Nuclear Blast – Ottobre 2012
Massimo rispetto per i Cradle of Filth. Da sempre ho provato una certa ammirazione per questa band britannica, per la cattiveria, per la presenza sul palco, per il look, per l’ostinatezza a voler sembrare duri a tutti i costi, per la musica espressa per lungo tempo. Sì, mi sono stati sempre simpatici tutto sommato anche se hanno poco senso dell’humor (incontrai nel 2001 Dani Filth nel bar del backstage al Gods of Metal, mi guardò, aveva le lenti colorate rosse, e io gli dissi ‘..hei amico, hai gli occhi rossi, ti senti bene”…?’, mi bofonchiò qualcosa arrabbiato e io irriverente scoppiai a ridere”…), mi sono simpatici perché il loro atteggiamento da maschiacci mi intenerisce (sempre allo stesso concerto ricordo le ragazze semi svestite sul palco, molto interessante), mi sono simpatici per la loro musica black, cattiva, molto cattiva”… o forse un tempo lo era”… ed anche il black metal era diverso.
All’incirca 20 anni di attività alle spalle ed ecco il nuovo album “The Manticore and Other Horrors”, ovvero la nuova creazione di Dani Filth e soci”… oddio soci”… i componenti dei Cradle of Filth stanno diminuendo a vista d’occhio, album dopo album. Che succede alla band? E’ poi così difficile convivere in un mondo di vampiri? E’ così contaminato da suoni radioattivi il sangue da non permettere di sopravvivere in un mondo di non morti?
Mi trovo un po’ spiazzato all’ascolto di “The Manticore and Other Horrors” perché speravo in qualcosa in più, un lavoro alla Cradle of Filth per intenderci ed invece mi trovo così con la cuffia in testa e lo sguardo perso. Forse la Manticora dalla testa come quella di un uomo, dal corpo di leone e dalla coda di scorpione, mi ha scagliato le sue velenose spine e reso anche me inerme? Non direi. Sono confuso perché mi sembra di ascoltare un buon album di duro metal sinfonico, cattivo sì, potente sì, avvolgente sì, ma un po’ disorganizzato con delle trovate in studio poco elettrizzanti, come l’aumento del pitch di qualche punto per alzare di niente la tonalità ”… cavolo, avrebbero potuto farne a meno. Un album in cui ogni brano ha cento cambiamenti di tempo, intromissioni di voci che recitano chissà quale diavoleria, di urla e poi velocizzazioni e riduzioni del tempo al limite della sopportazione. A volte, come se non bastasse un songtwriting discutibile, Dani si porge con la voce pulita, non male, ma questo non è proprio da lui e ciò mi fa capire che i Cradle forse non hanno voglia di mordere più.
Sarà mia l’impressione e mi scuso con tutti gli estimatori di questo grande gruppo, ma i Cradle of Filth sono tutt’altra cosa! Speravamo tutti in “The Manticore and Other Horrors”, ma sarà forse il segnale di un lento ed inesorabile declino?
Tracklist:
1. The Unveiling of O
2. The Abhorrent
3. For Your Vulgar Delectation
4. Illicitus
5. Manticore
6. Frost on Her Pillow
7. Huge Onyx Wings Behind Despair
8. Pallid Reflection
9. Siding with the Titans
10. Succumb to This
11. Sinfonia
Band:
Dani Filth – voce
Paul Allender – chitarra
Marthus – batteria, tastiere

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