E ora si attende solo una conferma dalla data già annunciata ad agosto a Igea Marina

Che band straordinaria i Bad Religion!

Viene in mente questo, e francamente, poco altro, vedendo in azione la band di Greg Graffin e “Mr.Brett” Brett Gurewitz (quest’ultimo ormai, sempre più impegnato nel ruolo di ‘mastermind dietro le quinte’ per conto della band di cui è co-fondatore, e assente dai tour ormai da anni) sul palco dell’Alcatraz di via Valtellina questa sera.

In poco più di un’ora, i cinque della Cattiva Religione, preceduti dai coriacei e divertenti australiani Rumjacks, le cui sonorità possono ricordare quelle dei più noti Dropkick Murphys, hanno sciorinato ben 26 tra i migliori brani tratti dal loro repertorio, riproponendoli con la solita, istintiva carica che li ha resi famosi. Nonché con quella grande perizia strumentale che da sempre li contraddistingue. Causa, quest’ultima, di un certo scetticismo nei loro confronti da parte di chi, tra i punk più tradizionalisti e radicali, non vede di buon occhio chi interpreta quel genere musicale con una tecnica che non sia approssimativa.

Greg Graffin sarà anche prossimo all’importante ‘giro di boa’ dei sessant’anni, ma la sua voce non conosce alcun calo di tensione, e anzi funge da vero e proprio ‘strumento aggiunto’, con la sua originale timbrica, tanto tagliente quanto melodica. Quando l’ormai incanutito frontman californiano ricorda poi come “attorno al 1980/1981, praticamente nessuno al di fuori della California aveva mai sentito parlare di una band chiamata Bad Religion. Già, nessuno a parte una rivista italiana, Il Mucchio Selvaggio!”, la folla è in delirio.
Curiosa, inoltre, ma assai gradita dai presenti stasera, la scelta di ‘celebrare anzitempo’ lo storico “Recipe For Hate”, che a giugno 2023 festeggerà il trentacinquesimo anniversario della pubblicazione.

Graffin & Co. lo ricorderanno attraverso ben quattro brani, di cui uno, l’ormai immancabile “American Jesus” viene proposto come bis unitamente a “Fuck Armageddon…This Is Hell”.

Ricordo ancora come, circa vent’anni or sono, un tale mi confessò di ritenere i Bad Religion una ‘band punk per fighetti’ perché troppo puliti e precisi nel modo di suonare.

Non vedo cosa ci sia di sbagliato nell’approcciare un sound pure così sporco e brutale come il punk con innata capacità strumentale, se i risultati sono simili, o direttamente proporzionali, a quelli dell’Alcatraz di stasera.

S’è vista gente pogare a torso nudo sotto al palco, ballare, cantare a squarciagola, e non una persona tra i quasi mille intervenuti all’Alcatraz stasera, ha avuto da ridire su una performance di assoluto valore.

Mi sorge dunque spontaneo chiedermi se il buon Greg Graffin non si sia già messo sulle tracce del ‘buontempone’ di cui sopra per dirgli in un orecchio “Dude, get a life!”, “Amico, fatti una vita!”.

Niccolò Ludovici

 

Gallery completa del concerto all’Alcatraz, Milano – 22/06/2022 qui

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