I Children Of Bodom non si smentiscono nemmeno con l’album “Are you dead yet?” del 2005. Questo ha sicuramente confermato la metal band in ambito mondiale e siamo certi che non si fermeranno di fronte a nulla. Un gruppo senz’altro un po’ fuori dal comune, dai toni forti e decisi che, dopo “Follow the reaper” e “Hate crew deathroll” hanno pianificato per filo e per segno l’album che avrebbe segnato la loro carriera nel metal.

La prima canzone “Living Dead Beat” apre benissimo le porte a quel che si definirebbe un album carico di energia e ricco di tecnica. La tastiera di Janne Wirman lascia poco spazio all’immaginazione, perchè in ogni canzone lancia un reef diverso e coinvolgente e in questo caso coinvolge completamente anche chi ascolta i COB per la prima volta. Continuiamo con la canzone omonima dell’album, “Are you Dead Yet?”; dai toni decisamente forti. Un ottimo connubio tra la chitarra di Alexi Laiho e Roope Latvala, che riescono a mescolarsi creando una melodia a dir poco perfetta. Latvla riesce perfettamente a tener testa al leader della band Alexi Laiho, così come in passato era riuscito a fare Alexander Kuoppala.

“If you Want Peace.. Prepare for War” è senza alcun dubbio una deli brani meglio riusciti della band finnica; ottime le chitarre, che hanno saputo creare dei riff convolgenti e per nulla banali. Un Laiho che è in grado di sferrare un perfetto lavoro con la sua chitarra, accompagnato dal suo fido amico Latvala. In “Punch me I Bleed” si possono notare dei toni più “volgari”, diaciamo così, rispetto alla canzone precedente. Sembra quasi una melodia scritta a tavolino nel giro di 10 minuti, anche se il risultato, non c’è che dire, rimane comunque stupefacente. “In your Face” credo di poterla definire la canzone più cattiva dell’album; dedicata a quelle persone che vogliono mostrare i loro “trofei” della vita (che sia l’aspetto fisico, il partner o altre cose materiali), Laiho le accusa… “You can alter your look And diversify your image But the truth seems like A fist mark in your face” (Puoi alterare il tuo aspetto e diversificare la tua immagine ma la verità sarà come un primo schiaffo sul tuo viso).

“Next in Line” forse è il brano meno riuscito dell’intero album, mentre “Bastar of Bodom” sembra voler essere simile ai riff di “Hatebreeder”, con un buon duetto di chitarre e tastiere. Buonissima le track “Trashed, Lost and Stongout” e “We’re not Gonna Fall”, che sembra avvicinarsi più ai ritmi hard rock, che a quelli metal di cui la band fa parte dal 1997.

Nel complesso si può definire un buon lavoro da parte dei finnici, ma sicuramente non perfetto per la loro capacità di maneggiare i loro strumenti. Per i più esperti si direbbe che sia un album divertente, cosa non da poco, ma dai toni “materiali” e forse un po’ superficiali; mentre per chi non è ancora un esperto si può definire un ottimo lavoro della band melodic-death metal.

www.cobhc.com

 

Tracklist:
1. Living Dead Beat
2. Are You Dead Yet?
3. If You Want Peace… Prepare for War
4. Punch Me I Bleed
5. In Your Face
6. Next in Line
7. Bastards of Bodom
8. Trashed, Lost & Strungout
9. We’re Not Gonna Fall

Band:
Alexi “Wildchild” Laiho – voce, chitarra
Roope Latvala – chitarra
Henkka Blacksmith – basso
Janne Warman – tastiere
Jaska Raatikainen – batteria

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