L’allineamento degli artisti per la Great American State Fair continua a perdere pezzi. Bret Michaels, celebre frontman dei Poison, è l’ultimo grande nome in ordine di tempo ad aver annunciato il proprio ritiro dall’evento estivo, organizzato nell’ambito delle celebrazioni “Freedom 250” collegate all’amministrazione Trump.
Prima di lui, anche altri pilastri della musica americana come Martina McBride, i Commodores, Young MC e Morris Day and The Time avevano deciso di fare un passo indietro.
In un lungo e dettagliato post pubblicato sui suoi canali social, Bret Michaels ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a rinunciare al concerto, inizialmente previsto per il 3 luglio sul National Mall di Washington D.C.
Il rocker ha chiarito che l’evento gli era stato presentato inizialmente come una celebrazione apartitica e un’occasione per rendere omaggio a veterani, forze dell’ordine e lavoratori:
“Quella che ci era stata presentata come una celebrazione del nostro Paese si è trasformata in qualcosa di molto più divisivo rispetto a ciò a cui avevo accettato di partecipare. I miei show non riguardano la politica, ma offrono alle persone un luogo in cui unirsi e divertirsi.”
Oltre alle crescenti tensioni politiche, a pesare sulla decisione sono state anche concrete preoccupazioni per la sicurezza. Michaels ha infatti rivelato di aver ricevuto minacce dirette:
“Sono emerse forti preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei miei fan, della band, della troupe, della mia famiglia e di me stesso, incluse minacce del tutto infondate e imperdonabili. Per questo motivo, ho preso la difficile decisione di fare un passo indietro.”
La “Great American State Fair” avrebbe dovuto essere un festival di 16 giorni per celebrare il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti. Tuttavia, l’iniziativa — promossa da un’organizzazione no-profit legata a Donald Trump — è stata travolta dalle critiche non appena è stata resa nota la lineup ufficiale.
Molti artisti hanno dichiarato di essere stati tratti in inganno sulla reale natura dell’evento. La cantante country Martina McBride ha spiegato che le era stata garantita la totale neutralità politica della manifestazione, mentre il rapper Young MC ha confermato che i manager non erano stati informati dei legami politici del festival, descritto dalla stampa specializzata come “sostenuto da Trump”.
Al momento, dopo la fuga di massa dei big della musica, gli unici nomi di rilievo rimasti in cartellone sembrano essere Vanilla Ice e Flo Rida. Michaels ha comunque voluto rassicurare i propri sostenitori della capitale, promettendo che tornerà presto a esibirsi a Washington D.C. in un contesto dove al centro di tutto “ci siano solo la musica e i fan”.

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