Black Label Society – Mafia

Artemis Records – Marzo 2005

Chiusa la parentesi acustica di “The Hangover Music Vol VI”, Zakk Wylde torna a far ruggire la sua chitarra southern-blues nel modo a lui più congeniale ossia mettendola al servizio di canzoni dal forte sapore sudista e conservatore, al contempo metalliche e moderne grazie a un sound sempre aggressivo, bello rotondo e carico di ritmo ma anche raccolte, come dimostrano le due ballad presenti. Stiamo parlando di un artista tutto d’un pezzo, che non ha mai ceduto alle lusinghe del music business e ha serenamente accettato il ruolo di spalla di Ozzy Osbourne. Proprio ‘the Prince of Darkness’ ha esercitato una grandissima influenza sull’artista del New Jersey, soprattutto nel modo di cantare, “Dirt on the Grave” su tutte.

Nel titolo del suo ultimo lavoro, “Mafia”, Wylde ha voluto condensare in un’unica parola i valori importanti nella vita. “Mafia” non è da intendersi come ‘cosanostra’, ma si deve assurgere al suo significato più intrinseco che si traduce nell’importanza della famiglia e della casa. Nell’album il frontman della Black Label Society si divide tra chitarra e pianoforte: la prima risulta sicuramente il suo strumento principale, ma lo scontroso guitar hero, ogni tanto, smette volentieri i panni del rocker e mette mani sui tasti bianchi e neri indossando quelli del duro dal cuore tenero. Il risultato non è niente di complesso, ma nella sua semplicità è emozionante e viene dal cuore. E’ il caso della toccante e romantica “In This River”, brano composto al piano per il collega e amico scomparso Dimebag Darrell (chitarrista dei Pantera ucciso in un attentato alcuni mesi fa). Il tenore dei restanti pezzi è buono, l’impatto sempre di grande effetto grazie ai riff taglienti e pieni, gli aooslo di chitarra sono come sempre un giusto miscuglio tra tecnica e durezza. Il disco si apre subito con un paio di pezzi che non lasciano scampo a dubbi, chitarra martellante in evidenza e ritmo incalzante in puro stile hard rock. Ovviamente tutto ruota intorno al suono della chitarra di Zakk, che da sola regge in piedi tutto il disco e non disdegna ogni tanto un tocco di vanità concedendosi qua e là una trentina di secondi di pura tecnica, nella traccia “Dr. Octavia” in particolare. Il tutto senza ostentare troppo, ritornando poi in formazione con gli altri strumenti a fare gioco di squadra. La voce risulta in forma assolutamente smagliante: nasale e ‘ozzyana’ nelle parti pulite, roca e graffiante nella parti più pesanti dei brani. Assolutamente perfetti i controcori, realizzati dallo stesso Zakk in grado di differenziare la propria voce alle varie tonalit? per poi amalgamarle insieme.

Unico difetto dell’album è forse la durata, un po’ troppo elevata (quattordici brani, forse ne sarebbero stato sufficienti dieci). Lo stile è quello, certo coerente e ben navigato ma assunto nella sua interezza pu? risultare un po’ noioso se non vivete di pane e hard rock.

www.blacklabelsociety.com

Tracklist:

1. Fire It Up
2. What’s in You
3. Suicide Messiah
4. Forever Down
5. In This River
6. You Must Be Blind
7. Death March
8. Dr. Octavia
9. Say What You Will
10. Too Tough to Die
11. Electric Hellfire
12. Spread Your Wing
13. Been a Long Time
14. Dirt on the Grave

Band:
Zakk Wylde – voce, chitarra, piano
Nick “Evil Twin” Catanese – chitarra
James Lomenzo – basso
Craig “Louisiana Lightning” Nunenmacher – batteria

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