Bootlegs – Bootlegs

Steinar – 1990

Bene… Iniziamo con il fare una domandina di geografia/storia musicale. Quanti gruppi di metal ha sfornato la “terra dei ghiacci” (o Islanda che dir si voglia) negli ’80, riusciti nell’impresa di raggiungere la stampa sul nero vinile, quando il morbo del metal si diffuse a macchia d’olio su tutto il globo? La risposta, per quel che ne so, ma accetto ben volentieri smentite, è tre band per un totale di quattro dischi. Ho escluso gruppi hard rock oriented come i Prumuvagninn perchè di metal voglio parlare, non di prog o altre varianti al tema.

Oltre a questi Bootlegs, fautori di un’altra uscita l’anno precedente (“W.C. Monster”), vi sono i “famosi” Drysill ed i blasfemi Flames Of Hell (autori di un disco impossibile, “Fire and Steel” che non ho mai visto circolare ‘originale’ in nessuna asta o sito di metal-pusher, si trovano solo copie pirata sia in vinile che cd).

Provenienti dalla capitale, i nostri cinque ghiaccioli sfornano questo lavoro omonimo sul limitare del precipizio che di lì a poco avrebbe risucchiato quasi tutte le band di thrash metal ‘canonico’ proponendosi con un lavoro onesto, ben registrato, e tragicamente autoprodotto e distribuito pressochè a mano… Pochissime le copie arrivate sul continente, forse qualche centinaio tra Germania e paesi nordici. Sicuramente anche il fatto che i testi ed il cantato fossero in madrelingua non li ha aiutati molto. Peccato perché questi dodici brani, di cui un paio sul minuto, o poco più, di durata, sono un valente esempio di speed/thrash prima maniera. Canzoni come “Oljoslega Stjornlaus”, “Gamli Noi” sono veramente delle gemme, pulite, essenziali, veloci ed immediatamente amabili. “Vid Daudans Vyr” è un proto techno thrash, dalle partiture abbastanza intricate, stop & go improvvisi, bella davvero, a parte la chiusura blues che è uno schiaffone sul grugno. “Sod II” fa le veci di “Butt F**k” (contenuta sul seminale “The Plague” dei Nuclear Assault), praticamente la stessa cosa con lingua diversa, “Sein” ci bombarda con un basso tritatutto, “Mesti & Besti” dopo un inizio acustico ci morde le orecchie con le sue accelerazioni e gli splendidi assoli che si annodano tra loro in perfetta unione. “Augun” è divertente quanto borderline, un pezzo speed punk, strano ma gustosamente apprezzabile. “Eymd” con la sua ragguardevole velocità di crociera… Tutto è perfetto, anche la voce è, nello stile e nella timbrica, ben calata nella parte. D’accordo, c’è “Tippikal” che è un pezzo slegatissimo dagli altri essendo un R’n’R anni ’50/’60 (penso ed immagino sia una cover ma non sono riuscito a venirne a capo…) e “Vogguvisa” che con una “R” iniziale, digrignata a denti stretti dal singer, alla “Rrrrrotten to the Core” (Overkill) scivola impalpabile nel suo minuto e trenta secondi di durata ma il disco è veramente ottimo e, se avete letto le altre mie recensioni, sapete che non sono propriamente un diplomatico. Le cose che penso le scrivo e questo disco, di cui ignoro possa esisterne una versione in supporto digitale, vale tanto. Il suo prezzo è esoso ma le ‘misteriose’ vie del web permettono gli ascolti, buttateci un orecchio e sappiatemi dire.

Ultima nota di colore riguarda la backcover dove la band non appare in foto ma i volti sono disegnati al di sopra dei rispettivi strumenti, idea non geniale ma quantomeno simpatica.

Quotazione: Bootlegs – Bootlegs: € 200/250

www.facebook.com/bootlegsiceland

Tracklist:
1. Forleikur
2. Óljóslega Stjórnlaus
3. Blá Saklaus
4. Augun
5. Vögguvísa
6. Eymd
7. Mesti & Besti
8. Tippikal
9. Við Dauðans Dyr
10. Gamli Nói
11. SOD 2
12. Sein
13. Jólarokk
14. Fuck Off

Band:
Junior – voce
Hannes – chitarra
Nonni – chitarra
Elli – basso
Stjúni – batteria

 

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