Nello stesso giorno in cui i Metallica infiammano (anche per il clima torrido) il Firenze Rocks, un’altra leggendaria figura cara a metallari, rockers e motociclisti, mette a fuoco e fiamme coi suoi sodali Black Label Society l’Alcatraz di Milano: Zakk Wylde.

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Storico chitarrista di Ozzy Osbourne e frontman anche del progetto Zakk Sabbath (in cui tributa in modo personale e sentito) la band del Madman, Zakk è leader e frontman dei BLS, dal 1998.
Un seguito di fedelissimi, concerti infuocati, muro sonoro sempre e mai delusi da un loro concerto.
Mancavano in Italia da diversi anni e l’attesa dei fans è stata ampiamente ripagata con una prestazione perfetta ed ineccepibile dei 4 della società dell’ etichetta Nera. Gli unici appunti sono sulla durata del concerto (un’ora e trenta scarsa) e sul piccolo ritardo con cui si sono presentati sul palco.

Alcatraz assai gremito e scaldato dalla breve performance degli openers Dust in Mind. Band francese, che ha aperto il concerto suonando mezz’ora. Gradevoli musicalmente ,anche se sono stati graditi più che altro da fan di sonorità alla Lacuna Coil od Evanescence. Forse centravano come l’ananas sulla pizza, ma a qualcuno piace.

Subito dopo la fine della loro performance, cala il telone con il logo Black Label Society e si attende di essere presi letteralmente a schiaffi sonori da Zakk e soci. Coreografia assai scarna, soltanto il classico microfono di Zakk coi teschi e con Gesu’ in croce ed un muro impressionate di amplificatori.
La band ha cambiato spesso strumento e quasi per ogni canzone Zakk ha suonato .ogni volta- chitarre diverse. Gli assoli di Zakk sono come un motore diesel. Partono piano e subito dopo un attimo sono assai devastanti e letali. Zakk ha lasciato parlare la musica, più che le parole.

L’interazione col pubblico si è limitata ai soliti ringraziamenti per l’affetto che ogni volta ricevono dalle nostre parti. Affetto tributato dalla band con una stupenda t-shirt con il loro logo e la bandiera italiana, che ho prontamente acquistato presso il loro assai assortito punto di merchandise ufficiale.
Zakk in perfetta forma fisica, forse anche dimagrito, con qualche capello in meno (ma sempre lunghissimi) e classico amico che vuoi avere dalla tua parte, se ci sono casini!

L’inizio del concerto dei BLS è stato “Bleed for Me” (2002). Subito è apparso che la band era indiavolata e che Zakk aveva proprio voglia di mandare a casa i suoi fans, con un fantastico ricordo della serata.
Destroy and Conquer” ha letteralmente steso tutti ed è chiaramente un pezzo che tributa in maniera fin troppo velata, i Black Sabbath.

C’è stata davvero commozione e pathos emotivo, quando Zakk si è messo al piano per “In this River“.
Pezzo struggente e malinconico, scritto per il fraterno amico Dimebag Darrell. Ai lati del palco sono apparsi i teli sia di Dimebag, sia del fratello Vinnie Paul, troppo presto scomparsi ma mai dimenticati.
Zakk ha dato assai spazio anche all’altro chitarrista della band (nda non deve essere facile suonare con un guitar hero leggendario come Zakk), Dario Lorina, con cui ha duellato anche con un lungo e fantastico assolo a quattro mani, con chitarre rigorosamente suonate al contrario ed appoggiate al collo.

I pezzi finali sono stati come un uppercut e hanno scatenato parte del pubblico in un bel moshpit.
“Suicide Messiah” e “Stillborn”, ovviamente i due pezzi che hanno compiuto tutto questo.
Che dire, ci mancavate Zakk, Dario, Jd e Jeff!

Mauro Brebbia

SETLIST:
Bleed for Me
Demise of Sanity
Destroy & Conquer
Heart of Darkness
A Love Unreal
You Made Me Want to Live
The Blessed Hellride
Spoke in the Wheel
In This River
Trampled Down Below
Set You Free
Fire It Up
Suicide Messiah
Stillborn

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