Abbiamo avuto il piacere di intervistare Domenico Bini, ormai per tutti “Il Maestro“, chitarrista e fenomeno del web con un canale YouTube con 157.000 iscritti e video con oltre un milione di visualizzazioni, tra cui la celebre SCHANA WANA, o IL VULCANO, con tutti i titoli rigorosamente in maiuscolo.
L’occasione è l’uscita del docufilm sul musicista di Trani, dal titolo “Famoso sul web… è nel mondo“. Il rockumentario è diretto dal regista Giuseppe del Curatolo ed è disponibile per la piattaforma Chili, qui i dettagli.

 

Ciao Domenico e benvenuto su Long Live Rock n’ Roll. È uscito da poco il tuo film documentario “FAMOSO SUL WEB (È NEL MONDO) – DEDICATO À DOMENICO BINI” con la regia di Giuseppe del Curatolo. Quali sono state le prime reazioni del pubblico?

I fans mi seguono sempre. Mi vogliono un bene grande, perché io devo tutto ai fans. Se sono arrivato dove sono arrivato lo devo ai fans. Io scrivo “ai miei fans è non” per includerli tutti. I miei fans sono sfegatati, stanno dietro a tutto… e vogliono vedere il film… Hanno un entusiasmo incredibile e mi danno proprio tanta gioia.

Com’è nata l’idea di questo film? Conoscevi Giuseppe o ti ha contattato lui?

Qualche volta i fans venivano vicino a casa mia. Allora vennero da Firenze e c’era questo signore che era di Trani, il regista Giuseppe del Curatolo, che mi disse: “Voglio fare un film su di te!” Non lo conoscevo… lo conobbi sul momento e gli dissi di sì.

Domenico Bini – Famoso sul Web E’ nel Mondo – locandina

E’ stato difficile per te, già abituato alla telecamera e ad un pubblico di migliaia di persone, mettersi comunque a disposizione delle cineprese?

Non è stato difficile, è stata una nuova esperienza. Tu come saprai ho fatto pochi concerti, poche cose. Io da giovane ho fatto molte cose ma poi quando mi sono messo in piattaforma ho avuto questo successo. Non ho avuto altre esperienze, mentre nel film c’è anche un pezzo che I’ho suonato dal vivo con la Schana Wana Band. E si vede questo pezzo, ”Il Vulcano” che è il mio più famoso.

E com’è stata l’esperienza di suonare con la Schana-Whana Band, questa formazione creata per l’occasione?

È stata bellissima perché sono stati veramente in gamba e sono rimasto molto soddisfatto.

Domenico Bini e la Schana Wana Band – Apr s.r.l.s.

So che ti è stato proposto mille volte ma non ti esibirai mai live?

No, esibire live no perché io ormai ho lasciato questa strada, non voglio continuare.

Hai ricevuto molte offerte, anche per apparire in televisione?

Tantissime tantissime offerte. Barbara D’Urso, Mara Venier, Sanremo e… come si chiama… il talent show… Italia’s Got Talent, X Factor… tutti.

Come mai hai rifiutato?

Sono restio a queste cose qui.

Ma hai paura che ti sfruttino?

No assolutamente, è proprio il mio modo di essere… io sono così. Ieri che mi hanno intervistato su Radio Norba hanno detto che il Maestro si risparmia… non che mi chiamano Maestro per dispetto… ma preferisco non intervenire in questi programmi così.

Sono usciti alcuni film su star della musica rock, come quello dei Mötley Crüe, quello dei Queen ed Elton John, ne hai visto qualcuno?

Bellissimo quello dei Queen, Bohemian Rhapsody, una cosa bellissima. Sono rimasto estasiato. È stata proprio una cosa bellissima vedere quei film là. Proprio un racconto fatto bene sui Queen.

Domenico Bini e il regista Giuseppe del Curatolo – Apr s.r.l.s.

Andy Warhol diceva che “In futuro, tutti saranno famosi nel mondo per 15 minuti. Tu hai ottenuto molto di più e il film è una sorta di rivalsa sul fatto di non aver potuto fare il musicista a tempo pieno?

Mah.. non lo so… Bisogna vedere se i miei fans lo guarderanno. Io mi auguro che proveranno a guardarlo perché anche il libro che è uscito su di me molti lo hanno seguito, lo hanno comprato. Insomma, i fans sono straordinari, fanno qualsiasi cosa.

Non so se conosci la storia di Pino Scotto, anche lui, nonostante fosse il cantante di band heavy metal famose in Italia e all’estero, ha dovuto lavorare una vita in fabbrica. Sappiamo che hai fatto molti lavori, tra cui una lunga esperienza come guardia in carcere. Cosa ricordi di quel periodo?

Lo prendevo come un lavoro normale con i suoi rischi perché ero un sottotenente della Motorizzazione. Ho avuto anche un’esperienza in un ospedale psichiatrico, ho lavorato alcuni anni a Guidonia Montecelio. Stavo in un centro sociale. Ho avuto insomma tante esperienze di lavoro. Il lavoro nella polizia penitenziaria l’ho preso come un servizio.

Trasponi queste esperienze nella tua musica?

Beh io metto questi fattori delle mie esperienze vissute. È quello che succede nella realtà. Metto i problemi sociali come nel disco “Amico Cielo”.

La pandemia ha sconvolto la vita dei musicisti, a te com’è cambiata la vita?

La pandemia è stata la rovina di tutte le Arti; ha fermato i teatri, ha fermato il cinema… Fermato tante cose… La ristorazione… ha messo proprio in ginocchio il mondo e l’Italia e il turismo. A me la vita è cambiata di tanto… Con queste restrizioni a non poter uscire… La mascherina… Stare attento qui, stare attento lì. Tante precauzioni. Insomma tutte queste cose qui. E ci stiamo dietro ancora adesso sperando che passi questo problema qui. E adesso si è aggiunto anche il problema della guerra quindi non stiamo proprio bene.

Molti musicisti si sono dovuti adattare, producendo concerti in streaming… hai mai pensato ad un’interazione simile coi tuoi fans e non?

Per quanto riguarda il film ma come ti ho detto ho avuto quella esperienza.

Aprirai un canale Twitch?

No, continuo con YouTube.

L’articolo sul nostro magazine sul tuo traguardo dei 100.000 iscritti ha raggiunto migliaia di persone ed è stato uno dei più letti del 2020, ma ha avuto anche tantissimi commenti critici. Cosa ne pensi di chi giudica la tua fama, pensando che il tuo successo sia immeritato?

La critica è costruttiva e non è che si può piacere a tutti! Diciamo è una cosa che ad alcuni piace… quando qualcuno fa musica a qualcuno piace e ad altri non piace. E’ costruttiva la critica. Ti sprona ad andare avanti.

Ma tu ti ritieni più un musicista o uno YouTuber? Perché molti ti hanno definito tale e le critiche vanno in questo senso.

Siccome io dal punto di vista della composizione sono vario. Faccio dei brani composti a tavolino, dei brani improvvisati, dei brani che vengono di getto. Mi ritengo un chitarrista heavy metal. Un musicista, un cantautore, insomma più musicista perché io ascolto anche musica, la chitarra classica, il rock, il jazz… Ho insegnato anche chitarra però sono autodidatta.

“IN THE MASSACHUSETTS” è uno dei tuoi pezzi più ascoltati. Ritieni che anche un brano acustico possa essere heavy metal?

Beh ci sono dei brani che a secondo dell’andamento delle ritmiche come va il sonoro possono anche essere heavy metal. Mi hanno fatto delle cover, dei miei brani adattati. I fans fanno molte cover su di me e penso che dipende dalla struttura del brano stesso e dalle ritmiche possono anche essere utilizzate dal punto di vista del metal.

Hai in programma di fare un quarto disco magari acustico e in lingue?

C’è qualcosa in programma ma adesso con questa pandemia bisogna aspettare un po’… Però c’è qualcosa in programma.

I tuoi temi trattano molto l’attualità, e ti sei espresso con durezza contro l’invasione russa dell’Ucraina e Putin. Vuoi lanciare un messaggio di pace?

Sì io voglio lanciare un messaggio di pace perché come ha detto il Papa la guerra è una pazzia. Il Papa si è appellato dicendo: “in nome di Dio fermate questo massacro” perché è un massacro. Mandare a morte gente innocente, tra donne, bambini, donne incinte, innocenti, che non hanno fatto niente. La libertà appartiene a tutti e la pace deve essere globale deve essere di tutti, non si deve essere guerra in questo mondo.

L’altro tuo brano più famoso, “UE”, parla di temi ambientali. Ritieni che ci sia ancora una speranza per il pianeta, anche se la pandemia prima e ora la guerra hanno oscurato il tema?

Certo se ci impegniamo tutti c’è la speranza di mantenerlo sano questo pianeta… Se ci impegniamo tutti.

UE è riferito all’Unione Europea o è un grido d’allarme?

No è riferito proprio a questo fatto qui, all’Unione Europea. Veramente io ho fatto questo brano considerando tutto quello che succede nel mondo.

Ti abbiamo visto suonare un basso, oltre al piano e all’armonica. Pensi ti dedicherai ad altri strumenti?

Sì ho provato anche un pezzo con l’ukulele però io sono un chitarrista heavy metal. Ho visto che piacciono i brani al pianoforte e anche quelli col basso… Però io rimango un chitarrista heavy metal. Quindi il mio strumento è la chitarra. Ho incominciato a 13 anni e rimarrò sempre così.

Domenico Bini – Apr s.r.l.s.

Hai composto migliaia di brani, potresti finire nel Guinness dei primati?

No questo non lo penso perché non è il mio traguardo. Metto un paio di brani su YouTube quando mi viene spontaneo e vado avanti così per tenere caldi i miei fans e per fargli ascoltare la mia musica.

Per concludere qualche domanda veloce. I tuoi 3 gruppi metal preferiti?

Iron Maiden, poi Yngwie Malmsteen e Steve Vai. Yngwie Malmsteen è proprio eclettico, è un chitarrista bravissimo. Steve Vai proprio non ne parliamo. Sono proprio dei virtuosi. Questi degli Iron Maiden mi sono sempre piaciuti perché ho cominciato con loro.

I tuoi 3 dischi metal preferiti di sempre?

The Number of the Beast, poi Rising Force di Yngwie Malmsteen e quello dove c’è Smoke on The Water dei Deep Purple.

I 3 concerti più belli che hai visto?

Dal vivo o anche in cassetta?

Dal vivo.

Dal vivo ho visto anche Vasco Rossi quando non era ancora famoso come adesso, a Roma. Perché è veramente un grande Vasco Rossi. Poi ho visto i Pooh, poi ho visto Alan Sorrenti e ho visto Pino Daniele. Insomma dai qualcosa l’ho vista.

Pensi che il rock e l’heavy metal siano ritornati in auge?

Per me non tramonteranno mai, perché ci sono sempre estimatori di questo genere anche se adesso c’è il rap, altre musiche, insomma la musica si evolve sempre… Però secondo me non tramonterà mai l’heavy metal. E come dico io: “per sempre heavy metal!”. E sempre ci sarà questo tipo di musica. Ma non devi mettere quello satanico o quello che non è orecchiabile. Insomma l’heavy metal che ti ho detto io. Quello ascoltabile.

Quindi non hai mai ascoltato Black o Death metal?

Li ho ascoltati ma non ti nascondo che preferisco quelli orecchiabili, quelli dove ci sono gli assoli in un certo modo.

Cosa ne pensi dei MÃ¥neskin?

I Måneskin è un gruppo che ha il suo valore. Suonano bene. Niente da aggiungere. Sono un gruppo rock veramente eccezionale.

Hai visto che hanno aperto per i Rolling Stones?

È bello, meritavano. Hanno dato lustro all’Italia e hanno fatto bene. È tutto meritato quello che hanno vinto.

Il tuo motto è “per sempre heavy metal”, ma ci farai una canzone su “Long Live Rock’n’Roll?”:

 

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