Bruce Springsteen è tornato a San Siro e, ancora una volta, lo ha fatto da protagonista assoluto. Il concerto del 30 giugno 2025 ha visto lo stadio milanese gremito con 58.131 spettatori, accorsi per celebrare una delle ultime due date europee del tour “The Land of Hope and Dreams”. Un ritorno atteso e carico di significato: 40 anni fa, il 21 giugno 1985, il Boss calcava per la prima volta il palco del Meazza. Quella di ieri è stata la sua nona volta nello stadio simbolo della musica live in Italia.

Lo spettacolo si è aperto alle 20 in punto, con Bruce Springsteen che ha salutato il pubblico con il consueto entusiasmo: “Ciao Milano! Siete pronti?!” Un’esibizione di quasi tre ore, senza pause, con una E Street Band in forma smagliante (e la presenza del convalescente Little Steven) e una scaletta imponente, costruita per emozionare e far riflettere.

Musica e impegno politico

Il concerto è stato molto più di una semplice celebrazione musicale. Springsteen ha utilizzato il palco per esprimere, ancora una volta, le sue posizioni politiche. “Benvenuti nel tour della terra della speranza e dei sogni”, ha detto prima di intonare “Land of Hope and Dreams”, tratto da Wrecking Ball, definendolo “un invito a sostenere la democrazia e a contrastare l’autoritarismo”.

Poco dopo, con “Rainmaker”, ha lanciato un attacco diretto a Donald Trump: “Quando le condizioni di un Paese sono mature per un demagogo, puoi scommettere che si presenterà”. Una presa di posizione netta che ha riecheggiato in diversi momenti del live, come durante “Long Walk Home” — presentata come “una preghiera per il mio Paese” — e “My City of Ruins”, dove ha riflettuto su ciò che significa essere ambasciatori di una nazione imperfetta ma capace di grandi ideali.

Il Boss ha denunciato apertamente “un’amministrazione corrotta, incompetente e traditrice”, esortando il pubblico a non restare indifferente:

“Stanno perseguitando chi esprime dissenso e libertà di parola. Ma io ho speranza, perché come ha scritto James Baldwin, ‘In questo mondo non c’è tutta l’umanità che si vorrebbe, ma ce n’è abbastanza’”.

La forza del repertorio

Al di là dell’impegno civile, lo show ha confermato la potenza di un repertorio ormai leggendario. Brani come “No Surrender”, “The Promised Land”, “Atlantic City”, “The Rising” e “Thunder Road” hanno incantato il pubblico. Su “The River”, il pubblico ha continuato a cantare anche dopo la fine della canzone, suscitando un visibile entusiasmo nello stesso Springsteen: “Solo in Italia!”, ha urlato sorridendo.

Nei bis, spazio ai classici intramontabili: da “Born in the U.S.A.” a “Dancing in the Dark”, passando per “Born to Run”, “Bobby Jean”, “Tenth Avenue Freeze-Out” e l’intramontabile chiusura con “Twist and Shout”, seguita da “Chimes of Freedom” e, in uscita, “This Land Is Your Land” diffusa dai diffusori.

Un concerto denso di emozione, memoria, denuncia e speranza. Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 3 luglio, sempre a San Siro. Stasera da segnalare il tutto esaurito del batterista Max Weinberg, porta la sua “Jukebox Band” ai Magazzini Generali.


Scaletta del concerto – Milano, 30 giugno 2025

  1. No Surrender
  2. My Love Will Not Let You Down
  3. Land of Hope and Dreams
  4. Death to My Hometown
  5. Lonesome Day
  6. Rainmaker
  7. Atlantic City
  8. The Promised Land
  9. Hungry Heart
  10. The River
  11. Youngstown
  12. Murder Incorporated
  13. Long Walk Home
  14. House of a Thousand Guitars
  15. My City of Ruins
  16. I’m on Fire
  17. Because the Night (cover di Patti Smith Group)
  18. Wrecking Ball
  19. The Rising
  20. Badlands
  21. Thunder Road

Bis:

  1. Born in the U.S.A.
  2. Born to Run
  3. Bobby Jean
  4. Dancing in the Dark (con presentazione della band)
  5. Tenth Avenue Freeze-Out
  6. Twist and Shout (cover di The Top Notes)
  7. Chimes of Freedom (cover di Bob Dylan)

Outro (registrazione):
This Land Is Your Land (Woody Guthrie)

 

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