2025 – Warner Music
Stiletto o carezza. Pugno o bacio. Le contrapposizioni tra gli opposti potrebbero rappresentare adeguatamente l’arte musicale degli scozzesi, che con “Futique“, loro undicesimo album uscito lo scorso settembre, festeggiano i loro primi venti anni di esistenza.
Un disco che è stato prodotto da Jonathan Gilmore, che oltre ai Biffy Clyro ha all’attivo produzioni per Nothing But Thieves ed altri importanti artisti inglesi. “Futique” è composto da undici canzoni, che saranno sicuramente riproposte per la maggior parte nella loro futura data italiana all’Alcatraz di Milano l’11 Febbraio 2026.

Li vidi in azione dal vivo qualche anno fa al Live Club di Trezzo sull’Adda e fui davvero colpito dall’energia profusa dalla band sul palco e dall’assoluta e vincente chimica con i numerosi fan presenti quella sera.
La band fa parte di quella categoria di artisti che, ogni volta ed ogni album, non sai mai cosa aspettarti, vista la loro progressiva evoluzione senza però mai snaturare la loro essenza di band che trae ispirazioni da grunge ed indie rock in uguale misura.
Secondo gli stessi Biffy Clyro, “Futique è un’esplorazione di idee, oggetti o relazioni che resistono attraverso il tempo. Non siamo mai consapevoli quando facciamo qualcosa per un’ultima volta e in questo c’è bellezza e tristezza allo stesso tempo.”
Il trio scozzese ha pubblicato alcuni singoli che hanno anticipato il lavoro. L’opener ed intensa canzone “A Little Love” (ispirata dall’artista Marina Abramovic), sembra essere nata apposta per essere cantata a squarciagola ai concerti, mentre la malinconica e granitica “Goodbye“, con le parti orchestrali e il piano in sottofondo, ti scuote per tutto il tempo.
Pezzi come “Hunting Season” e “Friendshipping” sono invece brani dove lo stiletto prevale sulla carezza. “Friendshipping” ha anche quel retrogusto dei primi U2 che non disturba proprio.
Un pezzo invece che ti sorprende moltissimo è la conclusiva “Two People in Love“, piccolo gioiello forgiato con sonorità prog che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato dalla band guidata da Simon Neil.
Oscura è invece la splendida ballad “Woe Is Me, Wow Is You“, che è, secondo me, il pezzo più intenso e bello di tutto questo sommato assai positivo, “Futique“.
Il disco è incertato da temi quali memoria, fugacità, l’era digitale e il legame duraturo tra i membri della band. Secondo Simon Neil, il disco è davvero melodico e voleva essere certo di aver cantato questo album con il cuore. Quando riascolta le loro canzoni, vuole sentire di essere stato brutalmente onesto con se stesso, perché il senso quale sarebbe altrimenti?
Simon vuole essere certo di creare qualcosa di bello e che possa essere ascoltato anche tra dieci anni, e possa percepire di aver dato tutto il meglio che poteva dare in quel preciso momento. Se invece si vuole fare un déjà-vu nel loro glorioso passato, la canzone maggiormente rappresentativa di quello che erano i Biffy Clyro non può che ricadere sul singolo “True Believer“.
Bentornati Biffy Clyro. Ci siete mancati!
Mauro Brebbia
TRACKLIST:
- A Little Love – 3:38
- Hunting Season – 2:55
- Shot One – 3:30
- True Believer – 4:34
- Goodbye – 3:47
- Friendshipping – 3:14
- Woe Is Me, Wow Is You – 4:46
- It’s Chemical! – 4:12
- A Thousand and One – 3:34
- Dearest Amygdala – 4:29
- Two People in Love – 5:50
BAND:
Simon Neil – voce, chitarra, tastiere, piano, programmazione, produzione, direzione artistica, artwork, design
James Johnston – basso, cori, produzione
Ben Johnston – batteria, cori, produzione

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