Ho sognato una vita intera di poter vedere i Black Sabbath nella formazione che ha condotto la formazione di Birmingham nella leggeda, nell’Olimpo degli Dei dell’heavy metal di tutti i tempi e dei tempi a venire. E finalmente il sogno è diventato realtà. Il sogno o l’incubo è diventato concreto.

Sono pronto, anzi… il pubblico accorso in massa all’Unipol di Bologna è pronto. Ho preso il biglietto che mi permette di assistere al concerto abbastanza tranquillo, davanti e con una buona visuale e abbastanza spazio per respirare tranquillo evitando effluvi stordenti che possono portare a paurosi svenimenti.

Entriamo… le discussioni sono sempre le stesse, musica, i concerti visti, le sensazioni sull’album ‘13‘ dei Sabbath e le solite chiacchiere da concerto, insomma… le emozioni sono forti e le aspettative altissime… vedere Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Tommy Clufetos, mi dispiace tantissimo che non ci sia Bill Ward dietro le pelli, per un appassionato è qualcosa di davvero unico, importante e imperdibile.

I Black Label Society aprono e il solito concertone del solito dannato Zakk Wylde si prospetta. Adoro qull’uomo sul palco, adoro la potenza di Wylde e ogni volta che vedo la band di Zakk dal vivo mi esalto, ma questa volta la sua performance passa in secondo piano ‘a casua’ dei 4 Sabs

Ed ecco, vedere arrampicarsi i tecnici delle luci sui tralicci a posizionarsi, il telone che iniza a salire per chiudere la visuale di quel che verrà, la proiezione del malefico simbolo alato della band, le note oscure che introducono e la luce che si abbassa…

Il mio cuore esplode alle note di ‘War Pig‘… è tutto vero i Black Sabbath sono finalmente davanti a noi…  ed è miele per le nostre orecche e i nosti occhi. Vedere i 4, tutti di fronte, è emozionante, commovente, toccante e ovviamente coinvolgente. Sono quasi di fornte a Tony Iommi. Che grande musicista, sono contento di osservare la sua dannata tecnica e sorrido nel vederlo in buona forma dopo i recenti sviluppi nella sua salute. Che grande musicista, ogni nota è un brivido malefico che sferza la mia schinea. Sono davvero commosso per tutto il concerto mi accorgo di avere un sorriso inebetito che mi lacera il volto e a ogni brano scuoto la testa dando il mio assenso a quella colonna sonora che ha fatto parte e che farà per sempre parte della mia vita quotidiana…

Geezer è sempre impressionante, concreto e continuo. Solido e davvero costante, la sua capacità di violare l’aria con la sua precisione e potenza fornisce una forte dose di malvagia unione sonora con i tocchi delle corde del suo basso sempre in un piano sonoro privilegiato e oscuro. La curiosità iniziale è di certo rivolta a Tommy Clufetos che deve competere con il fantasma di Bill Ward. Il drummer di Detroit ha svolto il suo compito da professionista quale è di natura, un grande musicista e un grande batterista che ha pestato duro riuscendo a intrecciare il nuovo corso alla storia che è stata. La seconda curiosità è tutta rivolta al grande uomo pipistrello (o ex mangiatore di volatili, con rispetto parlando). Si sa com’è… si spera sempre in una sua giornata di grazia, vocalmente parlando… Ozzy è Ozzy, il grande Ozzy. Intrattentiore, malato di mente, cialtrone, grande frontman, uomo di spettacolo come pochi… Ozzy è Ozzy insomma. Ha retto per tutto il concerto con tanta classe e mostruosa follia. In alcuni casi è andato completamente fuori di zucca rendendo irriconoscibile ‘God Is Dead?‘ ma a Ozzy si perdona tutto, l’abbiamo sempre fatto perchè non farlo ora… Ozzy è un grande showman e lo è stato anche in questa occasione.

I Black Sabbath non sono mai stati formati da quattro elementi singoli, da quattro anime indipendenti, ma sono un’unica forza oscura, un’unica entità emotiva e cattiva che si muove insieme e vive insieme la grande passionalità che è la forza della musica proposta da più di quarant’anni fin’ora. E questa sera i Black Sabbath sono di nuovo vivi in un unico momento che coinvolge una massa che all’unisono è viva per lo spettaccolo che non è solo un mero proposito artistico ma alito di vita che mai svanira…

…il male è di nuovo fra noi…

Tacklist:
1. War Pigs
2. Into the Void
3. Under the Sun/Every Day Comes and Goes
4. Snowblind
5. Black Sabbath
6. Behind the Wall of Sleep
7. N.I.B.
8. Fairies Wear Boots
9. Rat Salad / Drum Solo
10. Iron Man
12. God Is Dead?
13. Children of the Grave
14. Paranoid

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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