È un sabato freddo, malinconico e invernale in quel di Milano. Vigilia di Sant’Ambrogio, tradizionale festa meneghina che si festeggia oggi. Le opportunità che offre Milano in fatto di intrattenimento sono infinite. Ristoranti, locali alla moda, cinema, bowling, sale concerti e via dicendo. Il Legend Club è un’istituzione da tantissimi anni per la sua proposta di concerti di qualità e spesso non legati al mainstream attuale.

È il caso del concerto del 6 dicembre, che vede insieme sul palco del locale, completamente rinnovato non da troppo tempo, due band davvero toste: gli openers TUK SMITH & THE RESTLESS HEARTS e gli headliners DANKO JONES. Prima dell’inizio del concerto organizzato da MC2Live, c’è tempo per rinfocillare il proprio appetito con birre, panini e hamburger nell’apposito locale collegato alla sala concerti. C’è anche tempo per ritrovare vecchi amici e ammirare tutte le locandine dei vari artisti che passeranno per il locale nel 2026. Ritiro il mio accredito in cassa ed inizialmente non ci sono troppe persone. Curioso allo stand del merchandise delle due band e noto che ci sono CD autografati, varie magliette e anche litografie per Tuk Smith.

È proprio la band statunitense che sale sul palco puntualissima alle ore 20:20. Tuk Smith insieme ai The Restless Hearts regala una prestazione ineccepibile dal punto di vista tecnico e i quattro musicisti sanno come si tiene un palco. La band è originaria di Atlanta (come i The Black Crowes) ed è palesemente influenzata da band storiche quali The Rolling Stones, The Faces e soprattutto i primi Aerosmith. Tuk Smith & The Restless Hearts sono da ricordare anche per la loro partecipazione alla prima parte dello Stadium Tour americano insieme a due mostri sacri quali Def Leppard e Mötley Crüe.

Forse è una strana accoppiata quella di stasera: loro statunitensi e rock classico, i Danko Jones invece canadesi e con un sound unico e riconoscibilissimo che sapientemente miscela rock ed elementi punk e hardcore. Tuk è davvero un animale da palcoscenico e ironizza sul fatto che non sa che giorno della settimana sia ed infatti dice convinto che per lui è venerdì. La presentazione della band è davvero ironica e cita gli altri musicisti con nomi di leggende come ad esempio Keith Richards. Il look della band è infatti molto “Stonesiano”.

Il set finale comprendeva otto canzoni, tra le quali l’opener “Ballad of a Misspent Youth” e la recente e conclusiva canzone dello show “Runnin’ with the Old Ones”, che strizza l’occhio ai The Cars del compianto Ric Ocasek.

SETLIST TUK SMITH & THE RESTLESS HEARTS

  1. Ballad of a Misspent Youth
  2. Little Renegade
  3. Glorybound
  4. Looking for Love, Ready for War
  5. Girls on the East Side of Town
  6. Sadie Mae
  7. Ain’t for the Faint
  8. Take the Long Way
  9. Runnin’ with the Wild Ones

Tempo di cambiare il palco e di settare gli strumenti adeguatamente ed è il turno dei Danko Jones. In Europa per promuovere il loro dodicesimo album “Leo Rising”, il trio canadese capitanato dal carismatico, diretto ed energico frontman dal nome omonimo ha un seguito di fedelissimi fan anche in Italia. Italia che, tra le altre cose, è la nazione di provenienza del bassista John Calabrese, nato a Cosenza. Quindi, doppiamente calabrese!

La band è salita sul palco con pochi minuti di ritardo ed ha offerto una prestazione maiuscola. Il Legend Club si era man mano riempito fino a raggiungere praticamente l’agognato sold out. Danko è veramente intenso quando canta. È la classica persona che vorresti avere amico nelle risse e, fossi in voi, non ci penserei a farlo incazzare. Tutto vestito di nero, due evidenti orecchini e completamente rasato, ha incitato il pubblico per tutto il concerto, sottolineando che poche band riescono a raggiungere il traguardo del dodicesimo album e ricordando che “Leo Rising”, uscito due settimane fa, è un riferimento diretto al loro album di debutto del 2002, “Born a Lion”.

Ad un certo punto è partito il coro “Olé, olé, olé, Danko, Danko”. Danko ha reagito apparentemente stizzito e ha detto che avrebbero cantato pezzi davvero rock per sconfiggere quel coretto, salvo poi richiedere di cantarlo un attimo. Molto paraculo, direi, in questo frangente. I pezzi per sconfiggere il coretto sono stati due autentiche hit del gruppo: “First Date” e “Code of the Road”, pezzi davvero apprezzatissimi dal pubblico.

Ad un certo punto, dopo aver sventolato il banner di “Cosenza Rock City” da parte dei suoi parenti venuti apposta da Cosenza per vederlo, John Calabrese lo ha issato sui suoi amplificatori. La parte sorridente del trio, sempre presente nei Danko Jones, mentre alla batteria si sono susseguiti vari drummer. Attualmente è Rich Knox, che si è occupato dei cori in varie occasioni.

Molto coinvolgente anche “Good Time”, con le parole manifesto “I came here to fuck shit up and have a good time”, cantate in modo compatto dal pubblico. Sono stati presentati svariati pezzi dell’ultimo “Leo Rising”, tra le quali “What You Need”, opener del disco e del concerto. Non si è potuto non scatenarsi su pezzi quali “Full of Regret”, altro pezzo culto per me della band, oppure sulla conclusiva e saltellante “My Little RnR”, con la linea di basso davvero potente di John Calabrese. Che dire, tornate presto Danko Jones.

Mauro Brebbia.

SETLIST DANKO JONES

  1. What You Need
  2. Diamond in the Rough
  3. I’m in a Band
  4. I Gotta Rock
  5. Everyday Is Saturday Night
  6. First Date
  7. Code of the Road
  8. I Think Bad Thoughts
  9. Mango Kid
  10. Get High?
  11. Good Time
  12. You Are My Woman
  13. I Love It Louder
  14. Full of Regret
  15. Had Enough
  16. Guess Who’s Back
  17. Lovercall
  18. My Little RnR
Mauro Brebbia
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