Metal Blade – 2021

Ennesimo centro per i Cannibal Corpse, ‘Violence Unimagined’ è il titolo del quindicesimo disco in studio, che sarà banale dirlo, è come sempre brutale all’ennesima potenza, tecnico, e pregno di death metal.
In seguito all’abbandono del chitarrista Pat O’Brien per l’arresto dovuto a furto e scasso con arma da fuoco, c’erano alcuni piccoli dubbi riguardanti la band, che però in breve tempo sono svaniti, infatti il nome del sostituto o meglio dire nuovo membro è quello di Erik Rutan, personaggio che mastica death metal da moltissimi anni (Morbid Angel, Ripping Corpse, Hate Eternal), e che oltre ad essere un ottimo chitarrista, è anche produttore sia dei Cannibali che di tanti altri gruppi.

Dunque possiamo partire tranquilli all’ascolto del disco, undici canzoni per la durata di quarantadue minuti circa. Rutan ha composto tre brani e si è occupato della produzione, per cui il suo inserimento in pianta stabile si fa già sentire.
Murderous Rampage’ apre l’album, nessun compromesso, ritmi serratissimi e un mix letale di tecnica e ferocia. Lo scrivo ora per non ripetermi più in seguito, ovviamente non aspettatevi nessuna evoluzione stilistica o sorprese, penso che nessuno quando si approccia ad ascoltare i Cannibal Corpse si aspetta queste cose, ma per quanto riguarda coerenza e professionalità, siamo ai massimi livelli.

Si continua con ‘Necrogenic Resurrection’ introdotta da un buon riff di chitarra e dalla velocità incontrollabile, i cannibali in questo sono degli assoluti maestri.
Più variegata la successiva ‘Inhumane Harvest’ che punta più sulla pesantezza dovuta ai numerosi rallentamenti piuttosto che alla velocità, notevole la prova (così come in tutto il resto dell’album) del batterista Paul Mazurkiewicz, completo sotto tutti i punti di vista.
Condemnation Contagion’ è il primo brano in scaletta scritto da Erik Rutan, e da subito si può notare la complessità delle partiture di chitarra e la varietà nel riffing, una song come la precedente molto varia e articolata.
Le reminiscenze thrash metal fanno capolino in ‘Surround, Kill, Devour’ perfetto per i futuri live show e altamente trascinante con la sua apparente semplicità.
Ritual Annihilation’ e ‘Overtorture’ sono gli altri due pezzi scritti dal nuovo arrivato, che dimostrano la sua totale integrazione nel progetto e la sua maestria sia per quanto riguarda la scrittura e l’esecuzione, sia per quanto riguarda la produzione, mai troppo esagerata, ma sprigionante feeling e autenticità.

Il disco scorre senza intoppi avendo tutto quello che un appassionato di musica death metal può volere e desiderare, ‘Follow The Blood’, ‘Bound And Burned’, ‘Slowly Sawn’ e ‘Cerements Of The Flayed’ completano un album magistrale che per l’ennesima volta mette in evidenza la differenza tra i Cannibal Corpse e la maggior parte delle band death metal, in fondo non è per caso se questi ragazzacci sono protagonisti da trent’anni e qualcosa di più.

www.cannibalcorpse.net

Tracklist:

1.Murderous Rampage
2.Necrogenic Resurrection
3.Inhumane Harvest
4.Condemnation Contagion
5.Surround, Kill, Devour
6.Ritual Annihilation
7.Follow The Blood
8.Bound And Burned
9.Slowly Sawn
10.Overtorture
11.Cerements Of The Flayed

Band:

George “Corpsegrinder” Fisher – voce
Alex Webster – basso
Paul Mazurkiewicz – batteria
Rob Barrett – chitarra
Erik Rutan – chitarra

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