Carcass – Heartwork

 

Earache Records – Ottobre 1993

I Carcass rappresentano al meglio il termine evoluzione, infatti nel giro di pochi anni, dal debutto discografico “Reek Of Putrefaction” del 1988 a “Necroticism – Descanting The Insalubrious” del 1991 il loro sound si è pian piano modificato passando da un putrido grindcore a un death metal molto personale.

Poi nel 1993 arriva un disco che cambia definitivamente le carte del gioco. “Heartwork” si spinge in territori dove il death metal e il genere estremo non si erano mai avventurati prima. Un nuovo modo di concepire la musica estrema, non più fatta di sola rabbia ma più ragionata e contaminata con la melodia. Sicuramente con questo lavoro la band inglese ha aperto nuove strade e influenzato molte band e ancora oggi “Heartwork” rimane un disco davvero innovativo.

Buried Dreams” apre le danze e subito si rimane colpiti dal cambiamento voluto dai Carcass. La voce di Jeff Walker è come sempre inquietante e tagliente mentre la parte musicale è meno caotica e più tecnica che in passato, mentre per quanto riguarda le parti di chitarra siamo al cospetto di assoli puliti e tecnici ad opera della coppia Steer/Amott.

La successiva “Carnal Forge” si avvicina di più ai dischi precedenti anche se il nuovo corso intrapreso dalla band è presente in alcuni momenti. Un intelligente mix di vecchio e nuovo. La lenta e nervosa “No Love Lost” è soffocante come solo un brano dei Carcass sa essere. La title track racchiude un po’ tutti gli elementi del Carcass – sound, mescolando sapientemente death metal e melodia. In generale la struttura delle canzoni presenti in “Heartwork” è più snella che in passato e i brani difficilmente superano i quattro minuti di durata.

Embodiment” dimostra come si può essere estremi e pesanti senza dover per forza tenere dei ritmi forsennati. Un pezzo dal groove coinvolgente e dal taglio moderno (per l’epoca).

logo

Quando gli Iron Maiden incontrano la musica estrema dei Carcass nasce un pezzo come “This Mortal Coil” davvero sorprendente. Cavalcate tipiche dell’heavy metal si incontrano con il growl maligno di Walker e il risultato è da applausi. “Arbeit Macht Fleisch” è forse il brano che si avvicina di più al passato grindcore della band inglese, ovviamente rivisitato con lo stile di “Heartwork”.

Arriviamo all’unico episodio minore di questo disco immenso, “Blind Bleeding The Blind” brano un po’ confuso nel quale i diversi stop and go si contrappongo a possenti riff di chitarra. Il risultato finale però non convince appieno dando l’impressione di non essere nè carne, nè pesce. “Doctrinal Expletives” e “Death Certificate” chiudono alla grande l’album, due brani che testimoniano la crescita notevole dei Carcass sia tecnicamente che a livello di scrittura.

Heartwork” rimane il punto più alto della discografia dei Carcass, e ancora oggi è un punto di riferimento per le nuove band che si addentrano nei territori estremi dell’heavy metal.

www.facebook.com/officialcarcass

Tracklist:

1.Buried Dreams
2.Carnal Forge
3.No Love Lost
4.Heartwork
5.Embodiment
6.This Mortal Coil
7.Arbeit Macht Fleisch
8.Blind Bleeding The Blind
9.Doctrinal Expletives
10.Death Certificate

Band:

Michael Amott – chitarra
Ken Owen – batteria
Bill Steer – chitarra
Jeff Walker – voce, basso

1357857046mzd

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X