Dream Theater – A Dramatic Turn of Events

 

 

Roadrunner Records – Settembre 2011

Mi piace paragonare i Dream Theater a Neil Young… ovviamente non per il genere musicale ma perchè come il rocker canadese, anche loro ad ogni uscita discografica cambiano pelle pur mantenendo il loro inconfondibile marchio di fabbrica. Da “When Dream and Day Unite” ad oggi i Dream Theater hanno prodotto un disco diverso dall’altro, arricchendo il loro sound ed evolvendosi in modo intelligente. Quando tempo fa ho letto la notizia dell’abbandono di Mike Portony, ammetto che ho temuto per un eventuale scioglimento, vista l’importanza che il batterista ha sempre avuto nella composizione e realizzazione dei brani. Dico subito che il ‘nuovo’ Mike Mangini non fa rimpiangere affatto l’altro Mike., anche se ovviamente mi è dispiaciuto molto sapere che Portnoy non fa più parte della band. Ma veniamo al presente e a questo nuovo “A Dramatic Turn of Events”.

Come sempre accade un disco dei Dream Theater necessita di molteplici ascolti vista la complessità degli arrangiamenti e del genere proposto. Dopo l’oscuro e pesante “Black Clouds & Silver Linings”, con questo nuovo disco le atmosfere ritornano ad essere meno oscure e decadenti. “On the Backs of Angels” inizia con un arpeggio per poi aprirsi e dare spazio a due minuti di parte strumentale, dove subito viene messo in evidenza il drumming di Mangini. Come da tradizione la song è lunga ma molto varia e con una linea vocale molto accattivante. “Build Me Up, Bring Me Down” ha invece un approccio più moderno soprattutto nei suoni di chitarra e di alcuni stop & go tanto cari al new metal. Tranquilli i nostri non sono di certo diventati i Korn… “Lost not Forgotten” inizia con un dolce piano che ben presto lascia spazio al metal e a certe fughe strumentali che ci riportano ai tempi di “Images & Words”. Nel corso di questi anni i Dream si sono ‘specializzati’ nello scrivere stupende ballad, anche se per loro non userei questo termine. “This is the Life” è come sempre affascinante e suadente, interpretata da LaBrie con la solita passione e dolcezza. Ottime le orchestrazioni, mai troppo invadenti, e l’arrangiamento di pianoforte. “Bridges in the Sky” è sicuramente una delle song di punta di questo lavoro. I cori dal sapore gregoriano dell’inizio, lasciano ben presto spazio ai riff di Petrucci, ispirato come sempre. In “Outcry” come in molte canzoni del disco le tastiere hanno un suono molto epico e solenne che non stona affatto. “Far from Heaven” è l’altra perla melodica di “A Dramatic Turn of Events”. Il solo LaBrie e il pianoforte ci accompagnnao dolcemente per tutta la durata facendoci ancora una volta emozionare e facendomi pensare che la musica è una di quelle cose a cui non rinuncerei mai. Mi desto da questo momento onirico anche grazie al bel riff di “Breaking All Illusions”, ricca di cambi di tempo e delle tatsiere che assumono suoni diversi sempre integrandosi alla perfezione. Davvero un brano imprevedibile, che cambia pelle ad ogni angolo ed entusiasma l’ascoltatore. Siamo giunti alla fine e “Beneath the Surface” chiude alla grande questo ottimo disco. Dopo la scorpacciata di strumenti del brano precedente, qui troviamo solo una chitarra acustica e la tastiera ad accompagnare James.

“A Dramatic Turn of Events” è la nuova avventura targata Dream Theater che vi consiglio vivamente di seguire…

www.dreamtheater.net

Traklist:
1. On the Backs of Angels
2. Build Me Up, Break Me Down
3. Lost Not Forgotten
4. This Is the Life
5. Bridges in the Sky
6. Outcry
7. Far from Heaven
8. Breaking All Illusions
9. Beneath the Surface

Band:
James LaBrie – voce
John Petrucci – chitarra
John Myung – basso
Jordan Rudess – tastiere
Mike Mangini – batteria

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