Children Of Bodom – Hexed

 

Nuclear Blast Records – Marzo 2019

Gradito ritorno per i Children Of Bodom, band che sul finire degli anni novanta ha dato alle stampe un paio di album di grandissimo valore ma che successivamente ha avuto una parabola discendente che sembra essersi finalmente arrestata in favore di una graduale ripresa, iniziata con ‘Halo Of Blood’ e soprattutto ‘I Worship Music’.
Hexed’ è il titolo del nuovo album dei ragazzi finlandesi, finalmente tornati agli antichi splendori. Ovviamente rispetto agli esordi non c’è più quell’effetto sorpresa/novità ma ciò non toglie che le undici nuove composizioni siano davvero interessanti e decisamente ispirate.
Meno barocchismi e tecnicismi neoclassici rispetto al passato anche se il marchio di fabbrica dei Children Of Bodom è sempre presente, vuoi per la voce di Alexi Laiho, vuoi per un tasso tecnico al di sopra della media, vuoi per la commistione di death e melodia che da sempre sono presenti in casa Bodom.

Hexed’ è un disco compatto, privo di punti bassi, un disco dalla produzione scintillante (come sempre).
This Road’ e ‘Under Grass And Clover’ i primi due brani in scaletta chiariscono una volta per tutte che finalmente la band è tornata più forte che mai. Energia, melodia, tecnica insomma non manca nulla.
Glass Houses’ è il pezzo migliore del disco, molto diretto e metal, mentre la successiva ‘Hecate’s Nightmare’ è un po’ incerta su quale strada prendere, vorrebbe essere catchy ma con esiti poco convincenti.

La band si riprende con ‘Kick In A Spleen’ decisamente veloce con un break centrale davvero azzeccato per via degli assoli di tastiere e chitarra che si danno il cambio a più riprese.
Platitudes And Barren Words’, la title track e ‘Relapse (The Nature Of My Crime)’ mantengono un buon livello qualitativo così come ‘Say Never Look Back’ con un lavoro di batteria molto complesso e articolato.
Soon Departed’ (più lenta e compatta) e ‘Knuckleduster’ (già presente nel mini album ‘Trashed, Lost & Strungout’ del 2004) chiudono il disco.

Hexed’ conferma la ritrovata ispirazione dei Children Of Bodom, una band che (come tante altre) il meglio l’ha già dato con i primi album, ma che può continuare a sfornare album di buona fattura, il che di questi tempi non è poco.

www.cobhc.com

Tracklist

1.This Road
2.Under Grass And Clover
3.Glass Houses
4.Hecate’s Nightmare
5.Kick In A Spleen
6.Platitudes And Barren Words
7.Hexed
8.Relapse (The Nature Of My Crime)
9.Say Never Look Back
10.Soon Departed
11.Knuckleduster

Band:

Alexi Laiho – voce, chitarra
Jaska Raatikainen – batteria
Henkka T. Blacksmith – basso
Janne Wirman – tastiere
Daniel Freyberg – chitarra

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