Auguri a Jimmy Chamberlin, batterista degli Smashing Pumpkins. La sua storia tra jazz e droga

Auguri a James Joseph Chamberlin, detto Jimmy, nato a Jolie il 10 giugno 1964, storico batterista degli Smashing Pumpkins, anche se la sua carriera lo ha portato a suonare generi diversi mescolando influenze jazz al rock.

Jimmy Chamberlin è figli d’arte, il padre era un clarinettista jazz e Paul, suo fratello maggiore, era batterista. Il piccolo Jimmy ascolta jazz tutto il giorno, tra cui Benny Goodman, Duke Ellington, Count Basie, Gene Krupa, per poi allargarsi al rock, tra cui Ian Paice dei Deep Purple e Dennis Chambers batterista di Santana.

Inizia molto presto a prendere lezioni di batteria dal batterista Charlie Adams e nel corso degli anni dell’adolescenza impara con diversi insegnanti tecniche e stili differenti come il latin, il brazilian e le tecniche delle big-band.

Nel 1988, venne presentato da un amico a Billy Corgan, in cerca di un batterista per la sua nuova band, che aveva un ingaggio per suonare al Metro di Chicago. Corgan ricorda il primo giorno di prove con Jimmy:

“Si presentò alle prove con una maglietta rosa, dei jeans scoloriti ed un taglio di capelli orrendo, corti sopra e lunghi dietro. Abbiamo subito pensato: Non fa per noi. Ma poi si è imparato tutti i nostri brani al volo e dopo solo una prova eravamo già pronti per suonare. Era strepitoso!”.

Chamberlin suona nel primo album “Gish” debutto del 1991 ed in “Siamese Dream”  pubblicato nel 1993, aggiungendo il suo particolare stile.

Inizia ad avere dei gravi problemi con la droga. Jimmy infatti iniziò a saltare le registrazioni dell’album rendendosi irreperibile o presentandosi totalmente sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti al punto di avere grossi problemi a suonare con la band.

Dopo molte difficoltà il nuovo album fu completato e Jimmy venne obbligato da Corgan a seguire un programma di riabilitazione. Con il successo di “Mellon Collie and the Infinite Sadness” (il doppio album più venduto della storia) i suoi problemi di droga giunsero ad un punto critico.  Il 12 luglio del 1996,  Jonathan Melvoin, tastierista turnista della band, ad appena 35 anni, durante il tour mondiale del disco Mellon Collie and the Infinite Sadness, morì in una stanza d’albergo per overdose di eroina. Al momento del decesso, avvenuto, a New York, era insieme al batterista Jimmy Chamberlin, il quale rischia anch’egli la vita a causa dell’assunzione della stessa droga che ucciderà Melvoin. Chamberlin, seppur in gravi condizioni, allerta i soccorsi chiamando il numero di emergenza 911 chiedendo aiuto. Tuttavia i tentativi di rianimazione saranno vani. Successivamente il batterista verrà cacciato dagli Smashing Pumpkins.

Nel 1999 Billy Corgan annunciò il ritorno di Chamberlin nella band pubblicando “Machina/The machine of God” seguito da un tour mondiale. Nel 2000 la band si sciolse nuovamente e Chamberlin e Corgan continuarono nel progetto Zwan durati appena due anni tra il 2001 e il 2003.

Dopo la reunion con gli Smashing Pumpkins per registrare “Zeitgeist” nel 2007, senza però James Iha, e si allontana di nuovo, in contrasto con Bill, dopo la pubblicazione dell’ep “American Gothic” nel 2008.

Nel giorno del suo compleanno, il 26 marzo 2016, il chitarrista originale James Iha si è riunisce a Billy Corgan, Jimmy Chamberlin e Jeff Schroeder sul palco senza preavviso all’Ace Hotel nel centro di Los Angeles. Questo farà scaturire la reunion e la pubblicazione di un nuovo disco di inediti nel 2018 “Shiny e Oh So Bright, vol. 1 / LP: No Past. No Future No Sun.” pubblicato su Napalm Records il 16 novembre 2018.

Vedremo Jimmy e i suoi compagni sul palco del Firenze Rocks tra pochi giorni, in apertura dei Tool.

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