Se volessimo lasciarci andare con una semplice etichettatura, potremmo definire i Constraint una band di symphonic metal. Ma credo proprio che attribuire una definizione, applicare un’etichetta del genere a questa band italiana non potrà di certo rendere giustizia e rendere l’appropriata idea di ciò che sta dietro al concetto musicale chiamato Constraint.

Ma andiamo per ordine per evitare di creare confusione nel nostro lettore (sempre di manzoniana memoria) che si accingerà e affronterà le righe ‘stampate’ su questo giornale virtuale che vaga fra onde e vibrazioni musicali.

Constraint è una band di Modena formatasi nel 2011 con alle spalle una cultura musicale di notevole caratura proposta con uno spessore qualitativo di livello notevole. Nel 2012 il primo demo e il primo album ‘Enlightened by Darkness’ nel 2016. Il secondo lavoro è pubblicato nel marzo del 2020 dal titolo ‘Tides of Entropy’. Nel mentre tante esperienze dal vivo che di certo hanno contribuito ad amalgamare il sestetto, una line up modificata, una maturazione stilistica che lascia senza fiato, per bellezza, per capacità creativa che si riversa in un cuore artistico davvero inatteso.

E’ chiaro che l’elemento sinfonico è presente in dosi abbondanti e costituisce il nucleo portante della band, ma incursioni di sonorità completamente differenti che si aprono a tendenza stilistiche diversificate si adattano alla perfezione alle proposte della band. Sarebbe stato facile cadere nella trappola del mantenere costante la presenza di un qualcosa di già ascoltato, ma i Constraint sono capaci di superare le barriere, sono stati bravi e abili nell’andare oltre con superbi e particolari elementi di progressive emozionali, da brividi. E poi l’innesto di quelle sonorità e ambientazioni distraenti non propriamente legati al rock o al metal, risultato eccellente.

Sono tanti gli elementi che immediatamente riescono a far vibrare le corde della sensibilità. Di certo gli arrangiamenti. Mostruosi, se penso all’ultimo ‘Coercive’ faccio fatica a contenere l’emozione. Una bellissima traccia strumentale con delle armonie struggenti e malinconiche. Un altro elemento, le armonie e le concatenazioni melodiche. I giochi tra chitarra e violino, le sequenze di note nei solo di chitarra, il metal, la precisione disarmante della ritmica, le incursioni orchestrali e la potenza inarrestabile della voce e i suoi movimenti così naturali, i sussurri, la pulizia dei suoni.

Un altro brano che mi ha impressionato è ‘Eerie Euphoria’ per potenza e per passionalità, per i ritmi che si rincorrono, per le melodie gotiche, per le voci che si susseguono. Spettacolare la parte iniziale di ‘The Big (B)End’, un velluto melodico che si riversa nel brano carico di pathos e con un incredibile impatto sonoro. E poi ‘Omniscient Oblivion’, il tempo iniziale scandito con un battito differente e poi riportato a una metratura di divisibile numerazione. Bellissime le sonorità che hanno quel sapore retrò e tristemente maestoso nella sua parte centrale.

Devo ammettere che questo lavoro dei Constraint è molto bello, articolato, particolare, suggestivo, inatteso.

Considerando che la band è al secondo lavoro e considerando la giovane età dei protagonisti… cosa accadrà nel futuro dei sei bravissimi musicisti?

‘Tides of Entropy’ deve essere ascoltato tutto e tutti i brani sono da scoprire. Tutto contiene una ricchezza di particolarità e dettagli che, seppur in lontananza, sono fondamentali per lo sviluppo dei singoli passaggi, importanti per le atmosfere, speciali per dare quel colore spesso amaro e trasparente che avvolge ogni cosa, compreso il titolo nella copertina .

www.facebook.com/ConstraintOfficial

Bravi!

Tracklist:
1. Remanent
2. Einmal ist Keinmal
3. Golden Threads
4. Eerie Euphoria
5. The Big (B)End
6. Omniscient Oblivion
7. Broken Threads
8. Leben ist Streben
9. Coercive

Band:
Beatrice Bini – voce
Matteo Bonfatti – chitarra
Gabriele Masini – basso
Enrico Bulgaro – tastiere
Davide Borghi – violino
Alessandro Lodesani – batteria

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