Report a cura di Mauro Brebbia.
In una fredda, malinconica e piovosa serata di fine Gennaio, un buon numero di
appassionati ha assistito all’unico concerto italiano del tour chiamato “Cowpunks and
Glampires”.
Da qualche mese, due bands che non hanno più nulla da dimostrare a nessuno,
stanno portando in giro per l’Europa, questo spettacolo.
Sto parlando dei finlandesi “The 69 Eyes”, caratterizzati da un tipico sound assai
riconducibile al gothic rock e dei danesi “D.A.D. (Disneyland After Dark).
Un tour da co-headliners, con entrambe le bands che hanno a disposizione più o
meno lo stesso tempo.
Legate da solidi rapporti di amicizia e stima reciproca, le scalette di entrambe le
formazioni per questo tours hanno coperto sia pezzi storici sia pezzi recenti, tratti
dall’ultimo album o singoli di rampa per prossimi albums in uscita.
Il concerto è stato organizzato assai bene da “ERocks Production”.
Una bizzarra scelta di diffondere brani legati alla musica italiana anni Sessanta ha
accompagnato i presenti alle esibizioni delle bands.
THE 69 EYES
Puntualissimi, alle ore 20, “The 69 Eyes” sono saliti sul palco.
Fortunatamente a questo giro, il loro carismatico cantante Jyrki non è stato derubato
a Como, causando l’annullamento di un concerto previsto in passato allo Slaughter
Club di Paderno Dugnano (Milano).
La band è stata assai compatta nell’esecuzione dei pezzi e rispetto alla loro
esibizione di qualche anno fa sempre al Live Club, mi sono sembrati ancora più in
palla e precisi.
Noti inizialmente come “Helsinki Vampires”, la band ha pubblicato nel 2024 l’album
“Death of Darkness” ed è in programmazione l’uscita di un nuovo album tramite
BLKIIBLK.
Album anticipato dal singolo “I Survive”, che vede la presenza dello storico chitarrista
di Billy Idol, Steve Stevens.
Jirky69 non ha tolto mai i suoi inconfondibili occhiali da sole e ha anche interagito con
i classici saluti in italiano.
Lo show si è aperto con “Devils” e chiuso con la ritmatissima ed acclamatissima “Lost Boys”.
Purtroppo – per me – c’è stata qualche esclusione dolorosa come “Perfect Skin”,
“Angels” o “Wrap your troubles in dreams”, ma non si puo’ avere tutto dalla vita,
no???
In ogni caso, ben diciassette pezzi eseguiti, circa settantacinque minuti di lunghezza
complessiva .
Tre canzoni tenute come bis.
Sicuramente “Gothic Girl” e “Brandon Lee” sono da annoverare tra i pezzi
maggiormente apprezzati.
Protagonista assoluto della serata è stato il batterista Jussi, autore di una potente
prova dietro le pelli.
Bentornati in Italia, “The 69 eyes”!
SETLIST:
1 – Devils
2 – Don’t turn your back on fear
3 – Feel Berlin
4 – Gotta Rock (Boycott cover)
5 – I survive
6 – Betty Blue
7 – If you love me the morning after
8 – Drive
9 – The Chair
10 – Never say die
11 – I love the darkness in you
12 – Wasting the dawn
13 – Gothic girl
14 – Brandon Lee
ENCORE:
15 – Framed in Blood
16 – Dance d’amour
17 – Lost boys
D.A.D. (Disneyland after Dark)
Un cambio di palco prolungato, l’allestimento di una speciale passerella rialzata
hanno poi sancito l’ingresso sul palco alle 22 (in assoluto orario) dei D.A.D.
La band ha ormai all’attivo numerosi albums e ben quarant’anni d’attività.
Il loro sound con venature sleaze e hard rock classico è sostanzialmente(tranne
qualche esperimento che forse non ha manco raggiunto risultati sperati) rimasto lo
stesso da sempre.
Divertimento, interazione col proprio pubblico di fedelissimi, il basso a due corde del
coreografico Stig Pedersen e il cappello da cowboy del chitarrista Jacob Binzer sono
ormai caratteristiche note della band.
La voce di Jesper Binzer, riconoscibilissima e dannatamente rock n’roll, non perde
proprio un colpo.
Le sfumature grunge di “Helpyourselfish” (1995) sono ormai dimenticate
completamente.
Stig Pedersen era impossibile da non notare con la sua maglietta argentata e i
pantaloncini a stelle e strisce e i suoi stivali argentati da glamster anni Settanta.
L’opener “Jihad” ha fatto cantare a squarciagola la stragrande maggioranza dei
presenti e bene o male c’è stato spazio e tempo per l’esecuzione di vari pezzi
dall’ultimo album intitolata “Speed of Darkness” uscito nel 2024.
Un pubblico che comprendeva glamsters, metallari, motociclisti e gente dall’anima
rock , ha partecipato con entusiasmo al loro concerto.
Spazio anche per una camminata in mezzo al pubblico di Jesper, che ha cantato la
maggior parte delle parti vocali di “Something good” in questa maniera.
Non sono mancati anche i classici assoli di chitarra sia nella canzone precedente, sia
in “Grow or Pay”.
La temperatura del locale si è surriscaldata decisamente anche con la classica e gioiosa “Bad Craziness”.
Sono stati eseguiti tre bis. “Sleeping my day away”, probabilmente la loro canzone
più nota, è stata davvero perfetta nell’esecuzione e ha davvero trascinato il pubblico.
“It’s after dark” ha chiuso la serata e ha mandato a casa soddisfattissimi i presenti.
SETLIST D.A.D. :
1 – Jihad
2 – 1st, 2nd & 3rd
3 – Girl Nation
4 – Speed of Darkness
5 – Rim of Hell
6 – Riding with Sue
7 – The Ghost
8 – Something Good (con assolo di chitarra n.1.)
9 – Grow or Pay (con assolo di chitarra n.2)
10 – Point of view
11 – Monster Philosophy
12 – Everything Glows
13 – Bad Craziness
ENCORE:
14 – Laugh ‘n’a 1/2
15 – Sleeping my day away(con assolo di chitarra n.3)
16 – It’s after dark
Foto scattate da Giulia Di Nunno.

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