La storia delle origini dei Black Sabbath torna al centro dell’attenzione mediatica a causa di una disputa legale e comunicativa riguardante la pubblicazione di materiale d’archivio risalente al 1969. Al centro della vicenda si trovano Sharon Osbourne, moglie e manager di Ozzy Osbourne, e Jim Simpson, il primo manager storico della band di Birmingham, che ha recentemente annunciato l’intenzione di dare alle stampe una serie di registrazioni inedite catturate presso gli Zella Studios.

Le tracce in questione appartengono al periodo in cui la formazione — composta da Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward — si esibiva ancora con il nome di Earth. Il progetto, intitolato Earth: The Legendary Lost Tapes, era stato programmato per una distribuzione tramite la Big Bear Records, ma ha incontrato la ferma opposizione della famiglia Osbourne.

Le ragioni del conflitto

Secondo quanto dichiarato da Sharon Osbourne durante una puntata del podcast The Osbournes, la pubblicazione di queste demo non avrebbe ricevuto il consenso della band. Sharon ha sollevato dubbi sulla legittimità della proprietà dei nastri e sulle tempistiche dell’operazione, suggerendo che Simpson abbia atteso la scadenza di determinati termini di copyright per procedere senza il coinvolgimento diretto dei musicisti.

In risposta alle affermazioni della manager, Jim Simpson ha rilasciato una nota ufficiale il 14 novembre 2025, definendo le critiche “accurate e ingiuste” e sostenendo di aver finanziato personalmente le sessioni di registrazione dell’epoca, fatto che lo renderebbe il legittimo proprietario del materiale.

La posizione della famiglia Osbourne

Attraverso i propri canali social e comunicazioni ufficiali, Sharon Osbourne ha ribadito che i Black Sabbath non intendono permettere che il loro nome o la loro storia musicale vengano sfruttati senza garanzie di qualità e rispetto della loro eredità artistica. In un’email inviata a Simpson e successivamente resa pubblica, la manager ha dichiarato:

Come sai, la band non vuole che questi nastri vengano pubblicati, anche perché non li hanno ancora ascoltati nonostante tu avessi promesso di fornirne le copie molto tempo fa. Sai che, come gruppo, i Black Sabbath non restano a guardare e puoi stare certo che, se andrai avanti contro la loro volontà, prenderemo ogni provvedimento necessario laddove i loro diritti venissero violati, sia qui che in America.

In un ulteriore comunicato datato 15 novembre 2025, la posizione si è inasprita ulteriormente riguardo alla scelta delle etichette coinvolte nella distribuzione:

Non avremmo mai permesso che alcun prodotto dei Black Sabbath venisse pubblicato tramite la Big Bear Records o la Trapeze Music; in nessun momento Simpson ha offerto royalties alla band e ha continuato a rifiutare di far ascoltare le registrazioni ai Black Sabbath. La loro integrità è dubbia.

Un’eredità da tutelare

La disputa mette in luce le complessità legate alla gestione dei cataloghi storici del rock, specialmente per quanto riguarda i primi passi di band che hanno poi cambiato radicalmente la storia della musica. Mentre Jim Simpson difende il valore storico dei nastri degli Earth, i Black Sabbath e il loro management sembrano decisi a proteggere il marchio da uscite discografiche non autorizzate o ritenute non all’altezza degli standard qualitativi della band.

Al momento, il futuro di Earth: The Legendary Lost Tapes resta incerto, con la minaccia di azioni legali che incombe su ogni tentativo di distribuzione commerciale dei brani.

Mauro Brebbia
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