Deep Purple – Live 2011 – Verona, Arena

 

E’ un dato di fatto… se non vedo i Deep Purple almeno una volta all’anno non sono più io… Ma questa volta il sapore dell’evento è del tutto particolare. Sì, particolare e suggestivo, direi. I Deep Purple si esibiscono all’Arena di Verona, in una cornice degna di un grande avvenimento artistico e musicale. Un luogo magico, un luogo carico di atmosfera unica, un luogo di infinita bellezza. Da giorni penso al concerto poichè ad accompagnare il quintetto, che ha fatto la storia del rock, c’è la German Neue Philarmonic Orchestra, composta da 24 giovani musicisti, che ha accettato la difficile sfida di affiancarsi ad uno dei colossi della musica rock mondiale…

La nostra giornata inizia presto. Partiamo per Verona e visitiamo la città, giriamo per i vicoli, facciamo i turisti alla ricerca di quei luoghi che profumano di storia e di cui la letteratura si è nutrita, quei luoghi così apprezzati in tutto il mondo; ci concediamo una pausa in un grazioso ristorante e fra squisito cibo e qualche alcolico rilassante ci ritempriamo… questa è vita… Quando è ora di ritornare nei pressi dell’Arena, notiamo che c’è tanta gente ed una volta entrati ci sistemiamo di fronte al palco per gustare il concerto nel modo migliore possibile…

E’ ora; entra l’orchesta che introduce l’arrivo del quintetto. La sera è arrivata ed il concerto può iniziare… “Highway Star” apre ed è magnifico ascoltare le note di un brano capolavoro con un tappeto sonoro di violini, viole e violoncelli… davvero da brividi. Tutto è perfetto! Gillan parte un po’ in sordina, ma pian piano la sua voce si riscalda e comincia magicamente ad ammaliare. “Hard Lovin’ Man” segue ed è tutto stupendo. Guardo i miei amici ed il pubblico e li vedo sorpresi, soddisfatti e carichi di entusiasmo come me… “Maybe I’m a Leo” è splendida ed inaspettata e la successiva “Strange Kind of Woman” fa sussultare l’Arena intera. Ottimo amalgama fra i Deep Purple e l’orchestra, uno splendido feeling che percepiamo evidente anche noi. Dopo “Rapture of the Deep” tocca a “Woman From Tokyo” a farci sobbalzare il cuore e continuiamo a cantare in un unico coro. Il solo di chitarra di Steve Morse inizia alla fine di “Contact Lost”. Il biondo chitarrista, sempre sorridente, dimostra le sue qualità e sa che da qualche parte sugli spalti c’è qualcuno pronto a fare paragoni con l’originale Ritchie Blackmore. Ma Steve Morse ha talento da vendere ed a mio parere le sue performance sono sempre di alto livello. Quando si comprendono le note che introducono “When a Blind Man Cries” è davvero un tripudio, un brano stupendo di per sè ed eseguito dai Purple e orchestra in modo magistrale. Meraviglioso… Terminato “The Well Dressed Guitar”, ecco il brano perfetto per questa serata, ovvero “Knocking at Your Back Door”, assieme all’altra song ideale per il concerto “Perfect Strangers”. E’ bello vedere quanta freschezza c’è nell’aria grazie alle note che si diffondono nell’Arena e grazie alla professionalità, bravura, ma soprattutto voglia di divertirsi ancora che dimostrano i musicisti sul palco. E’ tutto un applauso, un cantare, un sorridere; un’emozione indescrivibile e del tutto particolare. Mi stupisce il doppio assolo tra la chitarra di Morse e il violino del direttore dell’orchestra durante “Lazy”, davvero entusiasmante. E dopo il solo di tastiere di Don Airey, subito dopo “No One Came”, la tripletta finale è davvero da togliere il fiato: “Perfect Strangers”, “Space Truckin'” e l’attesa “Smoke on the Water” che ci ha fatto cantare a squarciagola, facendoci schizzar via le tonsille… Che atmosfera. Ma c’è tempo ancora pe due brani introdotti dal solo di basso di Roger Glover accompagnato dalla batteria granitica di Ian Paice: “Hush”, sempre magnifica e adatta per l’ascolto in qualsiasi occasione e “Black Night”…

Che classe…

E’ un evento indimenticabile ed aver partecipato con tutta quella gente è stato davvero magnifico, esperienza di rara bellezza… Con il sorriso stampato in volto, e dopo due ore do concerto, diamo un ultimo sguardo all’Arena che lentamente si sta svuotando, canticchiando scendiamo i gradini calapestati da così tanta storia e penso che questa sera anche noi abbiamo preso parte ad un pezzo di storia…

p.s.: il concerto è stato filmato per la realizzazione di un DVD… appassionati… da non perdere…

that’s all, folks…

 

Setlist:
1. Highway Star
2. Hard Lovin’ Man
3. Maybe I’m a Leo
4. Strange Kind of Woman
5. Rapture of the Deep
6. Woman From Tokyo
7. Contact Lost
8. When a Blind Man Cries
9. The Well Dressed Guitar
10. Knocking at Your Back Door
11. Lazy
12. No One Came
13. Perfect Strangers
14. Space Truckin’
15. Smoke on the Water
16. Hush
17. Black Night

 

About Francesco Amato 712 Articoli
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