Ci sono concerti che raccontano una tournée e altri che raccontano un’epoca. Quello dei Deep Purple al Pisa Summer Knights, giovedì 16 luglio in Piazza dei Cavalieri, appartiene alla seconda categoria. La band inglese è arrivata in Toscana con una scaletta ormai consolidata nelle ultime settimane europee, alternando classici immortali e brani dell’ultima produzione senza mai dare l’impressione di vivere di rendita.
In circa un’ora e mezza di concerto, “Highway Star” ha acceso immediatamente la piazza, mentre “Lazy”, “Space Truckin'” e “Smoke on the Water” hanno ricordato perché, oltre cinquant’anni dopo, questo repertorio continui a rappresentare il vocabolario fondamentale dell’hard rock. Simon McBride è ormai perfettamente integrato nel ruolo che fu di Ritchie Blackmore e Steve Morse, Don Airey continua a essere uno straordinario mattatore alle tastiere e la sezione ritmica formata da Roger Glover e Ian Paice resta una delle più solide della storia del rock.
A impressionare, più ancora della qualità musicale, è però la naturalezza con cui Ian Gillan domina ancora il palco. Non cerca più gli acuti impossibili di “Child in Time”, ma interpreta ogni brano con l’autorevolezza di chi sa esattamente cosa raccontare. E snocciola ben 5 canzoni dal nuovo album della band SPLAT!, quindi non un semplice data da best of ma un concerto a supporto del disco. E pensare che il frontman dei Deep Purple ha ormai 80 anni. Un’età che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata incompatibile con un concerto hard rock di questo livello, e che invece diventa quasi un dettaglio davanti all’energia che la band riesce ancora a trasmettere.
La settimana appena trascorsa ha offerto un’immagine straordinaria del rock classico. Gli Scorpions hanno portato sul palco Klaus Meine, 78 anni, ancora impeccabile alla voce, mentre poche ore dopo è stata la volta di Alice Cooper, anche lui 78 anni, protagonista di uno spettacolo che continua a essere un modello di teatralità rock. Nel giro di pochi giorni il pubblico italiano ha potuto applaudire tre autentiche icone, tutte abbondantemente oltre i settant’anni, ancora capaci di riempire festival e piazze, ma per alcuni dando l’impressione di essere operazioni nostalgia.
Ed è qui che nasce inevitabilmente una domanda. Chi raccoglierà questa eredità? Per oltre mezzo secolo il rock ha avuto i suoi giganti: Deep Purple, Scorpions, Alice Cooper, Rolling Stones, AC/DC, Iron Maiden. La domanda, però, resta aperta: quando questi monumenti decideranno di fermarsi, il rock avrà già trovato chi sarà in grado di raccoglierne davvero il testimone?
Setlist
- Highway Star
- A Bit on the Side
- Hard Lovin’ Man
- Into the Fire
- Guitar Solo
- Arrogant Boy
- Lazy Sod
- Lazy
- When a Blind Man Cries
- Diablo
- Keyboard Solo
- The Only Horse in Town
- Scriblin’ Gib’rish
- Space Truckin’
- Smoke on the Water
Encore
- Guinnesis
- Hush
- Black Night

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