A marzo è stato pubblicato il nuovo album dei Constrain dal titolo ‘Tides of Entropy’. Molto intenso, profondo particolare. Ho il piacere di confrontarmi con Beatrice Bini, cantante del sestetto modenese, e discutere dell’album e di tanto altro…

 

Che ne dite iniziamo?

Innanzi tutto come state e come va l’attuale situazione a Modena, vostra città di origine?

Stiamo tutti bene, fortunatamente non siamo stati contagiati ma come tutti stiamo un po’ soffrendo il regime di quarantena perché vorremmo suonare dal vivo, ma ne approfittiamo comunque per dedicarci ad altre attività come la composizione di nuovi brani.

Mi devo subito complimentare con il vostro album ‘Tides of Entropy’, davvero molto bello. Molto carico di pathos ed energia e ricco di sfumature e dettagli… Che belle atmosfere che siete riusciti a creare…

Credo che siate soddisfatti per questo lavoro. Quanto avete impiegato per realizzarlo, dalla scrittura alle registrazioni e pubblicazione?

L’idea di produrre un secondo album è nata nel 2018, dopo aver affrontato dei cambiamenti nella formazione della band. Per prima cosa abbiamo sviluppato un concetto, una sorta di messaggio che volevamo trasmettere; successivamente ci siamo dedicati alla composizione dei brani e parallelamente alla stesura dei testi; agli inizi del 2019 abbiamo registrato e pubblicato il primo singolo, Big (B)End, e successivamente siamo tornati in studio per terminare il resto delle registrazioni, durante 5 mesi in tutto. A gennaio del 2020 abbiamo terminato i lavori, e dopo gli ultimi ritocchi, nel mese di marzo abbiamo pubblicato Tides of Entropy.

Mi sembra che definirvi una symphonic metal sia un po’ riduttivo. Ci sono tanti elementi che si fondono nel vostro stile, il symphonic sì, la classicità del violino, gli arrangiamenti, la voce, ed elementi diversificati che tendono verso percorsi progressive, in alcuni ritmi e assolo di chitarra… e poi tanto metal… che ne pensate?

Esatto, il nostro punto di forza è proprio il dialogo tra gli strumenti e la fusione dei linguaggi musicali che caratterizzano i singoli membri della band: ad esempio il chitarrista e il batterista sono orientati verso il progressive, mentre il violinista è influenzato dalla sua formazione classica avvenuta in Conservatorio; tutto questo messo insieme contribuisce a rendere il nostro sound caratteristico.

E’ difficile ed è stato difficile fondere insieme tutto cò?

Si, non è stato facile. Abbiamo dovuto lavorare molto su questo aspetto e fare diversi esperimenti, ma poi i risultati sono arrivati.

Nel 2015 avevamo rivolto alcune domande a Beatrice. Sono trascorsi 5 anni da allora, un lustro intero. Cosa è successo in questo lasso di tempo?

È vero, sembra ieri! In questi anni a livello personale ho lavorato molto sullo studio del canto, mi sento molto più matura rispetto al passato. Con i Constraint sono cambiate molte cose, a cominciare dal primo album, Enlightened by Darkness pubblicato nel 2016, fino ad arrivare al cambio di formazione (si è aggiunto un violinista e sono stati sostituiti il bassista, il tastierista e il chitarrista); ora abbiamo trovato la nostra dimensione e siamo pronti a sperimentare ulteriormente per creare la nostra musica, il nostro viaggio è appena cominciato.

So che è strano chiedere un brano preferito da un album partorito da poco da una band… però, è ovvio che lo farò! Quale brano preferite e perchè?

Beh senza dubbio Big (B)End è il brano che più ci rappresenta ed è un punto di incontro per tutti i membri; l’aspetto interessante è che ogni pezzo non è uguale all’altro, perché ha ricevuto il contributo dei singoli membri in maniera diversa, rispecchiando i gusti musicali di ognuno: ad esempio il chitarrista preferisce Einmal, perché più vicino al suo stile, oppure quello del violinista è Broken, perché più sperimentale.

Ma in un modo secco, con una parola, dai 2… un’etichetta per ‘Tides of Entropy’

‘Tides of Entropy’ è un viaggio musicale. Se vogliamo essere più precisi, è un viaggio introspettivo alla scoperta di noi stessi

Come la mettiamo con la promozione di ‘Tides of Entropy’? L’album è uscito a marzo e immagino che in precedenza avevate cominciato a pianificare qualcosa per promuoverlo in sede live?… E adesso? E che succederà ai Constraint?

Sì, avevamo già organizzato il release party per la presentazione dell’album, ma siamo stati costretti a rivedere i nostri piani. Così ci siamo adeguati, puntando ad una promozione via web e utilizzando i nostri canali social per far sì che arrivi a più persone possibili. In futuro speriamo di poter tornare a suonare live, ma nel frattempo ci dedicheremo ad altre attività come il contatto con i nostri fan tramite i social network e la composizione di nuovi brani.

…non è che nel frattempo vi dimenticate i pezzi? Scherzo…

Quali pezzi? 😛

E secondo voi quale sarà il futuro della musica? Alcune band si stanno organizzando con dei concerti ‘dal vivo’ con tanto di biglietto da far pagare… vorrei conoscere il vostro pensiero a proposito.

Necessità fa virtù; nulla potrà sostituire la sensazione che si prova quando assisti fisicamente ad un concerto, ma è giusto in un momento come questo cercare di portare avanti le proprie passioni, come la musica, utilizzando i mezzi che abbiamo a disposizione. Sicuramente i social network e lo streaming avranno un ruolo sempre più importante, anche noi stiamo puntando su questo aspetto per creare la nostra comunità di fan, quella che noi chiamiamo Constraint Family.

Torniamo all’album. In copertina domina il colore bianco… grigio chiarissimo… c’è un perché? Non ne sono certo ma mi sembra che al centro vi sia come una piega verticale… 

È un’interpretazione del nostro concept, eseguita magistralmente dalla designer Roberta Cavalleri (ZenCaos Creative). Al centro si trova una figura umana, che rappresenta la coscienza; è immersa in un oceano ghiacciato: l’acqua è infatti l’elemento metaforico che rappresenta il mondo, i sentimenti, le ‘correnti’ in cui siamo costantemente immersi. I colori sono una scelta ben precisa, perchè volevamo discostarci da quelle che sono le copertine più tipiche del genere metal, che utilizzano colori scuri; al centro, come hai giustamente notato, abbiamo inserito una linea che divide la copertina in modo simmetrico; la simmetria è un elemento che abbiamo inserito nei nostri pezzi e che si rispecchia anche nella loro disposizione all’interno della track list.

Ma dal vivo non credo che sia così facile eseguire i vostri brani?

Non sono semplici in effetti, abbiamo passato (e passeremo) molte ore in sala prove per prepararli al meglio. Siamo una band molto attenta ai dettagli, recentemente abbiamo inoltre introdotto l’uso delle basi nei nostri concerti per creare uno show completo, in modo da permettere all’ascoltatore di cogliere ogni particolare del nostro lavoro e condividere con esso tutte le nostre emozioni.

State avendo un feedback sull’album da parte di pubblico e critica?

Le prime reazioni sono state davvero entusiaste, uno stile così diverso rispetto al primo album poteva essere anche un azzardo, ma è piaciuto e ha ricevuto buone recensioni; nel complesso siamo molto soddisfatti.

La distribuzione dell’album è affidata ad un’agenzia estera… mi parlate di come è avvenuto l’incontro?

Si, ci siamo affidati a Mike de Coene della Hardlife Promotion, un instancabile lavoratore che ci sta dando un ottimo aiuto; l’incontro è avvenuto via mail, durante il suo lavoro si era imbattuto nel nostro progetto e ci ha contattati proponendoci una collaborazione, così abbiamo accettato e stiamo raccogliendo i risultati.

Vorrei ringraziarvi per il tempo che ci avete dedicato complimentandomi ancora una volta. Vi lascio tutto lo spazio che volete per concludere questa nostra chiacchierata, magari aggiungendo qualcosa sull’album che non è stato detto e poi ovviamente inviando un saluto a chi vi segue, sono convinto che alle persone piacerà molto il vostro lavoro e un saluto ai nostri amici rocker al di là dello schermo…

In bocca al lupo

Ti ringraziamo molto per la tua disponibilità e per le domande sempre ricche e interessanti; un saluto a tutta la nostra grande famiglia, composta da amici e fan, che noi chiamiamo Constraint Family 🙂

Grazie ragazzi…

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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