BACON’S CHAOS – Fino all’ultimo respiro di ogni mio demone – 31/10/2025

“Fino all’ultimo respiro di ogni mio demone” è un disco che non chiede permesso. Si presenta come una confessione urlata, sudata, vissuta fino allo stremo.
Con questo lavoro, i Bacon’s Chaos, mettono nero su bianco – anzi, sangue su cemento – tutto ciò che ribolle sotto la superficie: rabbia, fragilità, disillusione, ma anche una fame ostinata di verità.
Immergendosi tra le cupe sonorità di questo prodotto discografico, che si muove tra Alternative, Grunge e Noise, si ha la sensazione di entrare in una stanza chiusa da troppo tempo, dove l’aria è pesante ma incredibilmente reale.
Si percepisce perciò una tensione costante che attraversa tutto il disco, che non esplode mai in modo gratuito, ma resta lì, tesa come un nervo scoperto.
Le chitarre non cercano mai di essere semplicemente “belle”: sono taglienti, ruvide, a volte quasi scomode, ed è proprio qui che credo stia la forza nel trasmettere un messaggio attraverso le sonorità scelte. Ogni riff sembra avere un peso emotivo preciso, come se fosse stato scritto non per impressionare, ma per sopravvivere.
La voce è perfettamente in linea con lo stato d’animo imposto dell’album: imperfetta, sporca, profondamente umana. Non recita, non posa. Vive. Urla quando serve, si incrina quando fa male, e nei momenti più intimi sembra guardarti dritto negli occhi, costringendoti ad ascoltare anche quello che magari preferiresti evitare. I testi non fanno sconti e parlano di demoni interiori senza romanticizzarli, di cadute senza promesse facili di redenzione. Proprio per questo risultano autentici.
Musicalmente l’album si rivela compatto ma mai monotono. Si percepisce una visione chiara, una direzione precisa, ma anche la voglia di non ripetersi, di spingere un po’ più in là il confine emotivo ad ogni brano.
Questo, a mio parere, è il tipico disco che ti dà subito la sensazione di poter crescere con gli ascolti. Alcune tracce colpiscono subito allo stomaco, altre lavorano più in profondità ed hanno bisogno di una maggiore assimilazione.
“Fino all’ultimo respiro di ogni mio demone” è un lavoro coraggioso, perché non vuole cercare l’approvazione facile, non strizza l’occhio alle mode e si prende il rischio di essere sincero.
La tracklist accompagna i temi proposti con un percorso di coerenza e carattere.
“Saturno” e “Galassia” aprono lo spazio emotivo del disco, tra distanze cosmiche e peso interiore.
“Mefisto” e “Sposterai” affondano nel conflitto, tra tentazione e disillusione.
“ESB” e “Cubo” stringono l’ascolto in una morsa più ossessiva ed urbana.
“Consumare” e “Mentire Mai” chiudono il cerchio lasciando più domande che risposte, ma anche una strana sensazione di catarsi.
Il disco, scritto da Luca Zeni, Vittorio Villani ed Andrea Rivadossi, prodotto dagli stessi Bacon’s Chaos, è stato registrato, mixato e masterizzato da Fabio Intraina presso Trai Studio (Inzago, MI).
La produzione è coerente con l’identità della band ed è infatti diretta, ruvida, mai patinata, ma estremamente efficace nel restituire l’impatto viscerale dei brani.
Pubblicato il 31 ottobre 2025, “Fino all’ultimo respiro di ogni mio demone” non è un ascolto comodo, né vuole esserlo. Ti prende quando sei disposto a sporcarti le mani, a guardare dentro certi vuoti senza distrarti.
I Bacon’s Chaos non promettono salvezza, ma offrono qualcosa di più raro: onestà. In un panorama spesso addomesticato, è una scelta che pesa e che resta.
I Bacon’s Chaos non offrono soluzioni, ma cercano compagnia nel caos. Probabilmente, a volte, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno.
Voto: 7,5/10
Tracklist:
1. Saturno (06:51)
2. Galassia (02:50)
3. Mefisto (04:17)
4. Sposterai (04:09)
5. ESB (08:09)
6. Cubo (02:30)
7. Consumare (03:26)
8. Mentire Mai (04:29)
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