’ di Dan Spitz, minuto e leggendario chitarrista solista dei thrashers della ‘Grande Mela’, ma ha notevoli capacità, ed è qui per dimostrarlo.

‘Semaforo verde’, e sulle note della celeberrima “A.I.R.”, tratta dal capolavoro “Spreading The Disease”, nelle prime file è delirio assoluto: ‘guai a chi non poga!’ sembra lo slogan ufficiale della serata, e per un’ora abbondante da questa prima, autentica ‘mazzata verticale’ di puro ed incontaminato thrash metal, non ci si discosterà per nulla da tale ‘grido di battaglia’!

Di quanta e quale potenza scardinatrice sia capace di liberare la band, s’intuisce nelle successive “Caught In A Mosh” e “Madhouse”,  con Belladonna in forma smagliante, e tutta la band (in particolare un inossidabile Scott Ian, ed un altrettanto ‘carico’ Frank Bello – nda) ad assecondarlo al meglio.

Scott Ian è il vero architetto del sound di questa leggendaria band, l’unico ad averla traghettata verso i lidi di ciò che comunemente viene definita ‘coerenza musicale’, ed è un mostro di coerenza e concretezza anche al suo strumento, vale a dire la chitarra. Che potesse però tenere un’ ‘arringa’ altrettanto concreta e coerente -com’è del resto il suo stile chitarristico- e per giunta in italiano, credo che pochi potessero aspettarselo!

“Questa vi farà cagare addosso” dice a gran voce ed in quasi perfetto italiano il barbuto chitarrista originario del quartiere del Queens, ed infatti il pezzo presentato in anteprima dal nuovo “For All Kings” (in uscita su Megaforce Records a marzo), “Evil Twin” sembra far spostare di trent’anni indietro nel tempo le lancette dell’orologio, per un album che si annuncia (per quanti, tra gli addetti ai lavori, hanno già avuto la fortuna di ascoltarlo) un ritorno in grande stile, dopo il buon “Worship Music”, risalente al 2011.

Ampio spazio viene concesso anche alle cover, che stasera saranno ben 3: “Got The Time” di Joe Jackson, una soprendente “March Of The S.O.D.”, tratta dal repertorio del noto progetto parallelo, Stormtroopers Of Death, e, immancabile, “Antisocial” dei grandi rockers francesi Trust.

In mezzo, un sentito omaggio a Ronnie James Dio (di cui Joey Belladonna è fan dichiarato) con quello è probabilmente il miglior brano estratto da “Worship Music”, “In The End”, ed un’assolutamente spettacolare versione di “Medusa”, urlata allo spasimo, più che cantata, da tutti i presenti, prima del ‘rush finale’ con un bis al cardiopalma, sulle note di “Indians” e “Among The Living”.

Il thrash metal sarà anche nato nella celebre Bay Area di San Francisco, ma a New York (e su tutta la East Coast!) fanno altrettanto sul serio… molto sul serio… personalmente, non vedo l’ora della prossima (over)dose di Antrace newyorkese! E voi, da che parte state?

p.s.: ma è proprio necessario e tassativo che tutti, addetti ai lavori inclusi, debbano essere costretti a ‘comprare’ la tessera Arci?

 

Setlist:
A.I.R. – Caught in a Mosh – Madhouse – Got the Time (Joe Jackson cover) – Efilnikufesin (N.F.L.) – Fight ‘Em ‘Til You Can’t – Medusa – Evil Twin – March of the S.O.D. – (Stormtroopers of Death cover) – In the End – Antisocial (Trust cover) – Encore: – Indians – Among the Living

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